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PROCESSO MONTECRISTO: LA SENTENZA 28/11/12 (IN INGLESE)

MONTECRISTO HIJACK TRIAL. NEW HEARING IN ROME 26/10/12

CASO MONTECRISTO: LA TERZA UDIENZA CONTRO I PRESUNTI PIRATI SOMALI A ROMA 27/06/12

CASO MONTECRISTO: SECONDA UDIENZA A ROMA 15/05/12

A ROMA IL PRIMO PROCESSO CONTRO PRESUNTI PIRATI SOMALI 23/3/12

DOVE VANNO A FINIRE I SOLDI DEI RISCATTI PAGATI AI PIRATI SOMALI? LA RISPOSTA, PARZIALE, DI CHATHAM HOUSE

PIRATERIA SOMALA: L'UE PENSA A INTERVENTI ARMATI ANCHE A TERRA 11/01/11

LIBERATA LA PETROLIERA SAVINA CAYLYN. DA FEBBRAIO ERA NELLE MANI DEI PIRATI SOMALI 21/12/2011

TRIBUNALE ITALIANO PER I PIRATI DEL CORNO D'AFRICA 24/10/11

I PIRATI DELLA MONTECRISTO IN ARRIVO IN ITALIA 17/10/11

CRESCE IL BUSINESS DEI CONTRACTORS ANTI-PIRATI 12/10/11

LA CARESTIA IN SOMALIA SI AGGRAVA 05/09/2011

IL ROMPICAPO DELLA LOTTA ALLA PIRATERIA 21 APRILE 2011

BUCCANEER LIBERO, MA LA PIRATERIA RIMANE 11/08/09

SUORE RAPITE, NESSUNA NUOVA 12/11/08

SOMALIA, TRAPPOLA CAPITALE 28/12/06

Perché gli etiopici non entreranno a Mogadiscio. Colloquio con lo storico Angelo Del Boca (a sinistra nella foto la copertina di un libro di Del Boca tradotto in inglese)

Emanuele Giordana

Giovedi' 28 Dicembre 2006

“Tutto si deciderà nel corso di una settimana, dieci giorni. Ma resto pessimista sugli esiti di un negoziato che comunque inizierà soltanto una volta che le forze del governo provvisorio e i soldati etiopici avranno completato la loro missione”. La missione, spiega lo storico del colonialismo italiano Angelo Del Boca che ha scritto diversi saggi sia sulla Somalia che sull'Etiopia, è quella che è stata illustrato, in due fasi, dal leader etiopico Meles Zenawi: “Liberare Baidoa prima e costringere le corti alla resa poi. Zenawi però non credo che vorrà entrare a Mogadiscio”

La città sta per essere raggiunta dalle truppe professore. Perché non prenderla quando è a portata di mano? Titubanze politiche?

Soprattutto militari direi. Mogadiscio è il luogo ideale per una battaglia casa per casa. Non c'è nulla da salvare, tutto è stato distrutto. E' piena di nascondigli che possono trasformare qualsiasi missione in un fallimento alla “Restore Hope” Le Corti aspettano i soldati etiopici proprio lì, l'unico luogo dove possono opporre una resistenza assidua e mettere in difficoltà un esercito convenzionale. E' del resto la minaccia che hanno fatto agli etiopici: vi aspettiamo a Mogadiscio

Fino ad ora però la vittoria è nelle mani dell'Etiopia...

Se le stime della stampa francese sono giuste, l'Etiopia avrebbe messo in campo dai 6 agli 8mila uomini, accompagnati da carri armati, aviazione ed elicotteri. In un terreno pianeggiante è una passeggiata sbaragliare un esercito raccogliticcio senza anti area e che dispone solo di qualche teknika (le jeep scoperte armate di mitragliere ndr). Ma la città è una cosa diversa. Più facile tentare un assedio e costringere le Corti a negoziare

Ma esiste uno spazio negoziale?

Difficile da dire. Il governo provvisorio ha offerto un'amnistia a chi consegna le armi ma dubito che le Corti vogliano mollare

Dunque? Il governo provvisorio non sembra tra l'altro godere di grandi consensi. Lo aiuterà una vittoria spalleggiata dall'Etiopia?

Credo che alla fine sarà il consenso popolare a decidere chi ha vinto veramente. Voglio dire che se le Corti hanno goduto di un credito riportando, e questo è vero, un po' di ordine e disciplina, è altrettanto vero che poi hanno imposto la sharia e vietato calcio e cinema. Insomma i somali subiscono delle imposizioni e quindi non è detto che non decidano di salire sul carro del vincitore anche se ha i colori etiopici. Lo si capirà nel giro di una decina di giorni

C'è in questa guerra somala anche una partita eritrea. Quanto conta?

Asmara sostiene le Corti islamiche come per altro Egitto, Arabia saudita, Sudan e pare anche la Libia. Si dice che l'Eritrea abbia inviato almeno 200 “istruttori” ma altre fonti parlano di 2mila soldati e diversi volontari. Meles Zenazi lo sa. Il problema è se l'Etiopia ha voglia di avventurarsi in una guerra contro l'Eritrea per interposto paese. Certo c'è una trama intricata e complessa che rende il quadro ancora più a tinte fosche specie dopo il fallimento del negoziato che si svolgeva a Khartoum, ormai lettera morta.



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