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Chi sono i due canddati che hanno dominato le primarie del New Hampshire

Gianna Pontecorboli

Giovedi' 11 Febbraio 2016
In tono sicuro, per mesi, i commentatori politici americani , i dirigenti dei due partiti, gli intellettuali di tutte le tendenze li avevano presi sotto gamba. ''Non dureranno'', era stato il commento generale. Nella storia delle elezioni americane, dopo tutto , gli esempi di candidati non convenzionali, spuntati come per caso e poi presto schiacciati dal peso del mondo politico tradizionale, non sono affatto rari.

Questa volta, pero', e' stato diverso. Cosi', dopo il voto del New Hampshire, tutta l'America e' stata costretta a chiedersi chi sono veramente Donald Trump e Bernie Sanders e perche' sul loro conto tutti hanno sbagliato analisi e previsioni.

Di Trump, ovviamente, le cronache parlano da anni. Tutti sanno che e' nato a Queens, il quartiere che i piu' sofisticati newyorkesi considerano un poco attraente calderone di immigrati e classe media, che si e' sposato quattro volte e la sua attuale moglie, Melania, sposata nel 2005, e' una bellissima ex modella russa . La sua enorme fortuna, senza esibita senza timidezze, ha suscitato per anni invidia e ammirazione. Come uomo politico, pero', nessuno lo aveva mai preso sul serio.

Anche se aveva gia' considerato la possibilita' di presentarsi candidato alle elezioni presidenziali nel 2000, non si era in realta' iscritto al partito repubblicano fino a due anni fa.

Da quando e' entrato ufficialmente in corsa per la Casa Bianca, invece, Donald Trump ha dimostrato un istinto sicuro e un'inaspettata capacita' di mettersi in sintonia con lo scontento di un elettorato abbastanza indifferente alle sue sparate piu' clamorose. Deciso, ha rifiutato i finanziamenti dei controversi Super Pac approvati alcuni anni fa dalla Corte Suprema e ha fatto campagna a modo suo, piu' coi social media che con le pubblicita' tradizionali, piu' coi grandi comizi che con le strette di mano. Il suo apparato e' ristretto rispetto a quelli di altri candidati e in New Hampshire, con la scusa della neve, si e' fatto vedere molto poco.

Paradossalmente, le analisi del voto hanno mostrato che perfino molti dei suoi elettori sono contrari alle drastiche misure che propone, come quella di deportare dodici milioni di immigranti illegali o di costruire un muro alla frontiera del Messico. Pero' ha vinto lo stesso.

Adesso, cosi', tutti sono costretti a interrogarsi sul futuro.

''Il problema e' che non siamo capaci di consolidare i due terzi del nostro elettorato che non vuole che sia lui il nominato'', dice Bruce Haynes, uno stratega del partito repubblicano, '' adesso, il compito delle primarie in Nord Carolina sara' di identificare qualcuno che possa contrastarlo . Non penso che siamo alla fine, ma ci dobbiamo pensare. Non c'e' ragione di credere che Trump scomparira' presto''.'

74 anni, sposato, 4 figli , nato a Brooklyn da una famiglia ebraica ma non religioso, senatore del Vermont, Bernie Sanders e' stato, fino a pochi mesi fa uno sconosciuto per gran parte del pubblico americano. Eppure, il suo impegno politico non e' cosa nuova, da ragazzo, ha rivelato il quotidiano israeliano Haaretz, lavorava come volontario in un kibbutz, poi si e' impegnato in difesa dei diritti civili, ha cercato, come indipendente, di diventare governatore prima di essere eletto sindaco di Burlington, in Vermont.

Anche lui, nel fare campagna elettorale, ha seguito il suo istinto, ha raccolto i soldi necessari per la campagna grazie a tanti piccoli contributi da venti dollari versati perfino dal suo staff. E come Trump non ha mai fatto un passo indietro nel proporre le sue mosse da futuro presidente, piu' tasse per i ricchi, guerra senza quartiere alla corruzione di Wall Street, salari minimi piu' alti , sanita' e educazione pubblica gratuiti. Gli economisti hanno spesso contestato la credibilita' delle sue cifre e del suo programma, ma gli elettori, soprattutto i giovani, gli hanno creduto.

Nei quartier generali del partito democratico, proprio come tra i repubblicani, qualcuno ancora non ci crede. “Non sara' il nominato se non riuscira' a consolidare il suo supporto al di la' dei progressisti bianchi e dei giovani'', spiega Joe Trippi, un democratico che ha guidato nel 2004 la campagna elettorale di Howard Dean. Per non sbagliare, pero', Sanders ha gia' incontrato il reverendo nero Al Sharpton a New York.

Anche sul Corriere del Ticino







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