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OLIMPIADI: LO SMOG TAGLIA LE GAMBE AGLI ATLETI 29/07/08

L'inquinamento a Pechino e dintorni rende improbabili super prestazioni. A colloquio con Francesco Furlanello, medico sportivo di lungo corso ed esperto di aritmie cardiache.

Massimo Recchia

Martedi' 29 Luglio 2008

Più della salute degli atleti, sono le loro prestazioni ad essere a rischio. A pochi giorni dalle olimpiadi, cresce la paura inquinamento tra gli sportivi che hanno già cominciato ad arrivare a Pechino. Il professor Francesco Furlanello, specializzato in medicina sportiva e tra i massimi esperti di aritmie cardiache, lancia però un messaggio tranquillizzante: “Gli atleti più a rischio sono quelli impegnati in gare di lunga durata, come avviene per la maratona, il ciclismo e in alcuni casi nel nuoto. Ma i pericoli legati a un’esposizione di breve periodo interessano soprattutto i risultati sportivi, che saranno più modesti. Diverso il discorso nel caso di un’esposizione di lungo periodo, che può provocare l’insorgenza di diverse patologie”.

Pensa che le autorità cinesi stiano prendendo le necessarie contromisure?

La Cina ha recepito la normativa europea sull’inquinamento, fatta eccezione per alcune sostanze come il benzene. Sul paese saranno inoltre puntati gli occhi del mondo intero. Le autorità cinesi hanno tutto il tempo e i mezzi per valutare i rischi e, se si raggiungerà la soglia di allarme, potranno prendere i dovuti provvedimenti. Credo che non vogliano fare brutta figura davanti al mondo intero. Il problema esiste, ma sembra che i cinesi abbiano preso sul serio la questione adottando i parametri europei. Sarebbe strano se le autorità delegate a controllare la salute degli atleti non avessero valutato il livello d’inquinamento.

Bloccare il traffico e chiudere le fabbriche può essere una soluzione?

Provvedimenti drastici di questo tipo riducono sicuramente i rischi per gli atleti. Le condizioni dell’atmosfera vanno però valutate caso per caso. Ad esempio, potrebbe essere necessario cambiare il luogo o il giorno di svolgimento di una gara, anche se il calendario olimpico, programmato con largo anticipo, non permette in genere cambiamenti dell’ultima ora. Nei momenti di maggior traffico e attività, le polveri sottili nell’atmosfera possono raggiungere concentrazioni molto alte. Tra le sostanze più pericolose ci sono il biossido di azoto e le particelle di piombo. E’ il prezzo che gli atleti pagano per partecipare a un’olimpiade.

Gli atleti italiani possono quindi dormire sonni tranquilli?

Sono stati tutti sottoposti a dei controlli molto accurati prima di partire. Ciò che doveva esser fatto a livello preventivo è stato fatto. Certo, per coloro che soffrono della cosiddetta asma dell’atleta c’è qualche rischio in più, perché le sostanze inquinanti irritano i polmoni. A questi atleti, è però concessa l’assunzione di farmaci che sono proibiti per tutti gli altri.

Come giudica la decisione di chi ha rinunciato alle olimpiadi, come per esempio l’etiope Haile Gebrselassie, primatista del mondo della maratona?

Difficile dare una riposta univoca, perché la reazione del fisico all’inquinamento atmosferico e alle polveri sottili è molto soggettiva. Alcuni possono soffrire disturbi evidenti, mentre altri non sembrano essere colpiti.

L'intervista è stata pubblicata oggi sui quotidiani locali del Gruppo Espresso.



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