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I signori dell’arte sui muri di Kabul

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I signori dell’arte sui muri di Kabul

Giovedi' 4 Luglio 2019



Lugano - Un talebano che al posto del Kalashnikov porta in spalla una grande matita. Il simbolo di Usaid – l’agenzia di cooperazione americana – di fianco a una bomba che cade dal cielo. Un ragazzino e un cane che fan pipì su un cumulo di AK47. Sono alcuni dei disegni di strada riprodotti in fotografia che Kabir Mokamel e Omaid Sharifi hanno messo in mostra nei giorni scorsi a Lugano, progetto itinerante per mostrare in Europa come si può trasformare un muro di protezione in cemento armato in un’opera d’arte. Un muro che separa in un ponte di dialogo. Collettivo. Come le opere d’arte fotografate ed esposte alla Galleria Doppia V della città ticinese. Le mani di vernice che, nelle sagome disegnate dai due pittori al tratto in bianco e nero, riempiono i buchi con il colore, sono opera di gente di passaggio: curiosi che si fermano a guardare e che poi possono contribuire a completare il disegno. Alla fine “questi stupidi muri di Kabul che proteggono ambasciate, caserme, ville di ricchi residenti o espatriati – dice Kabir Mokamel – diventano opere d’arte”.... Continua su Alias



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