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E' BASESCU IL NUOVO INQUILINO DI PALAZZO COTROCENI 14/12/04

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Il sindaco di Bucarest Traian Basescu, alla guida della coalizione di centro-destra "Verità e Giustizia", si è aggiudicato il ballottaggio alle presidenziali contro tutti i pronostici. In soli 15 giorni è riuscito a rimontare ben sette punti percentuali sui rivali socialdemocrati. Il voto rumeno segna la sconfitta di Ion Iliescu, l'intramontabile leader ex comunista che aveva designato Adrian Nastase come suo successore. (nella foto, tratta dal sito gazzettino.ro, Traian Basescu)

Gabriele Carchella

Martedi' 14 Dicembre 2004
L’ex marinaio ce l’ha fatta. Con una sorprendente rimonta, il sindaco di Bucarest Traian Basescu, alla guida della coalizione di centro-destra “Verità e Giustizia”, si è aggiudicato il ballottaggio delle presidenziali. Il grande sconfitto di queste elezioni è il presidente Ion Iliescu, il socialdemocratico ex comunista, che ha occupato la poltrona di presidente per undici anni negli ultimi quindici della storia rumena. Il vecchio Ion aveva designato il suo pupillo, il primo ministro Adrian Nastase, come suo successore. Un passaggio di testimone che avrebbe cambiato poco. Secondo i suoi avversari, infatti, Iliescu avrebbe continuato a tenere le redini della vita politica rumena da dietro le quinte. Ma Nastase ha perso di due punti e mezzo circa (48,7% contro 51,2%), mangiandosi tutto il vantaggio registrato al primo turno, quando aveva ottenuto il 41% dei voti contro il 34% del suo rivale.
Sarà Basescu, dunque, a occupare la carica di presidente per i prossimi cinque anni e a traghettare il paese nell’Unione europea. L’ingresso, infatti, è previsto per il 2007. Nonostante il passaggio della guardia a palazzo Cotroceni, l’agenda di governo non subirà però stravolgimenti. L’Unione europea era tra le priorità sia dei socialdemocratici che dei liberali. E la voglia di entrare a far parte dell’Europa è così forte che il tema ha monopolizzato la campagna elettorale, costringendo anche gli euroscettici del partito nazionalista “Romania Mare” a inserirlo nel loro programma per non rimanere tagliati fuori. Dopo l’ingresso nella Nato nel marzo di quest’anno, l’ammissione nella Ue è il tassello mancante per completare il cammino intrapreso sotto i socialdemocratici.
Lo scontro elettorale si è giocato proprio sulle questioni di politica estera, lasciando in secondo piano la politica interna. Ma prima ancora di occuparsi di Europa, a Basescu toccherà nominare il premier, che sceglierà a sua volta i ministri, secondo quanto prevede la legge rumena. Se Basescu manterrà quanto promesso in campagna elettorale, la carica di primo ministro spetterà a Calin Popescu Tariceanu, presidente del Partito nazionale liberale, che insieme con il Partito democratico forma l’alleanza Verità e Giustizia.
Sulla composizione dell’esecutivo prossimo futuro, il neo eletto presidente ha già chiarito le sue intenzioni. “Il passo più importante sarà realizzare un governo che abbia l'appoggio della maggioranza del nuovo Parlamento eletto alle legislative del 28 novembre,” ha detto ieri Basescu, nella sua prima dichiarazione dopo il ballottaggio.
Le soluzioni possibili sono diverse. Verità e Giustizia potrebbe cercare un accordo con il Partito degli ungheresi di Romania (Udmr), che hanno ottenuto quindici giorni fa il 7% dei voti. Ma potrebbe anche decidere di governare da sola, dando vita a un gabinetto di minoranza. A scanso di equivoci, dall’Udmr hanno subito fatto sapere di essere disponibili a un accordo, annunciando di essere pronti “a qualsiasi alleanza che porti alla stabilità politica”.
L’incertezza sulla coalizione di governo nasce dal voto legislativo del 28 novembre scorso, coinciso con il primo turno delle presidenziali, che non ha delineato una maggioranza all’interno del parlamento: i socialdemocratici hanno ottenuto in quell’occasione 189 seggi contro i 161 della coalizione di Basescu (su un totale di 469).
La reazione degli sconfitti è la nota positiva di queste elezioni. Il colore scelto da Basescu, l'arancione, è lo stesso dell’ucraino Viktor Yushchenko. Ma - a differenza della confinante Ucraina - il ballottaggio rumeno si è svolto regolarmente. L’incertezza regnava ancora domenica sera, quando i primi risultati davano i due candidati al 50% ed entrambi avevano festeggiato la vittoria nella piazza centrale di Bucarest. Un clima di incertezza che si è presto dissolto questa mattina, con il procedere dello spoglio e con Nastase che ha prontamente riconosciuto la vittoria dell’avversario dicendosi pronto a collaborare.
Basescu ha vinto grazie agli elettori dei partiti rimasti esclusi dal ballottaggio. Una condizione indispensabile per rimontare lo svantaggio di sette punti. Ma anche grazie all’appoggio dei giovani e a uno stile poco convenzionale per i canoni rumeni. L’immagine di vecchi comunisti ed ex esecutori della volontà di Ceaucescu associata ai socialdemocratici, inoltre, non è mai scomparsa del tutto ed è stata una delle armi usate in campagna elettorale dai sostenitori di Basescu. Ma c’è anche chi riconosce ai socialdemocratici diversi meriti. Soprattutto in campo economico: l’anno prossimo il Pil dovrebbe crescere del 5,5% e la Commissione europea ha certificato che la Romania ha “un’economia di mercato funzionante”. Uno dei requisiti indispensabili per entrare a Bruxelles dalla porta principale.


Questo articolo è stato pubblicato oggi su Il Riformista



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