Amisnet, Agenzia Radio Comunitaria Campagna Supporto 2005 Amisnet


Condanna a 5 anni per l'erede Samsung

Trump pronto ad armare Seul e Tokyo

VISITA A HANAWON, DOVE SI RIEDUCANO I NORDCOREANI 24/8/2013

IL SALTO NEL VUOTO DI RHO MOO-HYUN 24/5/09

COREA DEL SUD, LA BRUTTA STORIA DI YONGSAN 15/02/09

LEE MYUNG-BAK, DEMOCRAZIA IN STILE IMPERIALE 15/02/09

COREA DEL SUD:SCIOPERI A CATENA 17/06/08

SEOUL:RIVOLTA CONTRO LA CARNE USA,IL GOVERNO CEDE 11/06/08

COREA DEL SUD, LA VITTORIA AI CONSERVATORI 19/12/07

ELEZIONI LOCALI IN COREA DEL SUD 1/6/06

BASI O RISO? LA TERRA CONTESA DI PYONGTAEK 15/09/05

A GUARDIA DI SEOUL: LE BASI USA A SUD DEL 38° PARALLELO 15/09/05

LA VITTORIA DEI PROGRESSISTI 17/4/04

IN COREA DEL SUD VINCE IL PARTITO DELLA "SUNSHINE POLICY" 20/12

IN COREA DEL SUD VINCE IL PARTITO DELLA "SUNSHINE POLICY" 20/12

Roh Moo-hyun (nell'immagine)supera il rivale di due punti percentuali. E porta a casa la presidenza nel segno di Kim Dae Jung

Emanuele Giordana

Venerdi' 20 Dicembre 2002
Sembrerà forse un paradosso ma, dietro la vittoria in Corea del Sud del neo presidente progressista Roh Moo-hyun, riformista liberale del Partito del Millennio, ci sono anche due soldati americani: i sergenti Mark Walker, che guidava un veicolo corazzato da 50 tonnellate, e il suo navigatore Fernando Nino. Walker e Nino schiacciarono nel giugno scorso con il mezzo blindato Shim Mi-sun e Shin Hyo-son, due quattordicenni coreane, investite mentre il veicolo faceva manovra a marcia indietro. L’omicidio colposo venne però giudicato da un tribunale americano dove i due furono assolti dall’accusa di omicidio per negligenza. Il “Cermis” coreano scatenò proteste e dimostrazioni, rimettendo sotto i riflettori della cronaca una presenza militare americana che data dai tempi della guerra di Corea. Ben 37mila soldati che godono, come sempre i militari americani all’estero, di una sorta di impunità mal digerita dal Paesi ospitanti.
Il Partito del Millennio ha cavalcato le proteste e Roh Moo-hyun, che i sondaggi davano in svantaggio rispetto al candidato conservatore Lee Hoi-chang, è riuscito a superare il rivale di qualche punto percentuale (2,3% con il 48,9% dei voti) forse proprio grazie al voto dei giovani, tra i protagonisti delle proteste antiamericane: voto determinante in un Paese dove la metà dei votanti ha tra i 20 e i 30 anni e dove, per la prima volta, l’elettorato giovanile, di solito piuttosto distratto, ha dimostrato maggior attenzione alla politica.
Ma la vera battaglia tra liberali e conservatori si giocava su un’altra questione che appassiona i coreani e interessa tutta la comunità internazionale: i rapporti tra Sud e Nord, passati per quella “Sunshine policy” inaugurata nel “Paese del fresco mattino” dal presidente uscente e Nobel per la pace Kim Dae Jung. Roh Moo-hyun, ex avvocato e specializzato in problematiche relative ai diritti umani, ha impostato la campagna elettorale sulla necessità di proseguire il dialogo con la Corea del Nord, continuando gli sforzi di riavvicinamento tra il Sud democratico e capitalista e il Nord arretrato e veterocomunista impersonato dal controverso leader Kim Jong Il. La “Sunshine policy” non piaceva e non piace invece al Grande partito nazionale di Lee Hoi-chang, 67 anni, che già aveva tentato la scalata alla presidenza ai tempi di Kim Dae Jung. Giudice della Corte suprema e che ama definirsi uomo “di legge e di principi”, Lee ha così preferito puntare sulla negazione delle aperture di Kim, definite un fallimento, e sull’importanza del rapporto con gli Stati Uniti, alleato antico e affidabile cui la Corea del Sud deve sicurezza e sviluppo. Ma sembra aver puntato sul cavallo sbagliato in una corsa dove la vicenda dei due sergenti, che ha molto colpito l’opinione pubblica coreana, ha fatto pendere la bilancia verso il suo rivale.
Roh Moo-hyun è tutt’altra pasta. Imprigionato durante la dittatura e nato da una famiglia di contadini, Roh vede nel principio della legalità soprattutto la giustizia sociale: anche per questo forse la vicenda delle due giovani quattordicenni deve averlo aiutato. Si dice che sia stato un caso di diritti violati nel 1981 ad avergli cambiato la testa, facendolo passare da avvocato che cercava di sbarcare il lunario con piccole cause a difensore dei diritti violati. Il caso riguardava proprio dei giovani: studenti condannati, detenuti e torturati per aver avuto tra le mani letteratura vietata. Da allora Roh è diventato un noto avvocato specializzato in diritti umani, ha partecipato al movimento per la democrazia che, nella seconda metà degli anni ’80, si era ribellato alla dittatura ed è anche stato condannato al carcere. Adesso invece si aprono per lui ben altre porte: anche quella del dialogo con gli Usa. Il nuovo leader sa bene che la Sunshine policy non può avere fortuna non non si riguadagnerà l'appoggio di Washington.




Powered by Amisnet.org