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CINA IN LUTTO 20/05/08

Tre giorni di lutto nazionale per le vittime del terremoto, secondo le ultime stime 70mila tra morti e dispersi.(immagine tratta dalla homepage di ChinaNews)

j.t.

Martedi' 20 Maggio 2008
Le sirene hanno suonato ieri in tutta la Cina alle 14 e 28 minuti, l’ora esatta in cui lunedì scorso la terra ha tremato mettendo in ginocchio la regione del Sichuan. Per tre minuti il paese si è fermato: bandiere a mezz’asta, traffico sospeso, qualsiasi attività – incluse le operazioni della borsa di Shanghai e Shenzen – interrotta e tv oscurata. Così ieri, nella prima di tre giornate di lutto nazionale, i cinesi hanno ricordato le vittime del più devastante terremoto che la Repubblica Popolare abbia mai conosciuto. Interrotto persino il viaggio della fiamma olimpica, mentre a Chengdu, nella zona maggiormente colpita dal sisma, anche medici e soccorritori hanno sospeso le attività per osservare i tre minuti di silenzio, al termine dei quali, in mancanza delle sirene, hanno suonato i clacson delle ambulanze. Erano più di trent’anni che il governo non proclamava il lutto nazionale – l’ultimo risale alla morte di Mao – ed è la prima volta che questo accade in seguito a una catastrofe naturale: fino a domani rimarranno chiusi i luoghi di divertimento come karaoke e discoteche, così come i siti web di svago, mentre i portali internet saranno listati coi colori nazionali del lutto. Le stime più aggiornate della catastrofe parlano di 71mila tra morti e dispersi mentre i feriti sono saliti a circa 245mila. I soccorritori stanno lottando contro il tempo per cercare di estrarre eventuali superstiti dalle macerie. Le operazioni delle squadre di soccorso continuano, ma le nuove scosse di assestamento – proprio ieri ne è arrivata una pari a 5.4 gradi Richter - insieme alla minaccia dello straripamento dei bacini idrici rende la situazione molto difficile. Un gruppo di oltre duecento operatori impegnati nei lavori di ripristino delle comunicazioni stradali nella regione è rimasto sepolto sotto il fango. Non si sa ancora se ci siano superstiti e se si sia trattato di una delle frane, orami frequenti in questi giorni, o se il fiume di fango sia stato causato da uno straripamento. Quel che è certo è che le condizioni meteorologiche, in piena stagione delle piogge, rischiano di peggiorare la situazione tanto che il governo ha lanciato un appello per l’invio urgente di tende per ospitare i circa cinque milioni di persone rimaste senza un tetto. A breve arriveranno anche i primi aiuti dell’Unicef e le autorità hanno annunciato che autorizzeranno l’ingresso nel paese a equipe mediche straniere.



Uscito oggi anche sui quotidiani locali del Gruppo l'Espresso



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