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GUTERRES ESORTA MA L'ONU E'IMPOTENTE

Le drammatiche parole di Antonio Guterres mettono il mondo di fronte alla serieta' della crisi

Gianna Pontecorboli

Martedi' 7 Gennaio 2020
Quattro parole dette in fretta dal podio piazzato all'ingresso della sala del Consiglio di Sicurezza. Nessuna risposta alle domande che i giornalisti avrebbero voluto fargli.
Cosi', con poche frasi lapidarie, il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres ha dato il senso lunedi della drammatica situazione in cui l'organizzazione internazionale si trova all'inizio del nuovo decennio.
“Viviamo in tempi pericolosi'', ha detto,''le tensioni geopolitiche sono al livello piu' alto di questo secolo, le turbolenze crescono e perfino la non proliferazione nucleare non puo' piu essere considerata garantita''.
''Il calderone delle tensioni porta sempre piu' paesi a prendere delle decisioni imprevedibili con possibili imprevedibili conseguenze e il rischio profondo di errori di calcolo', ha poi aggiunto, ovviamente senza fare nomi.
Ai leader mondiali, con cui ha detto di essere in continuo contatto, Guterres ha dato un consiglio al tempo stesso semplice e chiaro, ma anche disperato. ''Fermate l'escalation, esercitate la massima moderazione, fate ripartire il dialogo, rinnovate la cooperazione internazionale'', ha chiesto,''Non dimentichiamo la terribile sofferenza umana causata dalle guerre. Come sempre, e' la gente comune che paga il prezzo piu' alto e e' nostro dovere comune evitarlo''.
Alle accorate parole del segretario generale, purtroppo, hanno amaramente fatto da contrasto i fatti. Pochi minuti dopo il suo breve discorso, si e' aperto nella sala del Consiglio di Sicurezza il dibattito a porte chiuse sulla drammatica situazione della Libia , dove le armi stanno parlando.
"La situazione in Libia è particolarmente difficile in questo momento, confesso che è desolante", ha spiegato l'inviato speciale dell'Onu, Ghassan Salamè, parlando ai giornalisti al termine delle consultazioni. L'attacco all'accademia militare di Tripoli, ''ha poi aggiunto, e' stato compiuto probabilmente da "un Paese che supporta l'esercito nazionale libico".
“Quello che chiedo è chiaro: state fuori dalla Libia, ci sono abbastanza armi e mercenari, basta inviare armi e mercenari. Fermate tutti i tipi di interferenza straniera.Non c'è una soluzione militare in Libia, so che sembra un cliché dell'Onu ma in questo caso non lo è", ha concluso, ben cosciente dei combattimenti in corso attorno a Sirte tra le forze di Haftar e quelle di al-Sarraj, il premier del governo riconosciuto dall'Onu e ora sostenuto militarmente dalla Turchia. Di fronte ai giornalisti, l'inviato ha lasciato trapelare la sua frustrazione per l'impotenza dell'Onu nel promuovere un cessate il fuoco e le sofferenze che il conflitto provoca alla popolazione civile.
A confermare la paralisi del Palazzo del Vetro, d'altra parte, hanno contribuito anche diversi degli ambasciatori appena rientrati dalle vacanze di fine anno. Mentre il conflitto tra gli Stati Uniti e l'Iran sembra destinato a diventare piu' grave di giorno in giorno, la prossima riunione del Consiglio di Sicurezza per discutere la crisi e' messa in forse dal rifiuto degli Stati Uniti di concedere un visto d'ingresso al ministro degli esteri iraniano. E intanto, si discute di un comunicato del presidente del Consiglio di Sicurezza. Gli Stati Uniti ne avrebbero voluto uno per condannare l'assalto al consolato americano a Bagdad. '' Lo avevamo pronto'', conferma l'ambasciatore russo Vassily Nebenzia,'' ma poi gli ultimi eventi hanno cambiato le carte in tavola''. Adesso, diversi diplomatici, tra cui quello cinese , ne vorrebbero uno piu' equilibrato, che condannasse anche l'uccisione del generale Soleimani, che la Cina considera ''una violazione delle norme di base del diritto internazionale''.
.''Non ve lo aspettate,'' ha previsto amaramente l'ambasciatore Nebenzia chiaccherando con giornalisti.
E intanto, lontano dal Palazzo di Vetro e dalle esortazioni di Antonio Guterres, le tensioni aumentano.








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