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UNA DISPERATA VITALITA'.IL PASOLINI DI FABIO MORGAN 2/2/12

SE L'AUTORE DETTA LEGGE 8/12/11

DOLLIRIO, UNA STORIA QUASI VERA 13/11/11

VALLE OCCUPATO: UNA CASA CHE NARRA SE STESSA (MA NON E'IL GRANDE FRATELLO) 30/10/11

L'AGRIMENSORE TRA I CARTONI 14/10/11

CLAUDIO MORGANTI ALLA PORTA DELL'INFERNO 22/07/11

UNA DISCESA NEL MAELSTROM IL TEATRO AURATICO DI MASSIMILIANO CIVICA 4/7/11

L'ARTE E L'ACCATTONAGGIO. GLI ESERCIZI DI ANDREA COSENTINO 9/2/11

L'OLTRANZA DELLE IMMAGINI IL PROMETEO DI ALBERTO DI STASIO 2/2/11

LE VOCI DI FUORI DI DARIO AGGIOLI 7/05/10

ALESSANDRA CRISTIANI, IL CORPO E IL SEGNO 13/04/10

LA METAFORA VIOLENTA DEL TEATRO DI NASCOSTO 2/3/10

RAVENHILL 1/ LAGGIU' QUALCUNO NON CI AMA 20/02/10

RAVENHILL 2/ LA GUERRA E' PACE, OVVERO COME SI COSTRUISCE UNA NAZIONE NELL'ERA DELL'IMPERO DEL BENE 20/02/10

MIRAGGI DELLA DANZA 16/02/10

MARCORE' INTERPRETA PENNAC AL TEATRO DI TOR BELLA MONACA DI ROMA 4/12/06

Diretto da Giorgio Gallione, l'attore dà vita a uno dei personaggi più surreali dell'autore del Signor Maulaussène. Dall'8 al 10 dicembre

Lunedi' 4 Dicembre 2006
Grottesco, surreale, cinico ma soprattutto divertente, queste le caratteristiche de La lunga notte del dottor Galvan, racconto – di recentissima pubblicazione in Italia – di Daniel Pennac nel più genuino stile “malausseniano”. Ad interpretare questo testo a teatro, con sensibilità e dirompente carica empatica, è Neri Marcoré, attore capace di passare con naturalezza ed efficacia dal piccolo al grande schermo, dalla satira tv al palcoscenico.
A firmare la regia di questo spettacolo che torna a Roma carico di successi, è Giorgio Gallione, che dopo "Monsieur Malaussene" e "Grazie" con Claudio Bisio, di nuovo alle prese con la scrittura dell'amato Pennac.
Il buffo aplomb e la frenesia schizoide di Marcorè, qui al suo primo monologo teatrale, danno vita a Gerard Galvan, dottore in Medicina Interna, di stanza in un ospedale parigino, preposto all’impatto con pazienti che hanno malesseri da decifrare e problemi urgenti. Sogno del giovane Galvan è il biglietto da visita perfetto, sul quale campeggi accanto al suo nome l’ambita qualifica di primario. Ed ecco che in una notte di pleniluinio si presenta al medico il paziente “assoluto”, in grado di manifestare i sintomi più numerosi, disparati e ridicoli, un caso di tale complessità da far sognare a Galvan una malattia rarissima e misteriosa in grado di portarlo in breve agli onori accademici. Inizia un’odissea clinica fra urologi, cardiologi, neurologi e gastroenterologi, su e giù dalla piramide di letti metallici che occupa la scena, animata dal solo Marcorè che dà prova di un talento caleidoscopico ed energico interpretando tutti i ruoli del testo. Alla fine, la malattia terribile risulta essere una burla e il paziente “assoluto” altro non è che un moderno malato immaginario di molieriana memoria, una beffa grottesca e sarcastica a tutte le ambizioni dello stralunato Galvan.



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