Amisnet, Agenzia Radio Comunitaria Campagna Supporto 2005 Amisnet


LA CROCE DELLA DISCORDIA ARRIVA ALLA CORTE SUPREMA

ELEZIONI USA,PERCHE'NESSUNO HA VINTO

LA FLORIDA ESPERIMENTA IL REDDITO DI BASE

USA-IL BLACK FRIDAY NON HA PERSO IL SUO SAPORE

IL SILENZIO DI TRUMP SULLE ARMI

I 100 giorni di Trump e l’ansia dei repubblicani

I SONDAGGI GIUDICANO TRUMP

Trump, si fa presto a dire Impeachment

Dal lavoro luce verde per la Fed

OTTO ESECUZIONI IN DIECI GIORNI 9/3/17

VIOLENZA SESSUALE SOTTO IL TAPPETO NEI CAMPUS USA

DOPO ORLANDO, LA PIAGA AMERICANA DELLE SMALL ARMS

LA LUNGA STRADA DI HILLARY

I CANDIDATI IN CORSA

ALL'ONU SERVE TRASPARENZA

UNA SPERANZA PER LA SIRIA

Approvata all'unanimita' la risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU. Il Lavoro da fare pero' sara' tutto in salita

Gianna Pontecorboli

Venerdi' 18 Dicembre 2015
Per la prima volta da quando la tragedia siriana e' cominciata, il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha trovato giovedi una voce comune per tracciare una strada verso una soluzione politica concordata della crisi. Prima che il testo della risoluzione arrivasse finalmente sul tavolo dei diplomatici, pero', il Palazzo di Vetro ha vissuto molte ore di incertezza. Mentre dietro la porta chiusa di un albergo newyorkese i rappresentanti dei paesi che fanno parte dell''International Syria Support Group cercavano di trovare un accordo sui dettagli del testo da presentare poche ore dopo, le indiscrezioni su una serie di divergenze dell'ultimo minuto hanno fatto temere a tutti un clamoroso fallimento.

Il vertice che ha portato a New York, oltre a John Kerry e a Sergei Lavrov, anche i ministri degli esteri di quindici altri paesi e' stato la diretta conseguenza degli accordi raggiunti a novembre a Vienna tra i paesi che fanno parte dell'ISSG e che hanno indicato nel 1 gennaio del 2016 la data di inizio di un cessate il fuoco e di un processo politico destinato a portare a un nuovo governo credibile, inclusivo e non settario.

Per realizzare un programma ambizioso ma su molti punti ancora vago, diversi paesi coinvolti hanno fatto nelle scorse settimane i propri passi , a Mosca come a Riyad.. I cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza, a loro volta, hanno cominciato a stilare il testo di una risoluzione destinata per la prima volta a coinvolgere l'organizzazione internazionale nel processo di pace

Gia' dalle prime battute e dalla scarne indiscrezioni che i diplomatici coinvolti hanno lasciato filtrare, pero', e' apparso chiaro che le differenze che ancora separano non soltanto gli Stati Uniti e la Russia, ma anche molti altri paesi coinvolti nel tentativo di trovare una soluzione negoziata per risolvere il dramma della Siria restano profonde. Trasformare la strada tracciata a Vienna in un testo concreto e impegnativo da far approvare attorno al tavolo a ferro di cavallo dell'Onu , insomma, si e' rivelato fin dall'inizio un compito piu' difficile del previsto.

Il primo scoglio che i diplomatici hanno affrontato e' stato quello di decidere quali, tra i vari gruppi armati di opposizione ad Assad, potranno partecipare ai futuri colloqui di pace e quali, invece, saranno considerati gruppi terroristici.

Nelle scorse settimane, l'Arabia Saudita e soprattutto la Giordania, hanno cercato di preparare un lista delle organizzazioni che potrebbero essere accettabili al tavolo dei colloqui di pace.

In discussione, ovviamente, non vi sono stati gruppi come l'Isis o Al Queda o Al Nusra, che il consiglio di Sicurezza dell'Onu ha gia' definito terroristici, ma alcuni gruppi come Ahrar al-Sham, che la Russia vorrebbe escludere dalle trattative e da parte sua non ha nascosto durante il recente vertice delle forze di opposizione in Arabia Saudita la perplessita' dei suoi capi militari nel partecipare al dialogo prima che sia stabilita una data sicura per l'uscita di scena di Assad.

''Non sembra che ci sia un accordo su questo punto'', ha ammesso gia' giovedi sera il ministro degli esteri iraniano Javad Zarif .

Alla fine, il risultato ha lasciato spazio a una soluzione sfumata, che lascia molto ancora da discutere.

Piu' nascosta, ma non meno reale, poi, e' stata la differenza di opinioni tra gli Stati Uniti e la Russia sui tempi e i modi per realizzare la transizione a un nuovo governo di unita' nazionale e soprattutto sul destino di Assad, di cui la risoluzione non ha parlato. Il testo, invece, non si e' discostato dai tempi gia' decisi a Vienna per un inizio delle trattative all'inizio di gennaio, seguito dalle elezioni entro sei mesi dalle elezioni e poi dalla creazione di un governo di transizione .

Nel testo, pero', si e' fatto riferimento al Comunicato di Ginevra del 2012, che richiedeva espressamente un governo di transizione concordato tra Assad e l'opposizione. un passaggio richiesto dagli Stati Uniti, dalla Francia e dalla Gran Bretagna e che la Russia avrebbe preferito evitare.

Per l'Onu e il suo mediatore, Staffan De Mistura, la risoluzione rappresenta ora una consistente vittoria dopo mesi di frustrante lavoro, ma anche un impegno a muoversi a tempi brevi per organizzare il controllo di un possibile cessate il fuoco.


anche sul Corriere del Ticino









Powered by Amisnet.org