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Libia, tutti i rischi della guerra

CAOS LIBICO 12/9/13

LIBIA: RENDITION E TORTURE CIA PER GLI OPPOSITORI DI GHEDDAFI 8/9/12

LIBIA, AMNESTY INTERNATIONAL DENUNCIA: TORTURE E VIOLENZE DA MILIZIE FUORI CONTROLLO 16/02/12

TUTTI GLI INTERROGATIVI SUL FUTURO DELLA LIBIA 24/10/11

"GHEDDAFI? NON FU SOLO UN MOSTRO" 31/9/11

ELISABETTA E I RISCHI DI UN MESTIERE 25/8/11

LE ULTIME ORE DEL REGIME LIBICO 22/08/2011

LIBIA, GLI USA INCONTRANO RAPPRESENTANTI DI GHEDDAFI 19/07/11

L'ACCORDO TRA ROMA E BENGASI FOTOCOPIA DI QUELLO CON TRIPOLI 28/6/11

JABRIL: «RESISTEREMO PIù DI GHEDDAFI» 5 MAGGIO 2011

LIBIA, I FIGLI TENTANO IL NEGOZIATO 4/4/11

ITALIA E LIBIA, IL DISCORSO DI NAPOLITANO ALL'ONU 29/03/11

I DUBBI SULLA NFZ E IL BICCHIERE MEZZO PIENO 20/3/11

ONU IN ALLARME PER LE VIOLENZE SUI MIGRANTI IN LIBIA 09/03/2011

Riceviamo e volentieri pubblichiamo LIBIA: UNA VISITA DA DIMENTICARE

Una lettera della famiglia di una delle vittime dell'attentato sul volo Brazzaville-Parigi del 1989. In polemica col viaggio libico di Berlusconi

Famigliari delle vittime volo UTA 772

Mercoledi' 30 Ottobre 2002
Una strage dimenticata, una visita da dimenticare

Siamo i familiari di una delle tante vittime di una strage dimenticata
:l'attentato aereo che, il 19 settembre 1989, ha ucciso 171 persone,
tutti i passeggeri e i membri dell'equipaggio del volo UTA 772,
da Brazzaville a Parigi.
Intere famiglie spazzate via, il più anziano tra gli uccisi
aveva 55 anni. Tra loro 10 italiani. Come per il caso dell'attentato contro
l'aereo Pan Am esploso a Lockerbie in Scozia nel 1988 (270 morti),
anche in Francia, le indagini condotte dal giudice Bruguière ed un regolare
processo tenutosi a Parigi nel marzo 1999, hanno riconosciuto responsabili
di quest'atto terroristico sei persone condannate in contumacia (e mai
estradate) tra cui quattro funzionari dei servizi servizi segreti
libici ed il numero due del regime nonche' cognato del colonnello Gheddafi.
Si può immaginare il nostro sgomento ed il nostro dolore nel vedere,
da un po' di tempo a questa parte, riabilitare i criminali, offuscare
il ricordo degli scomparsi e calpestare il dolore dei sopravvissuti, per motivi
economici,politici o banalmente calcistici.
Confondendo retorica e ragion di Stato, avevamo creduto che si dovesse deplorare il terrorismo sotto qualunque sua forma. Quanto al risarcimento dovuto al popolo libico per l'occupazione coloniale, pensiamo certo che sia giusto non confondere un popolo con i suoi governanti.
Ma il sig. Berlusconi "ci consenta":
se per lui Gheddafi è un professionista del potere tale da suscitare la sua ammirazione, per noi è solo un assassino.

Olga, Nicoletta, Francesco Diasio



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