Amisnet, Agenzia Radio Comunitaria Campagna Supporto 2005 Amisnet


Il Nord della Cina è al freddo

Tencent vale più di Facebook

Terremoto nel capitalismo cinese

La Cina censura Peppa Pig

Bruxelles pronta a difendere l'acciaio europeo

TIBET, LA SPAGNA VUOLE ARRESTARE JIANG ZEMIN 11/2/14

CINA, LE SCUSE DELLA GUARDIA ROSSA 17/1/14

SHANGHAI AVVOLTA DALLO SMOG 6/12/13

CINA, ABOLITI I CAMPI DI RIEDUCAZIONE E PIÙ FLESSIBILITÀ SUL FIGLIO UNICO 16/11/13

CINA, AL VIA IL TERZO PLENUM DELL'ERA XI 9/11/13

CINA, QUANTO COSTA IL 120 ANNIVERSARIO DELLA NASCITA DI MAO 25/10/13

CINA, VERSO UNA CRESCITA DI QUALITÀ 11/10/13

SHANGHAI MINACCIA IL RUOLO ECONOMICO DI HONG KONG 20/9/13

CINA, LA FAZIONE DEI PETROLIERI ALLE STRETTE 2/9/13

CINA, DOPO BO È IL TURNO DI ZHOU YONGKANG? 30/8/13

OLIMPIADI: SI ALLARGA IL FRONTE DEL BOICCOTTAGGIO 11/04/08

Ban Ki-moon non sarà a Pechino per l'inaugurazione. Dopo Gordon Brown anche il presidente polacco diserterà. Intanto sulle Olimpiadi spunta la minaccia terroristica.

Junko Terao

Venerdi' 11 Aprile 2008
Ban Ki-moon non sarà a Pechino l’8 agosto. Il segretario generale dell’Onu diserterà la cerimonia d’inaugurazione, ufficialmente per “problemi di calendario”. La notizia arriva nel giorno in cui Pechino ha detto “no” alla richiesta avanzata dall’Alto commissario Onu per i diritti umani, Louise Arbour, di visitare la regione tibetana. La signora Arbour “sarà benvenuta più tardi, ad una data conveniente per le due parti”, è stata la risposta. Nel frattempo, mentre la fiaccola olimpica cerca di farsi strada nel tortuoso viaggio verso Pechino, sui Giochi spunta l’ombra del terrorismo. Il Ministero della Sicurezza cinese, tramite il portavoce Wu Heping, ha fatto sapere di aver sventato il piano di una rete criminale per sabotare le Olimpiadi. L’allarme lanciato dal governo cinese tira in ballo un’altra regione autonoma con “mire separatiste”, lo Xinjian, abitata da una maggioranza musulmana. La polizia ha arrestato 45 uiguri - etnia che abita la regione e a cui appartiene il maggior numero di detenuti politici cinesi dopo i seguaci della setta Falun Gong - appartenenti a gruppi di terroristi che stavano preparando il sequestro di atleti, giornalisti e funzionari durante i Giochi. Le forze dell’ordine hanno trovato esplosivo, detonatori e una “grande quantità di materiale per dare avvio a una guerra santa”, “Ci troviamo di fronte a una vera minaccia terroristica”, ha detto Wu, senza precisare come mai l’operazione, che risale al gennaio scorso, sia stata resa nota solo ora. Intanto il Dalai Lama, durante una breve sosta in Giappone prima di proseguire per gli Usa, ha ribadito la richiesta di autonomia per il Tibet che, ha affermato, è tale “solo nel nome”. Il leader religioso ha detto che la crisi in atto è l’espressione del profondo disappunto dei tibetani, e che “nessuno ha il diritto di zittirli”. Il Dalai Lama ha poi definito “obsoleto” il metodo violento usato per reprimere le proteste: “per il governo cinese è arrivato il momento di accettare la realtà e cercare di trovare una soluzione sulla base della realtà. Non siamo anticinesi - ha proseguito - sono veramente molto triste che il governo mi demonizzi, sono solo un uomo, non un diavolo”. “Nonostante gli spiacevoli eventi in Tibet”, la sua posizione rispetto ai Giochi di Pechino rimane invariata: “meritano veramente le Olimpiadi”, ha dichiarato. Il governo in esilio ha lanciato un appello per scongiurare disordini durante il passaggio della fiaccola in India, dove risiede la maggior parte degli esuli tibetani. Intanto, il fronte pro boicottaggio, dopo la dichiarazione di ieri di Gordon Brown, si allarga. Il presidente polacco Lech Kaczynski, secondo il quotidiano Rzeczpospolita, l’8 agosto non ci sarà, così come il premier Donald Tusk. L’Ue sta ancora lavorando per arrivare ad una posizione comune e ieri l’Europarlamento ha votato una risoluzione in cui chiede di valutare la possibilità del boicottaggio della cerimonia. Sempre più positivo il presidente del Cio Rogge secondo cui l’impegno preso dalla Cina in merito ai diritti umani è stato “sostanzialmente rispettato”.




Uscito oggi anche sui quotidiani locali del gruppo l'Espresso



Powered by Amisnet.org