Amisnet, Agenzia Radio Comunitaria Campagna Supporto 2005 Amisnet


PROCESSO MONTECRISTO: LA SENTENZA 28/11/12 (IN INGLESE)

MONTECRISTO HIJACK TRIAL. NEW HEARING IN ROME 26/10/12

CASO MONTECRISTO: LA TERZA UDIENZA CONTRO I PRESUNTI PIRATI SOMALI A ROMA 27/06/12

CASO MONTECRISTO: SECONDA UDIENZA A ROMA 15/05/12

A ROMA IL PRIMO PROCESSO CONTRO PRESUNTI PIRATI SOMALI 23/3/12

DOVE VANNO A FINIRE I SOLDI DEI RISCATTI PAGATI AI PIRATI SOMALI? LA RISPOSTA, PARZIALE, DI CHATHAM HOUSE

PIRATERIA SOMALA: L'UE PENSA A INTERVENTI ARMATI ANCHE A TERRA 11/01/11

LIBERATA LA PETROLIERA SAVINA CAYLYN. DA FEBBRAIO ERA NELLE MANI DEI PIRATI SOMALI 21/12/2011

TRIBUNALE ITALIANO PER I PIRATI DEL CORNO D'AFRICA 24/10/11

I PIRATI DELLA MONTECRISTO IN ARRIVO IN ITALIA 17/10/11

CRESCE IL BUSINESS DEI CONTRACTORS ANTI-PIRATI 12/10/11

LA CARESTIA IN SOMALIA SI AGGRAVA 05/09/2011

IL ROMPICAPO DELLA LOTTA ALLA PIRATERIA 21 APRILE 2011

BUCCANEER LIBERO, MA LA PIRATERIA RIMANE 11/08/09

SUORE RAPITE, NESSUNA NUOVA 12/11/08

CONTRACTORS IN SOMALIA 16/01/07

Il britannico The Times e lo statunitense Washington Post hanno parlato della presenza di «mercenari» americani in Somalia, contrattati, pare, attraverso l’ambasciata Usa di Nairobi, Kenya

Enzo Mangini

Martedi' 16 Gennaio 2007

Che a valutare l’esito degli attacchi aerei dei giorni scorsi gli Stati Uniti avessero inviato alcuni «team» di forze speciali non è una novità. È stato scritto, sommessamente però, da diversi giornali anche italiani. E del resto l’AC130 partito dalla base Usa di Gibuti ricade sotto l’autorità del Comando operazioni speciali. La novità è, invece, che oltre ai soldati Usa in Somalia ci sarebbero anche soldati dello Special Air Service [Sas] britannico.
A scriverlo è il supplemento domenicale del quotidiano The Times, nell’edizione del 14 gennaio. I soldati di Sua Maestà sono impegnati, secondo il giornale, a dare la caccia ai presunti membri di al Qaida intrappolati dalle truppe etiopi tra Baidoa e il confine con il Kenya. La Us Navy, intanto, pattuglia le acque somale, per evitare che altri leader «islamisti» riescano a fuggire in Yemen, come avrebbero fatto alcuni degli esponenti di spicco del movimento dell’Unione delle Corti Islamiche.
Non è tutto. Lo stesso Times e oltreoceano il Washington Post [12 gennaio] parlano anche della presenza di «mercenari» americani, contrattati, pare, attraverso l’ambasciata Usa di Nairobi, Kenya.
Un altro articolo britannico, del settimanale Observer, aveva segnalato già a settembre che le truppe etiopi si stavano preparando all’offensiva grazie anche all’aiuto di contractors di alcune Compagnie militari private [Pmc] statunitensi. Oltre a questo appoggio, secondo il Times, la Cia avrebbe fornito alle truppe etiopi anche le immagini satellitari della disposizione delle milizie delle Corti islamiche. Una fonte della Cia citata dal quotidiano britannico dice che gli Usa avrebbero fornito anche parti di ricambio per i veicoli dell’esercito etiope.
Le Pmc coinvolte in questa partita sarebbero almeno due, la Select Armor e la Ats Worldwide, entrambe con base negli Usa, la prima in Virginia, la seconda in Florida. Fonti che preferiscono non essere identificate spiegano che entrambe le Pmc presumibilmente coinvolte in Somalia non hanno un’esperienza specifica nel Corno d’Africa né le «capacità operative» per muoversi autonomamente dal Pentagono. La spiegazione, secondo la nostra fonte, sarebbe quindi da cercare nell’uso del marchio delle due Pmc e dei «contractors» per mascherare quella che in realtà sarebbe una presenza militare regolare a tutti gli effetti.



Powered by Amisnet.org