Amisnet, Agenzia Radio Comunitaria Campagna Supporto 2005 Amisnet


AMICIZIE PERICOLOSE

USA-FAME DI LIBRI O DI CIBO?

LA MEMORIA DELLA GUERRA NEL VIETNAM (La Cambogia -2)

I SUPREMATISTI IN DIVISA CHE IL PENTAGONO NON VEDE

MIGRANTI-IL LAVORO COMINCIA ORA

I ROHINGYA A MONTECITORIO

UN GALA PER LE DONNE PIU'DEBOLI

PIU' VOCE A DUE MILIARDI DI GIOVANI

IL SOGNO DIFFICILE DI PAMELA

L'AMBASCIATRICE DI GUTERRES NEL PIANETA GIOVANI

GENOCIDIO CAMBOGIANO. MA NON PER TUTTI

DISSESTO, L'ITALIA CHE RISCHIA NON E' SOLO QUELLA DEGLI GLI ABUSI

COS'E' LETTERA22 E PERCHE' PARLO BENE DI LEI

MALAYSIA, IL CAPPIO SPEZZATO

I SUPREMATISTI IN DIVISA CHE IL PENTAGONO NON VEDE

Suprematisti bianchi e neonazisti hanno sempre trovato spazio nell'esercito americano. Ma ora la situazione e' peggiorata

Gianna Pontecorboli

Venerdi' 8 Marzo 2019
Nascondeva in casa un autentico arsenale e aveva compilato un lista dettagliata dei giornalisti e dei politici da uccidere . Senza neppure cercare di celare le sue idee, raccontava agli amici di essere ''un nazionalista bianco da oltre trent'anni e da prima di arruolarsi nel servizio militare'' e progettava un'autentica ''guerra razziale''.

Quando a meta' febbraio l'FBI ha arrestato a Silver Spring , in Maryland, il luogotenente della Guardia Costiera Christopher Hasson, 49 anni, tradito ai messaggi che ingenuamente inviava dal computer di servizio, il caso e' arrivato sulle prime pagine di tutti i giornali americani .

Per chi da tempo si occupa di questioni militari negli Stati Uniti, pero' , la vicenda ha soltanto rappresentato la conferma di un problema che si annida non certo da oggi all'interno di quello che e', per molti altri versi , uno degli eserciti piu' etnicamente diversi e piu' integrati del mondo, ma che e' diventato recentemente piu' evidente. E che, malgrado qualche sforzo, i vertici del Pentagono non hanno saputo o voluto controllare.

'' Se guardiamo alla lista degli attacchi di terrorismo interno, troviamo un sacco di veterani '', ha raccontato al New York Times Heidi Beirich, direttrice dei servizi di ''intelligence'' del Southern Poverty Law Center, '' ma e' difficile convincere i militari della serieta' del problema ''.

Per i vertici dei movimenti del suprematismo bianco e i neonazisti, l'arruolamento dei membri piu' giovani nei ranghi dell'esercito ha sempre rappresentato un'occasione per favorire l'addestramento nell'uso delle armi . E una volta terminato il periodo in divisa, i veterani hanno sempre trovato nelle organizzazioni suprematiste un ambiente disposto ad accoglierli. Gia' negli anni '20 del secolo scorso, per esempio, il Ku Klux Klan reclutava apertamente tra i soldati. Ancora nel 1986, un gruppo di Marines in uniforme era stato fotografato durante una una manifestazione con in mano uno striscione con la scritta: '' Rally KKK, ebrei non ammessi''. E quanto breve sia il passo tra la propaganda e l'azione lo hanno poi dimostrato la strage di Oklahoma City ad opera di Timothy McVeigh nel 1995, la sparatoria che il veterano Wade Page ha aperto contro un tempio dei Sikh in Wisconsin nel 2012 e molti altri episodi per fortuna meno drammatici di terrorismo domestico.

Adesso, la questione e' diventata difficile da ignorare. A agosto del 2017 , parecchi militari sono stati osservati mentre cantavano ''Non ci rimpiazzerete!'' insieme ai membri del KKK e ai gruppi neonazisti e fondamentalisti bianchi durante la manifestazione ''Unite the Right'' a Charlottesville, in Virginia.

Un recente sondaggio tra i lettori condotto l'autunno scorso dalla rivista Military Time insieme alla Syracuse University ha per di piu' rivelato che almeno il 22 per cento dei militari intervistati hanno osservato segni di razzismo e di nazionalismo bianco nell'esercito e che il fenomeno e' diventato piu' visibile negli ultimi anni. ''Ho diversi colleghi che fanno parte di ''alt right'', 'ha raccontato uno degli intervistati,''fanno dichiarazioni di odio contro i neri, i musulmani e gli immigranti in generale. Non avevo idea che ci fosse tanto odio nel nostro paese. E' orrendo''.

Dopo l'arresto di Hasson, alcuni congressisti hanno scritto una lettera al Pentagono e al Dipartimento per la sicurezza nazionale per chiedere rassicurazioni sui sistemi di selezione delle nuove reclute.

''La nostra speranza e' che questi incidenti siano isolati e non indicativi di un problema piu' largo e piu' pervasivo'', hanno spiegato i congressisti.

Per il Pentagono, che gia' dalla fine degli anni '80 ha emanato diverse direttive per controllare il fenomeno, le soluzioni non sono pero' facili. I controlli prima degli arruolamenti, infatti, si limitano a un esame medico e alla revisione della fedina penale. E dopo l'entrata in servizio, sono spesso gli ufficiali , gia' impegnati in mille compiti diversi, ad avere la responsabilita' per comportamento delle loro unita', Per anni, per di piu', i vertici militari hanno spesso preferito minimizzare. ''Si tratta di gruppi molto piccoli, il bigottismo e l'estremismo razziale non fanno parte dei nostri valori'', si sono sempre difesi.

Ora, anche per i generali, continuare a non vedere e' diventato impossibile. ''Saranno anche pochi, ma sono come goccie di cianuro che avvelenano la nostra bevanda'', ha osservato Carter Smith, un ex investigatore criminale dell'Esercito.

Gianna Pontecorboli

anche sul Corriere del Ticino




Powered by Amisnet.org