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Il 14 maggio a Villa Medici - nell'ambito del I Festival della cultura cambogiana - presentazione del libro e proiezione del film di Rithy Panh (nella foto)

Martedi' 13 Maggio 2008

PRESENTAZIONE DEL LIBRO E PROIEZIONE DEL FILM DI RITHY PANH

Alla presenza dello scrittore-regista :


14 MAGGIO - Accademia di Francia a Roma - Villa Medici - Viale Trinità dei Monti, 1

ore 18.00 presentazione del libro: “La carta non può avvolgere la brace” di Rithy Panh (2007) Edizioni ObarraO. Intervengono: Rithy Panh, Maurizio Gatti Editore ObarraO, Tina Lepri Giornale dell’Arte, Pietro Masina Univ.Napoli L’Orientale, Corrado Ruggeri Corriere della Sera.

ore 20.30 - in collaborazione con Apollo 11 - proiezione del film “Le papier ne peut pas envelopper la braise”- di Rithy Panh premio 2007 dell’European Film Academy - sottotitoli in italiano - Prenotazione obbligatoria – tel. 06 8074876

Libro e film raccontano la vita quotidiana di un gruppo di prostitute di Phnom Penh. Sfiancate dalle notti passate in strada, un gruppo di giovani ragazze soffre e si droga per sopportare la fatica e il disgusto. Vite violate, vittime di una “tragedia anonima” alle quali Rithy Panh restituisce individualità e dignità. Instancabile cronista dei malesseri del suo paese, raccoglie con pazienza la memoria in frantumi dei Cambogiani “affinché sia di nuovo possibile vivere insieme”.

L'appuntamento fa parte del calendario del

FESTIVAL DELLA CULTURA CAMBOGIANA
“All’ombra del frangipane” – Roma, 13 maggio-11 giugno 2008

La Cambogia è Angkor Wat, le meraviglie di templi straordinari, è Phnom Penh, i viali alberati e il Palazzo Reale. E poi la tradizione khmer, l’arte, la musica. Ma la Cambogia è anche la storia recente della tragedia di Pol Pot, la faticosa rinascita dopo gli orrori che hanno trasformato questo paese in un luogo di sofferenza. E’ la voce di registi impegnati come Rithy Panh, nato nel 1964 a Phnom Penh e poi vittima della follia di Pol Pot. A 11 anni, Rithy Panh venne rinchiuso in un campo di rieducazione dai kmher rossi: vi rimase per quattro anni, fino al 1979, quando riuscì a fuggire in Thailandia. Oggi vive tra la Francia e la Cambogia e con i suoi film-documentari dirige un prezioso lavoro di ricostruzione della memoria.
Roma dà vita a questa testimonianza con il 1° Festival della Cultura Cambogiana.







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