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Il Canada cambia rotta

LA PISTA DEL TERRORE IN CANADA 13/6/06

Il Canada cambia rotta

Vittoria a sorpresa del Liberal Party di Trudeau su una piattaforma riformatrice e che inverte la tendenza

Adalberto Belfiore

Martedi' 20 Ottobre 2015

Con una vittoria inaspettata e sorprendente per dimensioni, con le elezioni del 19 ottobre finisce in Canada l'era dei conservatori di Stephen Harper (56) da dieci anni al governo con politiche ben allineate a quelle neoliberiste e pro idrocarburi dei repubblicani americani.

Justin Trudeau, giovane (43 anni) figlio di Pierre Trudeau, lo storico leader primo ministro dal 1968 all'84 e icona del Canada liberale e progressista, conquista largamente la maggioranza assoluta dei seggi (184 di 338) su una piattaforma che prevede tagli alle tasse per i ceti medio bassi e aumento per i più ricchi, rilancio degli investimenti pubblici in infrastrutture (46 mln US$ a deficit in tre anni), più deciso impegno nella lotta ai cambi climatici, con la revisione di tutto il versante canadese della controversa questione dell'oleodotto di Keystone, un cavallo di battaglia dei repubblicani americani su cui Obama ha recentemente posto il veto presidenziale. E poi ritiro del Canada dalle missioni anti IS per concentrare le risorse sull'addestramento delle forze governative locali, aumento dell'accoglienza per i profughi siriani e, udite udite, legalizzazione della marijuana.

Così quello che fino a poche settimane fa, ossia all'inizio di una delle più lunghe e combattute campagne elettorali della storia del Canada, era solo un insegnante di liceo belloccio ed erede di un nome pesante (suo padre è considerato il fondatore del Canada moderno e fu quasi un'icona pop per aver reso canadese la costituzione e non un atto del parlamento britannico, aver difeso la sanità pubblica e universale, istituito il bilinguismo e lottato efficacemente contro il separatismo québécoise, abolito la pena di morte, instaurato rapporti, primo tra i leader occidentali, con Cina e Cuba e, last but not least, aver incontrato con formalità istituzionale John lLennon e Yoko Ono) ora si trova a dover gestire una fase dell'economia canadese caratterizzata sì da una diminuzione delle aspettative di crescita e da un aumento dell'indebitamento delle famiglie, ma certo meno colpita dalla crisi globale di quanto non lo siano le altre maggiori economie occidentali.

Forse proprio per questo i canadesi hanno deciso di scommettere su prospettive più avanzate ed aperte di quelle permesse dall'ortodossia neoliberista. Trudeau adesso dovrà dimostrare sul campo di non essere un outsider inesperto e impreparato. Ma due canadesi su tre l'hanno scelto, sperando forse che buon sangue non menta.



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