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OLIMPIADI NELLA RETE 1/08/08

Internet protagonista assoluta della vigilia olimpica

Junko Terao

Venerdi' 1 Agosto 2008
Internet protagonista assoluta della vigilia olimpica. Mentre a Pechino proseguono le polemiche per le connessioni a singhiozzo e i siti censurati – tra questi la versione cinese della Bbc, che ieri pare sia stata sbloccata - lontano dai riflettori c'è chi paga cara la “navigazione imprudente” sulla rete. Un anno di rieducazione attraverso i lavori forzati. Tanto è costata a Liu Shaokun, insegnante alla scuola media di Guanghan nella città di Deyang, l'imprudenza di mettere in rete le foto scattate all'indomani del terremoto del maggio scorso che ha devastato buona parte della regione del Shichuan. Nel sisma sono morte settantamila persone, molte delle quali erano studenti che al momento della violenta scossa si trovavano a scuola. Proprio gli edifici scolastici di diverse province sono stati i primi a crollare, come castelli di carta accartocciati su se stessi con dentro centinaia di ragazzi. La polemica aveva impiegato poco a montare perchè i familiari delle vittime avevano subito puntato il dito contro le autorità regionali, accusati di aver lesinato sui materiali di costruzione e sulle norme di sicurezza delle scuole. Diversi episodi di protesta, in alcuni casi finiti con l'arresto dei genitori che chiedevano l'apertura di un'inchiesta. Liu Shaokun aveva fotografato tutto e fatto circolare su internet le immagini, finite poi nella rete dei “guardiani della rete”. Dal 25 giugno l'insegnante si trova in carcere e mercoledì è stato condannato a un anno di rieducazione con l'accusa di aver “diffuso insinuazioni e distrutto l'ordine sociale”. Il tutto senza processo né la possibilità per l'imputato di fare ricorso, dato che questo tipo di condanna non lo prevede. Accade anche questo lontano dalla capitale del celeste impero dove fervono gli ultimi preparativi e ieri, sempre grazie a internet, è trapelato un assaggio di quel che si vedrà l'8 agosto, per l'inaugurazione. L'emittente sudcoreana Sbs è riuscita infatti a carpire alcune immagini delle prove generali della cerimonia d'apertura, la kermesse a cui il regista Zhang Yimou lavora da tre ani e su cui regna il più assoluto riserbo. Regnava, perchè le immagini rubate, più di un minuto di girato, sono finite sulla rete ed erano visibili su Youtube, prima che venisse cancellato. Chi l'ha visto parla di imponenti coreografie con scene di massa di gente in costume, tamburi e luci laser. Dulcis in fundo, al momento clou dell'accensione della fiamma, un airone dorato dovrebbe scendere sullo stadio a nido d'uccello. L'episodio ha mandato su tutte le furie il comitato organizzatore dei Giochi che ha annunciato “seri provvedimenti” tuttavia non confermati. Secondo l'agenzia Nuova Cina, il regolamento prevede che “i fotografi che diffondono immagini delle prove in costume vengano perseguiti legalmente e privati dell'accredito olimpico”. La tv sudcoreana si è difesa assicurando che le immagini non sono state rubate, al contrario “noi siamo andati e nessuno ci ha fermato. Così abbiamo filmato”, hanno fatto sapere. Sul web si sono scatenate polemiche roventi con derive anti-coreane: c'è chi invita a “boicottare il paese nemico”, chi grida alla “violazione del segreto di stato”. Intanto la rete continua a rimanere al centro delle polemiche tra Pechino, il Cio e i giornalisti. I siti oscurati vanno da quello di Radio Free Asia, al tedesco Deutsche Welle, all'Apple Daily di Hong Kong, al taiwanese Liberty Times, fino al sito di Amensty e quello della setta Falungong. Risultano tutti inaccessibili ai giornalisti che sono già al lavoro nella sala stampa olimpica. Altra curiosità, Lorna Ball, responsabile del sito in cinese della Bbc sbloccato ieri, si è vista ritirare l'invito ufficiale alla cerimonia olimpica che China Radio International le aveva riservato: “non hanno dato spiegazioni. L'hanno ritirato e basta. Non è strano?”, ha commentato il portavoce della Bbc.



Uscito anche su il Riformista



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