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Libia, tutti i rischi della guerra

CAOS LIBICO 12/9/13

LIBIA: RENDITION E TORTURE CIA PER GLI OPPOSITORI DI GHEDDAFI 8/9/12

LIBIA, AMNESTY INTERNATIONAL DENUNCIA: TORTURE E VIOLENZE DA MILIZIE FUORI CONTROLLO 16/02/12

TUTTI GLI INTERROGATIVI SUL FUTURO DELLA LIBIA 24/10/11

"GHEDDAFI? NON FU SOLO UN MOSTRO" 31/9/11

ELISABETTA E I RISCHI DI UN MESTIERE 25/8/11

LE ULTIME ORE DEL REGIME LIBICO 22/08/2011

LIBIA, GLI USA INCONTRANO RAPPRESENTANTI DI GHEDDAFI 19/07/11

L'ACCORDO TRA ROMA E BENGASI FOTOCOPIA DI QUELLO CON TRIPOLI 28/6/11

JABRIL: «RESISTEREMO PIù DI GHEDDAFI» 5 MAGGIO 2011

LIBIA, I FIGLI TENTANO IL NEGOZIATO 4/4/11

ITALIA E LIBIA, IL DISCORSO DI NAPOLITANO ALL'ONU 29/03/11

I DUBBI SULLA NFZ E IL BICCHIERE MEZZO PIENO 20/3/11

ONU IN ALLARME PER LE VIOLENZE SUI MIGRANTI IN LIBIA 09/03/2011

LIBIA/LA LEGGEREZZA DI BERLUSCONI 10/5/08

Parla Angelo Del Boca

Emanuele Giordana

Sabato 10 Maggio 2008


“Gheddafi non è personaggio che lancia le sue minacce a caso e va preso sul serio, mentre mi pare che tutta questa vicenda sia stata presa molto sottogamba dal nuovo governo e con messaggi che vanno in direzioni opposte. Per fortuna Silvio Berlusconi aveva appena detto che avrebbe parlato solo lui...Invece abbiamo sentito le dichiarazioni di Frattini che minimizzavano e quelle minacciose di Bossi con toni molto forti”. E' stupefatto della reazione del nostro governo Angelo Del Boca, il nostro più noto storico del colonialismo italiano, che sulla Libia ha scritto diversi saggi e che conosce Gheddafi personalmente
Perché crede che quelle di Gheddafi non siano solo parole?
Perché Gheddafi è un uomo risoluto e l'evoluzione della vicenda spiega che siamo andati molto in là. Fino a qualche giorno addietro, quando a parlare era suo figlio che, in fondo, è solo a capo di una Fondazione, si poteva pensare a un avvertimento. Ma adesso ci sono dichiarazioni ufficiali che mettono sotto schiaffo la collaborazione sul piano energetico. Una scelta pesante
Perché si è spinto a tanto
La vicenda di Calderloli ha fatto da detonatore. Certo Gheddafi ricorda quanto accadde a Bengasi dove, per via della famosa maglietta, sono rimaste sul terreno undici vittime. Ma nella realtà è una somma di cose che ha fatto scatenare l'ira dei libici. Anni di promesse non mantenute: da Andreotti, che promise un ospedale mai costruito, allo stesso Berlusconi al quale, quand'era al governo, Gheddafi chiese la costruzione di una litoranea. Era il suo modo per ottenere le compensazioni sempre promesse e mai ottenute
Che non rispettò nemmeno il governo Prodi però. Perché adesso?
Perché la nomina di Calderoli ha anche un'altra valenza e cioè quella di ricordare al mondo che Gheddafi, non a caso si fa chiamare la “guida”, è anche il difensore dei valori cari al mondo musulmano. Gheddafi è un uomo che ama i riflettori. Sappiamo che ha tentato la carte dell'unità del mondo arabo senza riuscirci. Ma ha giocato bene quella dell'unità degli africani visto che l'Unione africana è nata proprio a Sirte, in casa sua. Ma non si deve credere che la sua presa di posizione riguardi lui soltanto in Libia. Gheddafi ha ottimi consiglieri e ministri. E li ascolta
Eppure proprio col governo Berlusconi Italia e Libia si accordarono sui centri di detenzione per i migranti...
Già ma anche in quel caso solo con promesse: il ministro Piusanu si accordò perché ci fosse un contributo italiano nel pattugliamento di quei tremila chilometri di costa. Se non con nostri marinai almeno con radar, mezzi, veicoli. Nulla di tutto ciò. Per non parlare dei centri di detenzione in Libia di cui si sentono cose orribili. Noi abbiamo una responsabilità morale rispetto alle condizioni di quei centri. Però non abbiamo mandato nessuno aiuto
E abbiamo tirato troppo la corda...
Che si è spezzata e infine la vicenda di Calderoli ha fatto da detonatore. Una vicenda che il governo sta maneggiando con molta leggerezza


Pubblicato sui quotidiani locali del Gruppo Espresso



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