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DA ROMA A BERLINO CERCANDO PINA BAUSCH 24/10/08

Nato come spettacolo autoprodotto, Rewind di Daria Deflorian e Antonio Tagliarini ha fatto strada e stasera va in scena nella capitale tedesca nella rassegna L'autunno della danza italiana promossa dall'Eti

A. Scar.

Venerdi' 24 Ottobre 2008
Era uno spettacolo fragile, anzi precario, sembrava stare in piedi per miracolo come le sculture di sedie che Daria Deflorian metteva in equilibrio instabile su una scena sconsolatamente vuota. Precario e autoprodotto dai suoi creatori con il contributo del Rialto Santambrogio. Uno spettacolo antispettacolare dedicato a un mito della danza contemporanea, Pina Bausch, dove però si parlava molto e ci si muoveva poco e gli unici corpi in gioco erano quelli veri, non simbolici, dei due protagonisti. Ma oggi, a dispetto o grazie alle sua precarietà, Rewind, oggetto d'arte ai confini del contemporaneo firmato da un'autrice-attrice, Daria Deflorian, e da un danzatore-coreografo, Antonio Tagliarini, è sbarcato alla Tanzfabrik di Berlino dove staserà andrà in scena per la rassegna “L'autunno della danza italiana”, vetrina promossa dall'Eti nell'ambito della quarta edizione di Theater-Teatro, festival interamente dedicato alla scena italica. “In realtà non dovremmo essere qui – dice Daria Deflorian – ma le vie del teatro indipendente sono trasversali, oltre che infinite”. Già perchè il caso ha voluto che il trentesimo anniversario di Caffé Muller, lo spettacolo culto della Bausch attorno a cui gira l'orologio di Rewind, cadesse nello stesso anno in cui Tanzfabrik festeggiava la sua fondazione. E così uno spettacolo che volta le spalle alle immagini per raccontare l'impossibilità di tornare sui passi perduti della grande arte affidandosi ai filmati di You Tube si ritrova all'interno di una vetrina di danza, mentre il visionario Seigradi dei Santasangre (altro gruppo indipendente romano presente alla kermesse berlinese) è annesso alla voce “teatro” accanto al Goldoni di Servillo e al Ruccello di Arturo Cirillo. Un paradosso che non spaventa Antonio Tagliarini che sugli slittamenti ironici tra parola e movimento ha impostato lavori come Show e Titolo provvisorio senza titolo. “E' vero – spiega - non è uno spettacolo di danza ma resta un omaggio alla Bausch. Anche il nostro smarrirci dietro le immagini del suo lavoro è un omaggio pieno di amore. E qui a Berlino siamo sempre più vicini a lei” “Chissà – aggiunge Daria Deflorian (che in scena con i capelli raccolti ha una straordinaria somiglianza con la coreografa tedesca) – magari riusciremo anche a farglielo vedere. Il bello è che siamo partiti da un disinvestimento: all'inizio pensavamo di fare uno spettacolo su qualcosa di irrimediabilmente perduto, che non interessava più nessuno”. E invece Rewind, a forza di digredire dal suo oggetto del desiderio, ha finito col varcare i confini delle nuove cantine romane. Stasera a Berlino il suo disorientamento si reciterà in inglese.

questo articolo è uscito il 23 ottobre sull'Unità



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