Amisnet, Agenzia Radio Comunitaria Campagna Supporto 2005 Amisnet


TRUMP DA VIVO DIETRO LE QUINTE DELL'ONU

UNA SETTIMANA DI FUOCO ALL'ONU

BACHELET CONTRO SALVINI, MA E'SOLO IL PRIMO PASSO

IL 2018 DEL PALAZZO DI VETRO

TROPPI RISCHI PER I CASCHI BLU

USA E CINA A CONFRONTO ALL'ONU

L'ITALIA FA PARLARE DEI RIFUGIATI

GUTERRES MEDIATORE DI PACE

LA SCURE DI TRUMP SULL'ONU

La voce di Donald a Palazzo di Vetro

Onu/Italia: accordo salva la faccia all'Aja e a Roma

RIFUGIATI-IL LAVORO IMPOSSIBILE DI FILIPPO GRANDI

RIFUGIATI-COME FUNZIONA LA MACCHINA DELL'ACCOGLIENZA IN USA

RIFUGIATI-IERI COME OGGI

UN'IDEA PER LA DEMOCRAZIA

Dialogo e regole per la democrazia

Massimo Tommasoli, rappresentante di Idea International all'Onu, spiega quali sono i segreti per favorire la democratizzazione dei paesi a rischio

Gianna Pontecorboli

Giovedi' 29 Ottobre 2015

Massimo Tommasoli, rappresentante permanente di International Idea alle Nazioni Unite, ha una lunga esperienza nella gestione dei conflitti e nei processi di democratizzazione. Dopo il dottorato conseguito all'Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales di Parigi con una tesi sugli sviluppi dei processi partecipativi nel Corno d' Africa ha lavorato infatti all'Unesco e all'Organizzazione per la Cooperazione Economica e lo Sviluppo (OECD) come direttore del dipartimento del buon governo e della prevenzione dei conflitti. E' autore di diversi libri sull'argomento.

Com'e' nata International Idea e con quali obbiettivi?

R) Come spesso avviene il tutto e' nato dalla visione di una sola persona, Bengt Save-Soderbergh.che aveva gia' preso altre iniziative simili, come quando ha fondato il centro Olaf Palme, dedicato al politico svedese assassinato nel 1986. Un particolare curioso e' che aveva fondato anche il club del jazz svedese. E questo e' un dettaglio significativo perche' c'e' stato uno studioso inglese, Eric Hobsbawm, che ha legato il jazz e ai processi di democratizzazione, per esempio in Sud Africa.

Dopo la caduta del muro di Berlino la situazione mondiale era cambiata, c'era stato l'inizio di un'ondata di democratizzazione. Favorire questo processo, pero', non rientra tra gli obbiettivi primari dell'Onu , anche perche' molti dei paesi membri dell'organizzazioni internazionale, si sa, non sono democratici.

Per di piu' , gia' dal 1992 si era cominciato a parlare in modo molto generico di ''elezioni libere e giuste''. Ma chi stabiliva questo? Quali erano i termini di paragone per essere sicuri che ci fossero dei diritti di voto sia attivi che passivi? Save- Soderbergh fece un largo giro di consultazioni e arrivo' alla conclusione che c'era un vuoto che poteva essere colmato per arrivare alla creazione di standard qualitativi per le elezioni e al rafforzamento delle istituzioni regionali e locali. Si rese anche conto che era necessaio aprire degli spazi di dialogo in alcuni paesi in cui , soprattutto in situazioni di post-conflitto, il linguaggio politico era ancora quello della violenza. Trovare questi spazi di dialogo ha rappresentato il primo filone del nostro lavoro, creare degli standard il secondo.

D)Quali sono stati i vostri piu' grossi successi?

R)Abbiamo individuato diverse storie di successo. Pero' in un certo senso attribuirci il merito e' una contraddizione, perche' quello che diciamo e' che la democrazia e' un concetto locale, il nostro compito e' aprire spazi per il dialogo, offrire opzioni in base alla nostra esperienza in altri paesi che poi gli interlocutori locali dovranno trasformare in realta'.Ci muoviamo dopo essere stati chiamati. In Cile, per esempio, ci era stato chiesto di valutare la qualita' della democrazia insieme all'UNDP e lo abbiamo fatto in collaborazione con 4 ''think -thank''legate ai quattro partiti politici.

D)Che tipo di collaborazione avete con l'Onu?

R)Idea ha chiesto all'Onu di diventare osservatore nel 1999, ma siamo stati ammessi solo nel 2003 perche' abbiamo dovuto convincere i paesi piu' riluttanti, per esempio l'Egitto, che come altri paesi non democratici aveva paura. L'Onu ha un meccanismo di coordinamento su quello si fa in termini di democrazia piuttosto debole e frammentario, anche se poi, in realta', si fanno molte pu' cose di quanto i paesi membri sono disposti ad ammettere, come lavorare per il rafforzamento della societa' civile, il ruolo delle donne, i diritti delle minoranze nella nuove costituzioni.

Al Palazzo di Vetro ci muoviamo in diverse direzioni. La prima e' l'azione di pubblicizzazione , per far sapere quello che facciamo con eventi e pubblicazioni.

Poi lavoriamo con il segretariato per rendere piu' visibile il tema della democrazia nel lavoro delle varie agenzie. studiamo metodologie e facciamo analisi. Per esempio abbiamo fatto uno studio con due casi pilota su come valutare i rischi di violenza durante un'elezione . Abbiamo raccolto e incrociato informazioni provenienti da diverse fonti e in diverse aree, in modo da produrre una fotografia in movimento di quello che potrebbe succedere nel territorio prima, durante e dopo un'elezione. I due paesi considerati, il Kenia e la Bosnia, hanno poi presentato i risultati all'Onu.

anche sul Corriere del Ticino



Powered by Amisnet.org