Amisnet, Agenzia Radio Comunitaria Campagna Supporto 2005 Amisnet


Libia, tutti i rischi della guerra

CAOS LIBICO 12/9/13

LIBIA: RENDITION E TORTURE CIA PER GLI OPPOSITORI DI GHEDDAFI 8/9/12

LIBIA, AMNESTY INTERNATIONAL DENUNCIA: TORTURE E VIOLENZE DA MILIZIE FUORI CONTROLLO 16/02/12

TUTTI GLI INTERROGATIVI SUL FUTURO DELLA LIBIA 24/10/11

"GHEDDAFI? NON FU SOLO UN MOSTRO" 31/9/11

ELISABETTA E I RISCHI DI UN MESTIERE 25/8/11

LE ULTIME ORE DEL REGIME LIBICO 22/08/2011

LIBIA, GLI USA INCONTRANO RAPPRESENTANTI DI GHEDDAFI 19/07/11

L'ACCORDO TRA ROMA E BENGASI FOTOCOPIA DI QUELLO CON TRIPOLI 28/6/11

JABRIL: «RESISTEREMO PIù DI GHEDDAFI» 5 MAGGIO 2011

LIBIA, I FIGLI TENTANO IL NEGOZIATO 4/4/11

ITALIA E LIBIA, IL DISCORSO DI NAPOLITANO ALL'ONU 29/03/11

I DUBBI SULLA NFZ E IL BICCHIERE MEZZO PIENO 20/3/11

ONU IN ALLARME PER LE VIOLENZE SUI MIGRANTI IN LIBIA 09/03/2011

NUOVA PAGINA PER LA LIBIA. PAGHERA' LE VITTIME UTA 2/9/03

Nuova apèertura di Gheddafi in cerca della fine delle sanzioni. E il colonnello rilancia su Ustica: "Fu un missile Usa per uccidermi"

Emanuele Giordana

Martedi' 2 Settembre 2003
Emanuele Giordana*

“Il problema Uta è chiuso e il caso Lockerbie è alle nostre spalle. Stiamo adesso aprendo una nuova pagina nelle nostre relazioni con l’Occidente”. Parola di Gheddafi.
Francia e Libia starebbero infatti definendo i dettagli per risolvere anche la questione delle compensazioni per le vittime dell’attentato Uta del 1989. L’annuncio, che potrebbe così dare luce verde alla risoluzione britannica che dovrebbe mettere all’Onu la parola fine alle sanzioni contro la repubblica libica, è stato fatto dal leader libico durante un discorso televisivo domenica, in occasione della celebrazione del 34mo compleanno della Rivoluzione verde che lo portò al potere. Nel suo discorso Gheddafi ha anche ricordato che “…nel 1980 furono gli americani ad attaccare ed abbattere l'aereo civile che era in volo sull'isola italiana di Ustica”. Una dichiarazione non nuova e ripresa ieri dall’agenzia di stampa libica Jama ma che, in questo contesto, risulta più forte che in precedenza: “Gli americani credevano che ci fossi io su quel velivolo e per questo lo hanno attaccato”, ha detto Gheddafi nel discorso durato oltre due ore e tenuto davanti a centinaia di funzionari governativi e alle telecamere.
Dopo l’accordo sulle compensazioni per l’attentato al volo Pan Am del 1998 che si schiantò su Lockerbie (259 vittime sul volo e 11 nel paese scozzese) per il quale la Libia ha deciso di pagare ai parenti delle vittime 2,7 miliardi di dollari, la chiusura, almeno in termini di denaro, della vicenda del volo Uta del 1989 dovrebbe adesso eliminare l’ultimo contenzioso. Nell’attentato, avvenuto nei cieli che sovrastano il deserto del Sahara, perirono 170 persone (tra cui diversi italiani) e la Libia aveva accettato nel ’99 di pagare una compensazione di 33 milioni di dollari, decisa da un tribunale francese, ma giudicata adesso insufficiente da Parigi alla luce della compensazione Lockerbie. Parigi si era così messa di traverso, minacciando il veto, quando nelle settimane scorse si era parlato della risoluzione per levare le sanzioni al paese mediterraneo imposte, per la prima volta, nel 1992 e via via aggravatesi sino a impedire i collegamenti aerei internazionali, la vendita di armi, l’esportazione di petrolio, il congelamento dei beni libici all’estero oltre a una serie di restrizioni diplomatiche.
In questi anni le lobby del petrolio hanno morso il freno e la diplomazia, compresa quella italiana, ha lavorato per far uscire Gheddafi dal limbo delle sanzioni. L’allargamento della borsa da parte della Libia dovrebbe ora sciogliere il nodo.
Tripoli in realtà non ha mai accettato la responsabilità diretta dell’attentato Uta e l’escamotage è stato trovato con l’utilizzo della Fondazione caritatevole creata da uno dei figli del colonnello. Sarà lei e non il governo ad aprire il portafoglio. In una dichiarazione di ieri, la Fondazione ha chiarito che i quattrini arrivano da tasche private per compensare “le vittime del terrorismo”, una formula che intende salvare capra e cavoli e risolvere il contenzioso del caso di sei libici condannati in Francia in absentia nel 1999 per quei fatti. Il ministero degli esteri francese ha confermato che si stanno studiando i “dettagli”, che si scontrano forse per ora solo con le questioni di principio dei famigliari delle vittime, per i quali i soldi non sono in realtà sufficienti a cancellare le responsabilità. La Fondazione ha anche offerto di compensare i parenti delle tre persone che un attentato uccise nel 1986 in una discoteca di Berlino.
Quanto alla vicenda di Ustica, le reazioni italiane non si sono fatte attendere: Paolo Cento, vice presidente della commissione giustizia della Camera, sostiene in un'interrogazione urgente al governo che “Le recenti affermazioni di Gheddafi costringono l’Italia a rileggere il capitolo Ustica sotto un'ottica diversa da quella usata dal ministro Giovanardi, che lo scorso agosto sostenne la tesi della bomba sul Dc9”. L’Italia dovrebbe, secondo il deputato verde, “chiedere sia alla Libia che agli Usa di fornire finalmente tutti gli elementi utili ad accertare la verità”. “Non è la prima volta che il colonnello ribadisce la sua versione dei fatti sulla strage il che rende ancora più triste questa vicenda sulla quale vari governi e la diplomazia italiana non hanno fatto tutto quello che si doveva fare per arrivare alla verità”, ha aggiunto la senatrice Daria Bonfietti, presidente della Comitato dei familiari delle 81 vittime della strage del 27 giugno 1980. “Ci sarebbe voluto un sussulto di dignità nazionale da parte dei governi e della diplomazia italiana per favorire la ricerca della verità”, continua la senatrice secondo cui la versione fornita da Gheddafi “non è mai stata smentita”.
Quanto a Giovanardi, interpellato da Ap. Biscom, ha replicato alle dichiarazioni di Gheddafi e alla tesi che l'aereo sia stato abbattuto da un missile nel corso di una guerra aerea che “è stato questo il vero depistaggio di questi anni” e che è “singolare che la signora Bonfietti continui a sostenere che i nostri alleati siano dei bugiardi dopo che Clinton e Chirac hanno scritto ai nostri presidenti del Consiglio negando la teoria del missile”. Ma proprio le ultime dichiarazioni di Gheddafi smentiscono il ministro, secondo Gianfranco Pagliarulo del Pdci, ed è giunto perciò il momento da parte del governo “come giustamente chiede la senatrice Bonfietti” di fare chiarezza.





Powered by Amisnet.org