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VENEZUELA, SCONTRO FRONTALE SULLA CASA

Assassinato a Caracas un giornalista "bolivariano"

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Assassinato a Caracas un giornalista "bolivariano"

Ricardo Durán è stato ucciso sotto casa da ignoti sicari. Coprì in diretta il fallito colpo di stato del 2002 contro Hugo Chávez

Adalberto Belfiore

Venerdi' 22 Gennaio 2016

Ricardo Durán, un famoso giornalista vicino al governo di Nicolas Maduro è stato ammazzato con un preciso colpo di pistola mentre parcheggiava la sua auto sotto casa dopo una visita ad amici. Il fatto è avvenuto nel quartiere residenziale Caricuao della capitale venezuelana nella notte di mercoledì. Durán era molto noto in Venezuela per la sua partecipazione al popolare programma “La Hojilla” della televisione di stato VTV (Venezolana de Televisión). Fu anche capo dell'ufficio stampa dell'Assemblea Nazionale nella passata legislatura e attualmente era capo dell'ufficio stampa del Governo del Distretto federale. Il capo del Governo del distretto, Daniel Aponte, ha dichiarato alla stampa che gli assassini non hanno preso nulla, né soldi, né documenti né il cellulare. E neppure l'arma, che il giornalista deteneva legalmente, né tanto meno l'automobile. Pertanto il crimine è indagato dalle autorità di polizia come un assassinio intenzionale.

Aponte ha aggiunto di essere “costernato” perché Durán era “un esempio di giornalismo rivoluzionario.” La vittima era una delle figure chiave dell'informazione pubblica ed era diventato famoso per il ruolo che svolse durante il colpo di stato del 2002 contro il Presidente Hugo Chávez, fallito per la fedeltà delle Forze armate e il massiccio appoggio popolare. Ma erano altri tempi. Ora l'esperienza della “Rivoluzione bolivariana” attraversa una difficilissima crisi dovuta al crollo del prezzo del petrolio e a ciò che il Governo definisce una “guerra economica” dell'imperialismo e dei settori parassitari della borghesia. Ma certo anche per l'inefficacia delle misure per il rifornimento e il controllo dei prezzi dei generi di prima necessità e delle dinamiche inflazionistiche.

La stampa locale controllata dal capitale privato, che due mesi fa nel caso dell'assassinio del leader oppositore Manuel Díaz parlò subito di “sicari del partito di Maduro” ora cerca di attribuire l'omicidio a un anonimo fatto di violenza. Quella internazionale non si strappa certo le vesti come fece dopo l'assassinio di Díaz. Non c'è da stupirsene più di tanto. In Venezuela, con tutte le riserve e le cautele del caso, è in corso un durissimo scontro politico e istituzionale tra sostenitori e oppositori della “rivoluzione bolivariana.”



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