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Il sito contiene approfondimenti su temi di carattere internazionale, da quelli piu' strettamente legati alla politica ad argomenti di costume e societa', scritti dai soci e dai collaboratori dell'associazione, tutti specialisti del settore.
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LA FATALE ATTRAZIONE DEL REGNO EREMITA

2013-05-19 “Non ci sono stati problemi”, dice l'autista parlando di come a Dandong siano state vissute le settimane di tensione nella penisola coreana scossa dalle minacce del regime dei Kim contro Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud. A separare la città nel nordest della Cina, provincia del Liaoning, dalla Corea del Nord c'è soltanto il fiume Yalu. Una vicinanza che è stata trasformata in un'attrazione turistica...Il reportage di Andrea Pira dal confine tra Rpc e Corea del Nord


DAL BANGLADESH ALLA CAMBOGIA

2013-05-17
Non è il Rana Plaza di Dacca la fabbrica cambogiana di scarpe dove il crollo di un mezzanino ha ucciso ieri almeno due persone (bilancio provvisorio) tra cui Sim Srey Touch di soli 15 anni, e ferito gravemente diversi lavoratori a Kampong Speu, a ovest di Phnom Penh. Le operazioni di soccorso, nella fabbrica che ospita 2mila operai, si sono svolte in fretta ma l'episodio “minore”, che non avrebbe normalmente occupato la cronaca internazionale, rimbalza sui giornali e in rete. Troppo fresca la memoria dell'implosione del palazzo del Bangladesh che ha ucciso più di 1100 persone. Fresca la polemica sulle condizioni di lavoro e sulle fabbriche in cui, nei Paesi più poveri, si lavora per i più ricchi... Leggi


IL RITORNO DI NAWAZ SHARIF

2013-05-14
Il Paese svolta a destra: sceglie un leader conservatore, chiacchierato quand'era al potere per i suoi rapporti con gli islamisti e nemico dell'esercito più per una questione personale che non perché sia poi un così ferreo baluardo del potere civile. Come ogni nuovo premier ha promesso aperture all'India e agli Stati uniti ma fu il suo governo a fare i test atomici del 1998 che impaurirono Delhi...Gli articoli di E. Giunchi ed E. Giordana nella sezione


UN MILIONE DI FIRME SULLE MACERIE DEL RANA PLAZA

2013-05-11 Il crollo del Rana Plaza ha già uccisso oltre 1000 perssone ma ha prodotto almeno un risultato: un milione di firme in calce alle petizioni che chiedono ai marchi che si riforniscono in Bangladesh di sottoscrivere immediatamente il Bangladesh Fire and Building Safety Agreement, un accordo che vincola al controllo della sicurezza nelle aree del lavoro tessile, una moderna forma di schiavitù più volte venuta alla luce ma mai in maniera così eclatante. Il mondo si muove ma l'Italia è praticamente assente- Leggi Giordana


LA BENETTON SOTTO LE MACERIE DI DACCA

2013-05-05 Nuovi documenti, tra cui uno che porta la data di marzo 2013 a un mese dal crollo del Rana Plaza, incastrano nuovamente la società trevigiana che inizialmente aveva negato di avere a che fare con le fabbriche locali coinvolte nell'implosione. Poi una mezza ammissione. Ma adesso che spuntano nuove carte una risposta certa e trasparente diventa più che necessaria



Leggi l'articolo sulle nuove carte e su il manifesto oggi in edicola

Altri documenti su il manifesto" target="blank"> Great Game


SE UNO PAGA PER TUTTI

2013-05-04 Il mostro in prima pagina è Sohel Rana, proprietario del Rana Plaza, crollato dieci giorni fa a Dacca con un bilancio che ha superato i 500 morti. Gli è stato contestato il posssso di una pistola ritrovata nelle macerie e rischia la pena di morte. Se la cavano invece i comprimari di quel dramma: le decine di marchi occidentali che in Bangladesh fanno profitti grazie ai pochi scrupoli di molti signor Rana e a salari da un dollaro al giorno che hanno scioccato persino papa Francesco. L'Ufficio internazionale del lavoro (Ilo) ne ha approfittato per ricordare al governo che è ora di un programma che preveda un serio utilizzo della legge, garanzie di salute e sicurezza, diritti e salari. Un programma che non si può disgiungere dal senso di responsabilità che anche il mondo degli affari dovrebbe dimostrare...Leggi


BANGLADESH SIMBOLO DEL PRIMO MAGGIO

2013-05-01 Mentre non si placa la protesta nelle piazze bangladeshi, la Benetton, incastrata dal ritrovamento tra le macerie di etichette United Colors e di un ordine commerciale (a sn un foglio del documento), ha ammesso di aver avuto a che fare con la New Wave, una delle fabbriche ospitate nel palazzone crollato. Ma per ora non ha seguito l'esempio di Loblaw e Primark,,,Leggi


A DACCA RISPUNTA BENETTON

2013-04-30 In un ordine commerciale trovato tra le macerie della strage di Dacca e che appare sul sito della “Campagna Abiti Puliti”, un network che coinvolge in Italia una decina di soggetti e nel mondo (Clean Clothes Campaign) centinaia di associazioni, nel prestampato col logo della New Wave ricorre il nome Benetton come quello del Buyer con tanto di quantità, ricevute e numero d'ordine. Il crollo del palazzo scopre le magagne del boom economico del Bangladesh e mette in difficoltà le grandi firme internazionali. Leggi Giordana



in collaborazione con l'agenzia radio AMISnet


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