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Lutto al villaggio olimpico. Un uomo accoltella a morte il suocero del coach americano di volley maschile, e poi si toglie la vita gettandosi da un monumento. Grave la moglie che era con lui in un giro turistico a Pechino. Per gli espresti si tratta di un caso isolato, non è terrorismo. Bush, intanto, si gode le gare

j.t.

Venerdi' 8 Agosto 2008


La guerra, le proteste e perfino il dramma di un omicidio-suicidio: le gare di Pechino sono cominciate all’insegna del lutto, all’indomani della sontuosa celebrazione della Grande Cina e del tanto bistrattato “spirito olimpico”. Il suocero di Hugh McCutcheon, allenatore della squadra di pallavolo maschile statunitense, è stato accoltellato a morte ieri mentre visitava la Torre del Tamburo, uno dei monumenti della capitale più frequentati dai turisti. Intorno alle 12 ora locale, Todd Bachman, questo il nome della vittima, si trovava insieme alla moglie Barbara, rimasta gravemente ferita, e la figlia Elisabeth, moglie del coach McCutcheon ed ex pallavolista olimpica, quando un uomo di 47 anni, poi identificato come Tang Yongming, originario della città di Hangzhou, nell’est del Paese, si è avventato contro di lui accoltellandolo per poi togliersi la vita buttandosi dalla Torre. Un gesto drammatico che ha gettato un’ombra sul villaggio olimpico dove sono in corso le gare e che rimane per ora senza spiegazione. L’Interpol ha escluso che si possa trattare di un attacco terroristico e l’identità dell’omicida-suicida non è tra quelle schedate dall’ufficio centrale di polizia criminale internazionale con sede a Lione. Quel che è certo è che Tang è riuscito a eludere i rigidissimi controlli intorno ai punti “sensibili” della capitale, come sono considerate le mete turistiche. Il presidente americano George W.Bush, che aveva trascorso la mattinata insieme agli atleti Usa offrendosi ai fotografi in pose scherzose alle prese con palleggi e bagher, ha espresso “profondo cordoglio” ai parenti delle vittime, salvo poi andare a tifare per la squadra americana di basket impegnate nella prima partita contro la Repubblica Ceca. In mattinata Bush aveva colto l’occasione del consueto discorso del sabato, l’appuntamento radiofonico settimanale, per ribadire ancora una volta la posizione sua e degli Stati Uniti in merito alla Cina e a i diritti umani. Da quando è arrivato a Pechino il presidente Usa non ha perso occasione per redarguire il governo cinese e anche ieri mattina ha espresso “profonda preoccupazione” per la situazione dei diritti umani nella Terra di Mezzo, pur elogiando la collaborazione in atto tra Cina e Stati Uniti su temi fondamentali come la denuclearizzazione della penisola coreana.



Uscito anche sui quotidiani locali del Gruppo l'espresso



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