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I miissili di Kim mettono sotto pressione la difesa giapponese

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TOKYO:FUKUDA LASCIA, AVANTI ASO 02/09/08


Dopo meno di un anno il moderato Fukuda lascia. Non è riuscito a gestire la difficile situazione (il parlamento spaccato in due, con l'opposizione che controlla la camera alta) ereditata dal suo predecessore, Shinzo Abe, anche lui dimissionario un anno fa. Consenso sotto il 30%, crisi economica galoppante e scarso carisma: Fukuda non ha retto, ora il testimone dovrebbe passare a Taro Aso, falco del Pld, già ministro degli esteri molto poco diplomatico, soprattutto con i vicini di casa (foto: LA Times)

Junko Terao

Martedi' 2 Settembre 2008
Non è servito a nulla il rimpasto del primo agosto: il Fukuda bis ha retto un mese esatto e ieri, a sorpresa, il premier giapponese si è dimesso. Yasuo Fukuda lascia dopo meno di un anno, in un momento in cui la crisi economica è alle stelle e i giapponesi devono stringere sempre di più la cinghia. Per l'opposizione, che torna a chiedere a gran voce elezioni anticipate, si tratta di “un atto irresponsabile”. Fukuda, che ha dichiarato di aver maturato la decisione nel fine settimana “perchè è necessario un cambiamento per poter portare avanti le riforme”, ha visto il suo indice di gradimento calare a picco in meno di un anno. Lo scorso settembre aveva preso il posto di Abe ereditando una situazione difficile da gestire: consenso ai minimi storici, governo nella bufera per un succedersi di gaffes e scandali – mai assenti nel panorama politico giapponese ma l'anno scorso particolarmente numerosi - con il parlamento diviso a metà dopo che il partito democratico aveva da poco conquistato la Camera Alta. A pochi mesi dall'entrata in carica come presidente del Pdl e premier era quasi riuscito a trovare l'accordo con il leader democratico Ozawa, per fare la grande coalizione, abortita quand'era ancora un'ipotesi per le proteste delle due parti. Le sue dimissioni arrivano all'indomani dell'annuncio dell'imminente apertura della sessione parlamentare straordinaria, prevista per il 12 settembre, durante la quale il governo vuol cercare di portare avanti una serie di misure per contrastare la crisi economica e, soprattutto, per alleviarne le conseguenze sulla popolazione. Sessione, però, che molto probabilmente slitterà. Solo pochi giorni fa il governo aveva reso noto un pacchetto di 11mila700 miliardi di yen per dare respiro ai cittadini, stimolare la ripresa dei consumi e far ripartire l'economia in stallo. Al centro della sessione straordinaria anche il discusso prolungamento della legge speciale anti-terrorismo, che permette l'invio eccezionale delle Forze di autodifesa – l'esercito giapponese – nell'Oceano indiano a supporto delle operazioni americane in Afghanistan. Pronto a ricevere il testimone nella staffetta governativa più scalcagnata degli ultimi anni il falco Taro Aso. Nominato segretario del Partito Liberaldemocratico col rimpasto del primo agosto, Aso è il più accreditato alla successione ed è pronto a riportare l'asse della politica del governo nuovamente a destra, dopo la pausa moderata di Fukuda.


Uscito anche su il manifesto



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