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I miissili di Kim mettono sotto pressione la difesa giapponese

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IL NUCLEARE A RISCHIO DEL SOL LEVANTE 10/8/04

Il Giappone non vuole rinunciare al nucleare. Ma al paese piace poco. Troppi incidenti

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Martedi' 10 Agosto 2004

Junichiro Koizumi, primo ministro nipponico e gran comunicatore, è convinto che sia sufficiente spiegare meglio alla gente vantaggi e benefici della scelta nucleare di cui è un profondo sostenitore. Ma l’ennesimo incidente rischia di far aumentare le critiche in un paese molto sensibile al tema ambientale. Noto per le proteste contro i siti nucleari o l’attracco delle navi con combustibile fissile, il Giappone annovera l’incidente più grave dopo quelli di Chernobyl e Three Miles Island. Alla fine del 1999, all’impianto di Tokaimura, un eccesso di uranio utilizzato da operai inesperti generò una fuoriuscita di radiazioni: letale per due fra loro. Oltre 600 persone furono esposte e oltre 30mila evacuate. Arrestati nell’ottobre dell’anno seguente, sei dirigenti sono stati poi condannati nel marzo del 2003. M i guai non sono finti li. Il 4 luglio di un anno fa, un impianto ha preso fuoco vicino a Tsuruga e in maggio la maggior compagnia privata che gestisce impianti nucleari, la Tepco, ha fatto ripartire uno dei suoi 17 reattori che era stato chiuso per un mese per controlli di sicurezza. Nel 2002, sempre alla Tepco, ci fu uno scandalo con pesanti conseguenze per il top management dopo che la società aveva ammesso la possibilità di falsificazione di alcuni dati sulla sicurezza degli impianti. Nel ’99, dopo lo choc di Tokaimura, il parlamento ha approvato un pacchetto di norme più severe in fatto di sicurezza ma la vicenda aveva ormai squarciato il velo anche su un altra antipatica vicenda: gli “schiavi dell’industria nucleare”, come li chiamò in un servizio del ’99 la Bbc. Almeno 700 impiegati in quel settore, spiegava il servizio, si pensa possano essere morti per un eccesso di esposizione alle radiazioni. Il reportage documentava anche almeno 5mila lavoratori “stagionali” impiegati per prestazioni lavorative a tempo parziale nel settore dell’energia nucleare. Beffati due volte.



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