Amisnet, Agenzia Radio Comunitaria Campagna Supporto 2005 Amisnet


PROCESSO MONTECRISTO: LA SENTENZA 28/11/12 (IN INGLESE)

MONTECRISTO HIJACK TRIAL. NEW HEARING IN ROME 26/10/12

CASO MONTECRISTO: LA TERZA UDIENZA CONTRO I PRESUNTI PIRATI SOMALI A ROMA 27/06/12

CASO MONTECRISTO: SECONDA UDIENZA A ROMA 15/05/12

A ROMA IL PRIMO PROCESSO CONTRO PRESUNTI PIRATI SOMALI 23/3/12

DOVE VANNO A FINIRE I SOLDI DEI RISCATTI PAGATI AI PIRATI SOMALI? LA RISPOSTA, PARZIALE, DI CHATHAM HOUSE

PIRATERIA SOMALA: L'UE PENSA A INTERVENTI ARMATI ANCHE A TERRA 11/01/11

LIBERATA LA PETROLIERA SAVINA CAYLYN. DA FEBBRAIO ERA NELLE MANI DEI PIRATI SOMALI 21/12/2011

TRIBUNALE ITALIANO PER I PIRATI DEL CORNO D'AFRICA 24/10/11

I PIRATI DELLA MONTECRISTO IN ARRIVO IN ITALIA 17/10/11

CRESCE IL BUSINESS DEI CONTRACTORS ANTI-PIRATI 12/10/11

LA CARESTIA IN SOMALIA SI AGGRAVA 05/09/2011

IL ROMPICAPO DELLA LOTTA ALLA PIRATERIA 21 APRILE 2011

BUCCANEER LIBERO, MA LA PIRATERIA RIMANE 11/08/09

SUORE RAPITE, NESSUNA NUOVA 12/11/08

SOMALIA, CACCIA AI PIRATI DEL PONANT 6/4/08

Ancora nessun contatto con il gruppo che ha aggredito venerdì sera lo yacht di lusso francese nel Golfo di Aden. Parigi cerca il dialogo e, almeno per ora , esclude un atto di forza.

(La foto è tratta dal sito di Le Monde )

Ti. Gue.

Domenica 6 Aprile 2008

Il veliero di lusso francese assaltato nel Golfo Di Aden punta verso le coste somale, mentre il governo francese sembra escludere, almeno per ora, le maniere forti. Una strategia resa ufficiale solo a fine giornata dalle dichiarazioni del premier Francois Fillon in visita nella città di Le Mans dopo aver chiarito che, al momento, non esistono contatti con gli aggressori. “La nostra priorità è proteggere la vita delle persone a bordo. Tutti i canali di discussione – ha fatto sapere - sono aperti”. Nelle ore precedenti, invece, qualcuno aveva ventilato la possibilità di un intervento di forze speciali - come i Commandos Marine – sostenuti dalle unità della Marina e del Gruppo di intervento della Gendarmeria Nazionale, nonostante il massimo riserbo dell’Eliseo sul contenuto del piano anti-pirateria messo in moto venerdì sera dal governo. “Di solito i pirati si spostano in acque territoriali somale e solo dopo – spiega il ministro della Difesa Hervé Morin – avanzano rivendicazioni particolari o richieste di riscatto”.
Sembra che al momento i pirati abbiano puntato le coste del Puntland, regione autonoma a nord-est della Somalia nell’oceano indiano. “Secondo le nostre informazioni - spiega Bile Mohamoud Qabowsade, uno dei responsabili della regione - i pirati che hanno attaccato la nave francese si sono spostati verso la zona costiera di Eyl, nel Puntland, a circa 800 chilometri da Mogadiscio”. Le autorità locali, comunque, fanno eco a Parigi e negano di avere contatti diretti con gli autori del blitz, e di conoscere il contenuto di eventuali loro richieste. “Non credo – aggiunge Qabowsade - che la nostra amministrazione, per le difficoltà di accesso alla zona, sia in grado di localizzare il vascello”. La conferma dell’ingresso in acque somale arriva in serata dalla nave militare francese, il Commandant Bouan, che seguiva il veliero, autorizzata dal ministero della Difesa francese a seguire il Ponant anche nelle acque sotto il controllo di Mogadiscio.
Nessuna notizia, invece, sulle condizioni dei 30 uomini dell’equipaggio del veliero a tre alberi lungo 88 metri della compagnia Cma-Cgn di Marsiglia. A bordo della nave, che tornava dalle Seychelles - dove aveva lasciato un gruppo di turisti alla volta di Alessandria - si trovano 30 membri di equipaggio, 22 francesi e altri otto ucraini.
Le acque al largo delle coste somale rimangono tra le più pericolose al mondo. Solo nello scorso anno, infatti, pare che le aggressioni siano state almeno una trentina. Già nel 2005, infatti, l’aumento degli attacchi alle navi mercantili aveva spinto l’Imo – l’Organizzazione marittima Internazionale delle Nazioni Unite -a portare la questione davanti al Consiglio di sicurezza dell’Onu. A marzo 2006 lo stesso Consiglio ha approvato un documento che incoraggia i paesi membri a presenziare le acque internazionali per garantire non solo il trasporto di merci internazionali, ma anche quello degli aiuti umanitari. A largo delle acque somale, in particolare, oltre a Stati Uniti e Inghilterra, presenti corpi scelti francesi e canadesi.




Powered by Amisnet.org