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Trump sempre in testa nei sondaggi, ma ci si batte per il secondo posto. E Hillary combatte per non soccombere a Sanders

Gianna Pontecorboli

Lunedi' 8 Febbraio 2016
Il conto alla rovescia e ormai quasi finito e i seggi del New Hampshire stanno per aprirsi. Incuranti ndella stanchezza ,del freddo,e della neve, i candidati dei due partiti stanno cominciando a tirare le somme di quella che e' stata probabilmente una delle piu' complesse e piu' difficili campagne elettorali degli ultimi anni.
In uno stato che, per tradizione, non e' soltanto il primo a votare nelle primarie, ma anche uno di quelli in cui il pubblico e' piu' attento e partecipe, ogni candidato ha cercato nei giorni scorsi di fare la sua parte, ha spiegato le sue posizioni, attaccato i rivali e corteggiato i possibili sostenitori.
In casa repubblicana, i giochi sono ancora tutti aperti. Donald Trump resta in testa nei sondaggi, ma i suoi margini si stanno riducendo nei confronti degli avversari, Rubio sembra ancora solido al secondo posto malgrado qualche passo falso, seguito da Jeb Bush e da un inaspettato John Kasich , ex governatore dell'Ohio. Ted Cruz, che ha puntato poco su uno stato liberal, resta defilato. Il dibattito di sabato sera, tuttavia, ha rimesso tutto in gioco, Trump ha scontentato l'uditorio quando lo ha accusato di essere ''venduto '' in difesa di Jeb Bush e Rubio e' apparso incerto quando Chris Christie lo ha attaccato con durezza.
A dare una misura dell'incertezza, sono soprattutto gli elettori. Al comizio di Jeb Bush, in una scuola media di Bedford, l'uditorio e' numeroso, soprattutto bianco, di mezza eta'. Il candidato arriva con i due figli e con la moglie e probabilmente, se avesse potuto, avrebbe portato anche la madre Barbara, come aveva fatto nei giorni scorsi. Nel suo discorso, non esita a paragonarsi a Ronald Reagan.
Tra chi lo ascolta, pero', l'entusiasmo non c'e'."Sono indipendente, sono venuta solo per capire,''dice Sherley, una signora quarantenne, ''sono molto indecisa, Jeb ha una buona esperienza come governatore e dovrebbe essere attento ai problemi della difesa, che sono cose che mi interessano. Ma non so, considero anche Kasich e Rubio, che forse e' troppo giovane"".
Solo Peter Hummerol, un uomo d'affari arrivato dal Missouri, sembra veramente convinto. "Ho sempre votato per i Bush,'' spiega'', e Jeb e' onesto e ha dei buoni valori cristiani, ha solo bisogno di dare un messaggio positivo''.
L'atmosfera, d'altra parte, e' la stessa nella scuola del paese vicino, dove Marco Rubio offre a tutti il caffe' e risponde alle domande. Il suo discorso e' piu' duro di quello di Bush, promette di cancellare l'accordo con l'Iran e smantellare e ricostruire i servizi sociali. Sull'ambiente, non si inmpegna, ma promette di favorire l'innovazione tecnologica per salvare il pianeta. Il suo risultato, pero', non e' diverso da quello di Bush.
Meg viene dal Michigan, ha lavorato con le campagne elettorali di George Bush padre e e' arrivata coi due figli di 18 e 15 anni per ascoltare Rubio.
''In questa campagna c'e' molta confusione e ci sono dei dilemmi che non ci aspettavamo'',dice,''mio figlio grande e' incerto tra Bush , Rubio e Kasich, il piccolo e' entusiata di Trump. Noi siamo una famiglia politica, ma ora siamo incerti''.
Apparentemente incuranti delle voci di una possibile discesa in campo di Joe Biden, anche Hillary Clinton e Bernie Sanders hanno continuato a confrontarsi, direttamente e a distanza, di persona e attraverso i loro sostenitori.
Gia' venerdi sera, in un imponente evento organizzato dal partito democratico nella grande arena McIntyre Shaheen di Manchester, ciascuno dei due ha cercato di mostrare la sua forza. In un evento organizzato per celebrare l'unita' del partito,democratico sono stati i mille cartelli blu sistemati lungo la strada a invitare da subito gli intervenuti a votare per uno o per l'altro dei candidati. E in sala, le lucine blu dei sostenitori di Hillary, sulle gradinate alla sinistra del palco e le bandierine gonfiabili arancioni, a favore di Bernie, a destra, hanno fatto subito capire che la gara e' ancora piu' che aperta.
Nei corridoi, i volontari e gli elettori si confrontano.
"Votero' Sanders, ''dice Jude Cacuzza, 72 anni,'' ho lavorato una vita, ma ora per mantenermi devo fare tre lavori. Voglio proteggere la mia pensione e il mio sistema sanitario. Vogliono mandare avanti Hillary solo perche' e' una donna, ma non si puo' votare solo per il sesso o la religione. Meglio aspettare quattro anni, ma poi eleggere una donna che vada davvero bene''.
In sala , seduti ai tavoli per cui hanno pagato 250, 500 o anche . 1000 dollari a persona, ci sono gli esponenti e i sostenitori del partito . "" Solo Hillary ha l'esperienza giusta e la forza di combattere per le sue idee'', dice Dick Bouley, il cui figlio e' sindaco in una cittadina del Connecticut.
Quasi confuso tra gli altri, si incontra anche qualche personaggio straordinario. Rocky De la Fuente e' un uomo d'affari di San Diego, e' ricchissimo e e' anche candidato presidente democratico. Non sembra prendersela troppo se nessuno lo ha invitato ai dibattiti, anche se figura ufficialmente nei ballottaggi di 40 stati. ''Solo in Michigan ho raccolto 20.000 firme per far entrare il suo nome nelle liste, ma il partito da' spazio solo alla Clinton'', si lamenta.
Quanto a lei, Hillary, non sembra spaventata. Secondo i sondaggi arrivera' seconda, ma quando incontra gli elettori nella palestra di un college dimostra subito di saper tenere in pugno l'uditorio. Dietro di lei, quasi per caso, sono seduti neri, donne e studenti. E per accompagnarla, si sono mossi non solo il marito Bill, ma anche vecchie femministe come Gloria Steinem, voci storiche del partito come Madeleine Albright, influenti donne politiche democratiche del New Hampshire, a partire dalla governatrice, Maggie Hassan .


anche sul Corriere del Ticino




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