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NOI STIAMO CON GLI AFRICANI

SCONFINAMENTI A CERTALDO IL 30 OTTOBRE

I 25 ANNI DI LETTERA22 AL SALONE DELL'EDITORIA SOCIALE 2-3 NOVEMBRE

RICORDO DI DONDERO, A BERGAMO 11 MARZO

Guerra e bambini: un'iniziativa a Milano l'8 giugno

CONOSCERE LA GUERRA. A UDINE IL 20 FEBBRAIO

CONVEGNO DI STUDI SULL’AZERBAIGIAN E LA REGIONE DEL CASPIO

ATLANTE DELLE GUERRE, LA SESTA EDIZIONE

TRENTO: CONVEGNO DI STUDI SULL’AZERBAIGIAN

IL MONDO SCONVOLTO DALL'IS ALL'UCRAINA

DUE GIORNI DI DIALOGO AD ASSISI IL 14 E 15 APRILE

GLI STRANI FIORI DEL PAKISTAN, A ROMA 8 /2/14

COSA NE PENSANO GLI AFGANI, RICERCA DI "AFGANA" A ROMA IL 16/12/13

AFRICA E SOLIDARIETA', A GENOVA 14-16/11/13

A CHE SERVE L'UMANITARIO? UN CONVEGNO A ROMA il 21/11/13

"LO SPECCHIO AFRICANO" A TORINO 7, 22 E 26/5/08

7, 22 e 26 maggio 2008

ore 16.30

Terzo ciclo di conferenze
di Oltre la siepe

"Lo specchio africano"

Dipartimento di studi politici

via Giolitti 33

Torino

Lunedi' 26 Maggio 2008


Il Dipartimento di Studi Politici dell’Università di Torino organizza in collaborazione con Paralleli - Istituto Euromediterraneo del nord ovest, Historia Magistra associazione culturale per il diritto alla Storia e CSA - Centro Piemontese di Studi Africani un ciclo di conferenze dal titolo Lo Specchio Africano.
Il continente Nero appare spesso ai nostri occhi come un caso eccezionale, nelle sue gioie e nelle sue tragedie. Attraverso le tematiche dell’identità, dello sviluppo e della violenza cercheremo di comprendere quanto questa immagine sia vicina alla reale complessità del continente e quanto sia una immagine riflessa in uno specchio. Uno specchio da noi collocato nell’arredo politico internazionale e che forse ci fa vedere cosa noi vogliamo vedere dell’Africa e non cosa dietro lo specchio si cela.

Tutti gli incontri si svolgeranno presso il Dipartimento di Studi Politici, Via Giolitti 33, Torino, telefono 011.670.4101, www.dsp.unito.it

Mercoledì 7 maggio ore 16.30
MIRAGGIO CINESE
Rischi ed opportunità della presenza cinese in Africa
La Cina offre a parecchi stati africani un modello di sviluppo alternativo e più efficace rispetto a quello proposto dalle istituzioni della cooperazione internazionale in cinquant'anni di lotta alla povertà. Si presenta infatti con una retorica anticoloniale e senza vincolare gli aiuti economici al rispetto dei diritti umani e alla promozione della democrazia. Ma qual è la contropartita? Per alcuni si tratta di un nuovo colonialismo: i prestiti cinesi rischiano di creare una nuova spirale del debito, mentre le merci cinesi rischiano di soffocare la già fragile produzione locale. Quanto il miraggio cinese rappresenta una novità rispetto alle pratiche delle vecchie potenze coloniali? E' solo un cambio di retorica?

Intervengono:
Giovanni Andornino (Università di Torino)
Irene Panozzo (Mwinda - Osservatorio Geopolitico, Lettera 22)
discussant Andrea Menegatti (Università di Genova)


Giovedì 22 maggio ore 16.30
L’ IDENTITÀ INDOTTA
Africa ed Africani à la carte, tra polverose mappe e patinate Lonely Planet.
Passato e presente del continente sono accomunati dalla costruzione e manipolazione esogena dell' identità africana messa in opera dall'occidente. La riflessione riguarda sia meccanismi con cui si sono costruiti gli stereotipi sull'Africa, sia i modi in cui le varie componenti delle società sub-sahariane hanno risposto alle etichette che sono state create. Tra gli altri, due prismi attraverso i quali leggere questo fenomeno sono - ieri e oggi - la complessa definizione dei confini coloniali ed il turismo di massa (compreso quello responsabile) che si sta sviluppando: due processi apparentemente distanti ma, in realtà, uniti da una comune volontà esogena di disegnare secondo nostri bisogni (strategici, economici o, più banalmente, di svago) i confini esterni delle società africane e le caratteristiche interne degli individui e delle piccole comunità.

Intervengono:
Marco Aime (Università di Genova)
Rachele Borghi (Università Ca’ Foscari di Venezia)
discussant Paolo Giaccaria (Università di Torino)


Lunedì 26 maggio ore 16.30
BARBARIE ED ALTERITÀ
Se l’Altro è selvaggio, io chi sono?
Razze inferiori, guerre etniche, conflitti tribali, consuetudini retrograde, racailles cittadine, invasioni di immigrati, civilizzazioni inferiori: l'alterità come culla di barbarie non ha nulla di nuovo nelle relazioni politiche.
Questa visione dell'Altro come soggetto abituato e destinato alla barbarie ci impedisce di analizzarlo come attore politico e senza occhiali etnocentrici. Cosa comporta implicare che dei gruppi umani siano fisiologicamente violenti? Quanti elementi ci svela sull'altro e su noi stessi? Che conseguenze ha il porre l'analisi politica in chiave emergenziale (senza analizzare l'evoluzione storica degli eventi) od in chiave culturalista (affibbiando a determinate popolazioni un'innata natura violenta)? Ne discutiamo adottando un approccio interdisciplinare grazie ai contributi di uno etnopsichiatra che ci parla di rapporti coloniali in Africa occidentale e di immigrati nel nostro Paese e di un antropologo che ha analizzato l'alterità tra Bosnia, Messico e Bolivia.

Intervengono:
Roberto Beneduce (Università di Torino)
Piero Gorza (Università di Torino)
discussant Ruth Mauri (Università di Torino)




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