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Libia, tutti i rischi della guerra

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ONU IN ALLARME PER LE VIOLENZE SUI MIGRANTI IN LIBIA 09/03/2011

LIBIA, IL FALSO MALORE DI GHEDDAFI E LA SUCCESSIONE CHE VERRA' 15/05/07

La notizia diffusa ieri da un'agenzia palestinese ha fatto pensare a un' imminente morte del leader libico. Che invece gode di ottima salute e controlla le redini del potere. Per lo storico Angelo Del Boca, il probabile successore del colonnello farà parte del suo entourage familiare.

Gabriele Carchella

Martedi' 15 Maggio 2007

Gheddafi sta bene e non ha alcuna intenzione di mollare lo scettro. Sarà una giornata da ricordare quella di ieri per il 64enne leader libico, dato quasi per morto e “risuscitato” nel giro di poche ore. La notizia di un Gheddafi in fin di vita è stata lanciata ieri mattina dall'agenzia stampa palestinese Màan, per poi essere ripresa dal sito israeliano Ynet news. Il colonnello, riferiva la Màan, è stato ricoverato in ospedale a causa di un ictus. Le sue condizioni di salute sarebbero state così gravi da aver spinto i figli a ritornare dall'Europa. Niente di più falso, a quanto pare. Ci ha pensato l'ambasciatore libico a Roma a smascherare la bufala: “Il colonnello sta benissimo”, ha precisato in modo perentorio. Per una strana coincidenza, la smentita definitiva del malore è arrivata da Praga, dove Romani Prodi si trovava in visita ufficiale. E' stato Gheddafi in persona a chiamare il premier italiano da una tenda nel deserto per assicurarlo che la sua salute non corre rischi. I due, del resto, si erano già intrattenuti al telefono la sera precedente per discutere di questioni mediterranee e internazionali. “Ieri sera – ha raccontato Prodi - ho avuto una lunga telefonata con Gheddafi, dalle 22,30 fin quasi a mezzanotte. Abbiamo parlato del caso delle infermiere bulgare e delle trattative in corso per liberarle, e anche dei rapporti tra Tripoli e Roma, convenendo sull'utilità di un prossimo incontro”. Sembra che Gheddafi non sia rimasto turbato dalla falsa notizia: “E' un fatto comune che si parli male della salute dei potenti”, ha detto al nostro premier. Il colonnello, dunque, è ancora saldamente in sella di un paese che non brilla certo per democrazia. “Il leader libico ha dato una costruzione piramidale al potere, ma in realtà la Libia rimane un'autocrazia, una dittatura”, spiega lo storico Angelo Del Boca. Esperto del colonialismo italiano, Del Boca ha dato poco dato alle stampe il saggio “A un passo dalla forca” sulle atrocità commesse dagli italiani proprio in Libia. Un paese dove qualcosa, di recente, è cambiato. Il colonnello, infatti, ha cominciato a delegare alcuni dei suoi poteri. “Ha affidato incarichi diplomatici al suo secondogenito, Sayf al-Islam Gheddafi”, ricorda Del Boca. Tra i compiti del figlio, c'è la gestione dell'affare Lockerbie. Come noto, per l'esplosione in volo del Jumbo Pan Am 103 sui cieli scozzesi, nel dicembre 1988, l'Onu ha imposto per anni sanzioni alla Libia. Sayf si occupa anche della delicata vicenda del Dc-10 Uta, saltato in aria mentre sorvolava il Niger, e del pagamento dei rispettivi risarcimenti. Secondo Del Boca, il figlio appare più progressista del padre: “Ha più volte affermato in modo chiaro che la Libia non ha raggiunto il livello di democrazia che vorrebbe, dimostrando così una certa apertura”. Il secondogenito non è l'unico della famiglia a condividere una fetta di potere. Di recente, Gheddafi ha delegato ad altri figli il comando dei reparti più moderni e specializzati dell'esercito, mentre ha incaricato un cugino di guidare la polizia segreta, detentrice di un enorme potere. Piccole concessioni, che rimangono però nella stretta cerchia familiare e non cambiano lo schema generale. “Si potrebbe preparare in un certo modo un cambio di gestione”, osserva Del Boca, “ma non bastano queste deleghe. Inoltre, non esiste un'opposizione vera e propria all'interno del paese. La vera opposizione è all'estero ma è molto frammentata. Gli Usa, per di più, non hanno interesse a sostenerla da quando hanno riaperto l'ambasciata in Libia e importano petrolio dal paese”. Quali scenari si delineano dunque nel futuro della Libia? Per lo storico, l'ipotesi più probabile è quella di una successione in stile siriano, tutta risolta all'interno della famiglia Gheddafi senza troppi scossoni. Resta un ultimo interrogativo: perché una notizia falsa fa tanto rumore? Del Boca non ha dubbi: “La Libia è un paese di soli cinque milioni di abitanti e non neanche è ai primissimi posti per produzione di petrolio. A fare notizia è il personaggio Gheddafi”.

Pubblicato oggi sul Riformista



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