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Solo nel 2015, sono state liberate dalle prigioni americane 158 persone condannate ingiustamente

Gianna Pontecorboli

Giovedi' 11 Febbraio 2016
A dicembre del 2015, un giudice del Kansas ha mandato a casa , libero, Floyd Bedsoe, condannato nel 2000 per l'uccisione della cognata Zetta Camille Arfmann. Il suo caso aveva rivelato tutta una serie di errori e omissioni avvenuti durante il processo, quando Floyd era stato accusato del delitto dal fratello Tom, un ragazzo disadattato che aveva inizialmente confessato spontaneamente il delitto alla polizia.

Adesso, un rapporto pubblicato dal National Registry of Exonerations, uno studio organizzato dalla facolta' di legge dell'Universita' del Michigan, ha mostrato che il caso di Floyd e' tutt'altro che raro. E che malgrado alcuni progressi la giustizia americana ha ancora molto da fare per evitare condanne sbagliate e errori giudiziari.

Nel solo 2015, ha rivelato il rapporto, 149 persone sono state liberate in tutti gli Stati Uniti dopo essere state riconosciute innocenti del delitto per cui erano state condannate, Nel gruppo erano compresi 58 condannati per omicidio. 5 di loro, addirittura, erano gia' rinchiusi nel braccio della morte.

'' Perfino uno studio del Dipartimento della Giustizia ha ammesso tempo fa che dal 5 al dieci per cento delle persone incarcerate sono state condannate a torto. Visto che nelle prigioni americane ci sono due milioni e mezzo di detenuti, il cinque per cento di innocenti significa 125.000 persone'' ha spiegato Lonnie Soury, fondatore del sito internet False Confessions.org.

Alla base del problema ci sono molte ragioni. Spesso ci sono false confessioni o testimonianze risultate poco affidabili, qualche volta sono gli accusatori e i giudici a fare degli errori. E che i metodi della polizia possano essere discutibili, soprattutto con giovani di colore a essere discutibili, non e' certo una novita'.

Tra i condannati ingiustamente per omicidio liberati nel 2015, per esempio, circa venti avevano confessato spontaneamente, spesso dopo molte ore di interrogatorio, e erano in larga maggioranza minorenni o malati mentali.

“Quando abbiamo chiesto loro perche' avevano confessato di aver fatto qualcosa che non avevano fatto, hanno risposto: '' Pensavo che se gli dicevo quello che volevano mi avrebbero lasciato andare a casa'''', ha raccontato il professor Samuel Gross, che ha organizzato la ricerca.

A Brooklyn, non si e' ancora spento il ricordo del detective Louis Scarcella, accusato di aver estorto le confessioni di decine di arrestati. Per compensare gli accusati, la citta' di New York ha gia' pagato 24 milioni di dollari e il procuratore distrettuale sta ancora esaminando moltissimi casi.

Altrettanto responsabili, poi, sono i giudici e i pubblici accusatori, che spesso presentano alle giurie false testimonianze e prove discutibili.

Adesso, qualcosa comincia a muoversi e i casi di rilascio sono progressivamente aumentati. Dal 1989, cosi', sono state cancellate 1700 condanne ingiuste e dal 2011 a ora il loro numero e' raddoppiato. Nel 2015, in prima linea nella liberazione degli innocenti c'e' stato il Texas, che ha rimandato a casa 54 prigionieri. New York, al secondo posto, ne ha liberati 17. In tutti gli Stati Uniti, sono nate le Conviction Integrity Units, delle piccole unita' di avvocati che esaminano i casi sospetti su incarico dei procuratori distrettuali.

Proprio grazie al loro lavoro, per esempio, si e' scoperto che nella Harris County, in Texas, molte delle condanne risultate ingiuste erano per crimini di droga e dipendevano solo da alcuni test che definivano narcotici dei composti in realta' permessi.

Negli ultimi mesi, poi ,anche i dipartimenti di Polizia sono diventati piu' sensibili e hanno imposto agli agenti a utilizzare tutte le misure necessarie per evitare dubbi riconoscimenti e interrogatori brutali. Un aiuto per evitare incriminazioni sbagliate, infine, e' venuto dalla disponibilita' di test piu' sofisticati , come quelli del DNA.

''Sempre di piu', gli accusatori, i giudici e gli avvocati della difesa riconoscono che c'e un serio problema . E questo e' un cambiamento piu' che gradito. Ma e' solo l'inizio. Secondo i nostri calcoli, ci sono ancora decine di migliaia di ingiuste condanne ogni anno in tutto il paese'', ha spiegato Samuel Gross. Per Floyd Bedsoe e i tanti altri che hanno passato ingiustamente 15 anni in prigione, insomma, c'e' ancora molto da fare.

anche sul Corriere del Ticino




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