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CINA:CRONACA DI UN DISASTRO 13/05/08

Un bilancio drammatico e destinato ad aggravarsi quello del sisma che ha colpito ieri la vasta regione del Sichuan, grande come la Spagna ma col doppio della popolazione. Raggiunte solo oggi le zone intorno all'epicentro, fino a ieri sera inaccessibili. (Mappa della regione tratta da Asia Times)

Junko Terao

Martedi' 13 Maggio 2008

Un sisma paragonabile ai dieci più violenti della storia, quello che ha colpito ieri la Cina. La terra ha tremato intorno alle due e mezza locali (le 8 e mezza italiane) sconquassando la provincia sud-occidentale del Sichuan - grande come la Spagna ma con il doppio dei suoi abitanti - e facendo oscillare i grattacieli anche a Pechino, Shanghai e persino a Bangkok, dove la gente è scesa per strada. almeno 10mila morti – e potrebbero aggiungersene altre migliaia - oltre 10mila feriti, l’80% degli edifici della contea di Beichuan rasi al suolo, diverse scuole, fabbriche e dormitori distrutti e un numero imprecisato di persone rimaste sotto le macerie: è il drammatico bilancio - destinato inevitabilmente ad aggravarsi - del più devastante terremoto avvenuto in Cina negli ultimi trent’anni. L’epicentro del sisma - ufficialmente di magnitudo 7,8 della scala Richter, ma secondo gli strumenti italiani dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di intensità addirittura maggiore, pari a 8 gradi - è stato localizzato a novantadue chilometri a nord-ovst di Chengdu, capoluogo della provincia di Sichuan, a una profondità di 29 chilometri nella crosta terrestre. La tv di Stato ha fatto sapere che migliaia di militari e paramilitari della Polizia Armata del Popolo sono stati inviati nel Sichuan con soccorsi medici, ma molte delle grandi vie di comunicazione sono inagibili e le zone maggiormente colpite ieri sera erano ancora irraggiungibili. “Facciamo quello che possiamo, ma le strade sono invase da pietre e rocce”, ha detto Li Chongxi, capo della squadra di soccorso diretta verso l’area dell’epicentro. Il premier Wen Jiabao, che si è recato nelle zone colpite, ha definito “un disastro” le conseguenze del sisma e ha invitato i leader locali ad essere “in prima fila” negli aiuti alle popolazioni colpite, aggiungendo che “la sicurezza della gente deve essere messa al primo posto”. I soccorritori si sono messi subito all’opera per portare i rifornimenti di acqua ed elettricità e ristabilire le comunicazioni nelle sedici province colpite. L’agenzia Nuova Cina aggiorna continuamente le stime delle vittime e dei danni, man mano che arrivano nuove notizie dalle autorità locali. Centinaia di persone sono sepolte sotto le macerie di due fabbriche chimiche crollate a Shifang, da cui sono fuoriuscite ottanta tonnellate di ammoniaca, mentre a Dujiangyan, città di medie dimensioni che sorge a poche decine di chilometri dal luogo dell’epicentro, una scuola è crollata con all’interno novecento studenti. Cinque centrali elettriche sono state chiuse. Tutti in salvo i trenta italiani che si trovano nella zona intorno all’epicentro – dieci residenti e una ventina i turisti – contattati dall’Ambasciata italiana e dai tour operator. La Commissione Ue è pronta a fornire assistenza, se necessario. L’ha fatto sapere il commissario europeo allo Sviluppo e agli Aiuti Umanitari, Louis Michel, che ha anche affermato di seguire da vicino gli sviluppi della situazione. “Echo”, l’ufficio per gli aiuti umanitari Ue, è già in contatto, tramite l’ufficio di Bangkok della Croce Rossa Internazionale – con la Croce Rossa cinese”. Anche la Protezione Civile italiana è pronta a mandare un team di esperti per valutare gli interventi necessari a fronteggiare l'emergenza e le operazioni di assistenza alle popolazioni colpite. Condoglianze alle famiglie delle vittime e offerte di aiuto anche dalle Nazioni Unite, dagli Stati Uniti e dal Giappone, dove settimana scorsa il presidente cinese Hu Jintao si era recato in visita ufficiale, per la prima volta dopo dieci anni.



Uscito anche sui quotidiani locali del Gruppo l'Espresso



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