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LA SINISTRA ITALIANA E LA RICETTA AUSTRALIANA 4/12/07

Dopo la vittoria del laburista Kevin Rudd

Claudio Landi

Martedi' 4 Dicembre 2007

Kevin Rudd ha vinto e ha immediatamente impostato la sua agenda e il suo governo. Agenda e struttura del governo presentano vari lati di interesse, non solo per la politica internazionale (della quale abbiamo già trattato e sulla quale ritorneremo) ma anche sulla politica interna, in particolare sui temi di politica sociale.

Kevin Rudd ha designato come sua vice e superministro del lavoro, dell'occupazione e dell'educazione, una donna, esponente progressista del Partito laburista. La costituzione di un tal superministero che mette assieme politiche dell'occupazione e politiche dell'educazione è già un segno importante del tipo di agenda sociale che Rudd intende portare avanti; che si lega all'annuncio della decisione di voler abrogare al più presto le controverse legislazioni per i contratti di lavoro individuali, varate dal governo conservatore di John Howard.

Rudd non è fermato qui: ha annunciato, appena ha vinto le elezioni, che intende 'scusarsi' con la comunità aborigena per le sofferenze imposte alla popolazione originaria del continente dalla dominazione bianca; e ha siglato il Protocollo di Kyoto (una decisione che ha aspetti di politica internazionale ma anche di politica interna per un paese grande produttore di carbone e uranio come l'Australia).

Kevin Rudd dunque è un 'radical di sinistra'? Assolutamente no: il nuovo primo ministro australiano è un pragmatico (d'altra parte è un diplomatico e difficilmente un diplomatico può essere un ideologo 'radical'). In politica fiscale è un conservatore sfavorevole ad aumenti di spesa e di tasse; in politica del lavoro è quanto mai poco ideologico.

Il fatto veramente interessante del suo laburismo, della sua 'formula politica', è proprio questa combinazione di moderatismo (il conservatorismo fiscale ad esempio) e di progressismo (una politica del lavoro meno liberista, una politica fortemente multiculturale). Kevin Rudd potrebbe essere un possibile modello di riferimento politico per la sinistra non solo australiana? Questo forse è esagerato: l'Australia alla fin fine è un paese con caratteristiche tutte sue.

Ma un qualche insegnamento forse sarebbe il caso di ricavarlo da una sinistra vincente.



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