Amisnet, Agenzia Radio Comunitaria Campagna Supporto 2005 Amisnet


I miissili di Kim mettono sotto pressione la difesa giapponese

I miissili di Kim mettono sotto pressione la difesa giapponese

I miissili di Kim mettono sotto pressione la difesa giapponese

LA BASE USA RESTA A OKINAWA 28/12/13

FUKUSHIMA, SITUAZIONE SI AGGRAVA 29/8/13

"IO E LA YAKUZA", INCONTRO CON JAKE ADELSTEIN 18/9/11

GIAPPONE, IL NUOVO PREMIER E' NODA 30/8/11

MAEHARA PRONTO PER IL DOPO-KAN 25/8/11

DA HIROSHIMA A FUKUSHIMA 10/6/11

DOPO FUKUSHIMA IL GIAPPONE ENTRA IN RECESSIONE 19 MAGGIO 2011

"L'ARROGANZA DEL GIAPPONE NUCLEARE". INTERVISTA ALL'ATTIVISTA TANAKA TERUMI 18/3/11

MOBY DICK E' SALVA (PER ORA) 17/3/11

KYABAJO, L'ARTE DELLA ESCORT 22/5/10

LA CRISI DEL TONNO (E DEL SUSHI) 25/2/10

IL DOPPIO APPUNTAMENTO CON L'ATOMICA DI TSUTOMU YAMAGUCHI 7/1/10

VERSO UN BIPOLARISMO ALLA GIAPPONESE? 9/11/03

Scontro elettorale tra la Balena gialla e il Partito democratico. Anche se vincera' Koizumi il partito di Kan potrebbe guadagnare consensi e aprire la strada a una nuova stagione politica

Emanuele Giordana

Domenica 9 Novembre 2003

Per la prima volta nella storia politica del Giappone, dalla fine della seconda guerra mondiale dominata praticamente dal solo partito liberaldemocratico (Ldp), le elezioni generali che si svolgono oggi (domenica 9) segneranno un punto a favore del bipolarismo: una ventata nuova che, quale che sia il vincitore, imprimerà a un paesaggio politico monocromatico la svolta di un cambiamento che dovrebbe avviare il Paese del sol Levante a superare la democrazia bloccata che ha caratterizzato per oltre cinquant’anni la sua vita politica. I due grandi sfidanti non sono esattamente due coalizioni omogenee, ma piuttosto un agglomerato di sigle. Più o meno d’accordo a stare dall’una o dall’altra parte della barricata.
Lo schieramento più favorito nei sondaggi si presenta con il Ldp appoggiato da due piccoli partiti conservatori e con Junichiro Koizumi, il primo ministro uscente, come leader. E’ il candidato premier che potrebbe farcela ed è il capo di un partito che dal 1955 ha quasi ininterrottamente governato il paese. Ma ha anche deluso chi lo aveva votato nelle scorse elezioni, perché le sue promesse di riformare il sistema Giappone - dal sistema bancario alla statura internazionale del paese per arrivare a cambiare le regole che hanno sempre governo il Ldp (le correnti dei vari capi bastone) - non sono state completamente esaudite
Dall’altra parte, un’inedita coalizione riformista formata da due partiti, il liberale e il democratico, che si sono fusi per volere dei rispettivi leader, Ichiro Ozawa e Naoto Kan, con l’idea di formare una sorta di polo progressista. Un “Ulivo Bonsai”, come qualcuno l’ha chiamato. Il nuovo partito democratico (che con una certa difficoltà ha alla fine accettato la candidatura a premier di Kan), avrà comunque bisogno del voto di altri partiti minori per potere governare, ammesso che riesca a battere Koizumi. Il più importante tra questi è il vecchio Partito comunista (nato nel ’22) e rimasto ancorato, dicono i suoi detrattori, a una visione “sovietica” del mondo. I rivali dicono che proprio questo è il vizio di forma dello schieramento riformista. Ma in realtà i democratici corrono da soli. E, se dovessero vincere, si vedrà.
Come qualche osservatore ha notato, in realtà i programmi dei due schieramenti non sono poi così diversi. Tutti promettono riforme e benessere e gli stessi riformisti non annunciano grandi strappi, salvo aver già votato, coi comunisti, contro l’invio di soldati in Iraq. Propongono però una novità sul fronte delle pensioni, che vorrebbero finanziate da un aggravio delle tasse. E promettono guerra alla grande lobby della burocrazia statale. Il partito liberaldemocratco invece promette la privatizzazione delle Poste, una macchina statale colossale che gestisce anche il risparmio dei giapponesi. Ma sono rimasti oscuri sulla data di questa riforma, che incontra opposizione nello stesso partito di Koizumi, dove il premier uscente ha parecchi nemici. Infine, il pubblico elettorale giovanile resta, secondo i sondaggi, piuttosto freddo al richiamo della politica. Nessuno schieramento avrebbe insomma sedotto i giovani nipponici.
Ma comunque vadano le cose, vinca Kan o Koizumi, ciò che differenzia questa tornata elettorale da quelle passate - ha scritto l’autorevole Maincihi Shimbun - è che la presenza del Partito democratico potrebbe creare davvero una bipolarizzazione politica del paese. Potrebbe diventare un serio avversario dei liberaldemocratici, costituendo, come mai era avvenuto prima, una seria minaccia per la “Balena Gialla” di Koizumi e delle mille correnti. Che, un po’ per volta, hanno finito per divorare dal di dentro il monolitico colosso liberaldemocratico della politica giapponese.




Powered by Amisnet.org