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Per conquistare il voto delle donne i candidati affrontano un problema troppo a lungo ignorato. Ma le ricette sono diverse

Gianna Pontecorboli

Martedi' 20 Ottobre 2015
Durante il loro primo dibattito, i candidati democratici alla Casa Bianca non hanno lasciato dubbi.

'' Siamo il solo grande paese che non garantisce un congedo di maternita' . Facciamo tante ottime cose , ma siamo indietro rispetto a tanti altri nel proteggere la classe media e le famiglie dei lavoratori'' ha tuonato Bernie Sanders . ''La California ha un programma di permessi pagati da diversi anni e non ha avuto effetti avversi . Possiamo disegnare un sistema che non costituisca un peso per le aziende'' , gli ha fatto eco Hillary. In casa repubblicana, ovviamente l'opinione e' diversa. Garantire ai dipendenti il diritto al congedo per prendersi cura di un neonato imporrebbe un ingiusto onere alle piccole imprese, ha sostenuto Carly Fiorina.

Le battute dei candidati hanno fatto subito capire che per l'America e' venuto il momento di mettersi a parlare seriamente della possibilita' di garantire a tutti i lavoratori, uomini o donne, un congedo retribuito dopo la nascita di un figlio. E soprattutto, hanno fatto entrare di prepotenza nella campagna elettorale un problema che finora nessuno aveva voluto o potuto affrontare seriamente..

Con l'arrivo sul mercato del lavoro della generazione del millennio, hanno fatto osservare molti sociologi, la situazione e' cambiata, Se negli anni 70 solo il 40 per cento dei bambini vivevano in famiglie in cui entrambe i genitori lavoravano, ora la percentuale e' salita a due terzi. Le giovani donne sono, statisticamente, piu' educate dei loro compagni e sempre piu' spesso guadagnano di piu'.

A guardare con attenzione i dibattiti elettorali dalla televisione di casa, ha raccontato la National Public Radio, sono stati per esempio migliaia di uomini come Lance Mercier, 39 anni, impiegato di banca. A Lance, l'istituto di credito garantisce tre mesi di permesso pagato di paternita', ,mentre sua moglie Luz ha diritto solo a otto settimane al 60 per cento dello stipendio, piu' otto settimane opzionali senza retribuzione. Cosi' Mercier ha deciso che sara' lui a rimanere a casa per accudire al bambino appena nato.

Nel settore regna fino ad ora soprattutto la confusione. A livello federale, infatti, non esistono leggi per obbligare i datori di lavoro a concedere alle mamme, o ai padri, un permesso retribuito dopo la nascita di un figlio. Secondo un recente sondaggio fatto dalla International Labour Organization in 188 paesi, anzi, gli Stati Uniti e Papua Nuova Guinea sono gli unici due a non prevedere facilitazioni di un qualche tipo per i nuovi genitori, A livello statale, le cose vanno poco meglio, visto che soltanto tre stati, il New Jersey, la California e Rhode Island hanno approvato negli ultimi anni un programma di congedi parzialmente pagati. Proprio negli ultimi giorni, poi, e' cominciata a Washington la discussione su una nuova legge comunale che vorrebbe garantire permessi fino a 16 settimane per esigenze familiari , completamente retribuiti per chi guadagna meno di 52.000 dollari all'anno.

In mancanza di un'azione precisa da parte del governo, si sono finora mosse soprattutto le imprese. Per accontentare i dipendenti, infatti, il 21 per cento delle aziende americane offre oggi un permesso totalmente o parzialmente pagato, e per una durata variabile, alle neomamme, mentre il 17 per cento e' pronto ad includere anche i padri.

Adesso, l'opinione pubblica e' matura per andare oltre. L' 81 per cento degli intervistati in un sondaggio di Make It Work si e' dichiarato favorevole a una qualche soluzione del problema.

Cosi', Obama ha cominciato a muoversi , ne ha parlato durante il suo ultimo discorso sullo Stato dell'Unione, ha imposto il diritto al congedo per i dipendenti federali e ha promesso un finanziamento di un milione di dollari alle citta' e agli stati che si muoveranno in questa direzione.

La palla, pero',e' passata soprattutto ai nuovi candidati, Con un occhio al voto femminile, ma non piu' solo a quello, Sanders ha gia' detto che vorrebbe imporre una piccola tassa per creare un sistema assicurativo. Hillary ha promesso di occuparsene. Carly Fiorina ha espresso le sue riserve. Ma la discussione e' appena cominciata.







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