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LA STAFFETTA CORRE, PAROLA DEL CIO 9/2/08

“Non è discussione la cancellazione di nessuna tappa" dice Jacques Rogge (nell'immagine), alla testa del Comitato olimpico. La Ue continua a fare pressione ma per ora non dice di più. Gli Usa titubano. Pechino invece contrattacca

Em. Gio.

Mercoledi' 9 Aprile 2008

Il futuro della torcia olimpica “è un argomento che deve essere discusso dall'Esecutivo del Cio venerdì» ma “non è discussione la cancellazione di nessuna tappa. Quello che faremo è valutare il percorso”. Parola di Jacques Rogge, presidente del Comitato olimpico internazionale che in un'intervista al sito del Wall Street Journal ha cercato di ricomporre il puzzle di un'Olimpiade sempre più sotto pressione: da un lato il possibile boicottaggio dei Giochi, dall'altro le violenze e le proteste che, dal primo giorno della partenza della fiaccola in Grecia, ha fatto del fuoco olimpico uno dei più difficili strumenti da maneggiare nella storia recente dello sport. Le voci relative alla cancellazione di una tappa della torcia olimpica sarebbero dunque “frutto di un malinteso” ma il fatto che il numero uno del Cio si dica comunque «assolutamente preoccupato» e che non abbia escluso le dimissioni a fine Giochi, la dicono tutta sulla delicatezza di una situazione incandescente.
Intanto l'offensiva è a tutto campo: la Casa Bianca fa sapere che la presenza del presidente Bush all'apertura dei Giochi non è scontata (ieri la fiaccola è arrivata a San Francisco accompagnata dalle proteste ormai di rito) e l'Alto rappresentante Ue per la politica estera e di sicurezza Javier Solana dice che l'Europa deve continuare “a mantenere la pressione” sulla Cina per la questione tibetana, perché “si possa trovare una soluzione che si muova nella giusta direzione”. Ma Pechino contrattacca. Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Jiang Yu, che ha condannato le manifestazioni di protesta e le polemiche al passaggio della fiaccola a Londra e Parigi, ha chiamato “spregevoli” i tentativi di interrompere la staffetta della fiamma olimpica. I cinesi non hanno dubbi, la staffetta continuerà, malgrado proteste e dimostrazioni: «Esprimiamo la nostra ferma condanna nei confronti della deliberata interruzione del passaggio della torcia olimpica senza alcun riguardo per lo spirito olimpico e le leggi della Gran Bretagna e della Francia. Le deprecabili attività (dei separatisti ndr) infangano il nobile spirito olimpico e rappresentano una sfida a tutte le persone nel mondo che amano i Giochi». A sentire il portavoce non sembra dunque che per ora Pechino voglia aprire spiragli e questo non fa che mettere in sempre maggior difficoltà, oltreché la politica, lo stesso Cio.
«Sono molto triste – ha detto ieri Rogge rivolgendosi ai giornalisti cinesi - perché un simbolo così importante è stato attaccato. Riconosciamo il diritto delle persone a protestare e ad esprimere le proprie opinioni, ma questo non dovrebbe accadere in modo violento». E il Cio, aggiunge, “vuole fermamente e si augura che la torcia venga rispettata come importante simbolo di unione tra i popoli. Chi vuole protestare, ha il diritto di farlo. Ma deve farlo in maniera pacifica». Ma nell'esecutivo del Comitato si parla di posizioni niente affatto univoche e lo spettro di un cambio di programma nel tragitto della fiaccola, quantomeno nei Giochi futuri, aleggia come un fantasma. Un nodo che forse sarà risolto dal Comitato venerdi.
Intanto il ministero degli Esteri di Pechino ha organizzato un nuovo tour per giornalisti stranieri nell'ovest della Cina, per mostrare a una dozzina di corrispondenti stranieri i luoghi delle ultime proteste filo-tibetane. Questa seconda visita guidata ha per destinazione iniziale Lanzhou, capitale della provincia di Gansu, dove oltre mille monaci buddisti hanno partecipato alle proteste contro il governo. A fine marzo altri giornalisti erano stati accompagnati in un viaggio di tre giorni a Lhasa, la capitale del Tibet: e durante la visita c'era stata la protesta dei monaci del tempio di Jokhang. Per ora l'itinerario del nuovo tour non è stato ancora precisato.

Pubblicato sui quotidiani locali del Gruppo Espresso



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