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Una serie di fotografie mette in luce tutte le ambiguita' di un fenomeno contro cui molti chiudono un occhio

Gianna Pontecorboli

Sabato 10 Ottobre 2015
A vederli, nelle immagini che il fotografo Johnny Milano ha recentemente pubblicato sul sito web Feature Shoot e che sono state riprese pochi giorni fa dal Daily Mail, sembrano dei militari impegnati in una difficile missione di pattugliamento in Afganistan o in Irak. Invece, la pattuglia in perfetta tenuta da combattimento, con la mitragliatrice in mano, sta all'interno degli Stati Uniti, in Arizona, al confine con il Messico. E nessuno degli uomini armati che il fotografo ha ripreso obbedisce agli ordini del Pentagono.

Il problema dell'immigrazione illegale, si sa, e' da anni al centro del dibattito politico americano. La frontiera, al sud degli Stati Uniti, e' porosa e lascia passare disperati e droga. Negli ultimi mesi, i candidati repubblicani alla Casa Bianca non hanno cessato di confrontarsi sull'argomento, qualcuno, come Donald Trump, vorrebbe costruire un muro, altri, come Rubio e Bush, sono piu' sfumati.

Adesso , pero', le foto di Milano hanno puntato il dito contro un aspetto del problema spesso ignorato e sicuramente destinato a suscitare molte polemiche.

L'Arizona Border Recon, la milizia privata fondata Tim ''Nailer'' Foley, e con cui Milano ha passato alcuni giorni, ha infatti uno scopo ben preciso, quello di combattere l'immigrazione illegale, il traffico di droga e il commercio di esseri umani, di rendere insomma invalicabile quel confine che il governo non riesce a rendere sicuro.

La maggior parte dei membri del gruppo, ha documentato il fotografo, conosce bene il lavoro necessario per tenere fuori gli indesiderati. Molti , infatti, sono ex militari che hanno avuto una lunga esperienza durante le loro missioni all'estero, altri hanno lavorato nei servizi di sicurezza o nella polizia. Per portare a termine la missione, i ''vigilantes'' non esitano a pattugliare giorno e notte il deserto a nord della citta' messicana di Nogales, scrutano l'orizzonte con i potenti binocoli portati a casa dopo la fine del servizio militare, registrano messaggi e tengono d'occhio le immagini di Google per scoprire ogni movimento sospetto.

''Una delle spinte di questi uomini e' di continuare l'impegno che avevano preso come militari'', ha raccontato il fotografo, '' Per loro si tratta di difendere il paese ''.

Per i vigilantes che fanno parte del Border Recon, si tratta insomma di porre un freno a quella che percepiscono come una pericolosa '''invasione'' di cui gli altri americani non si rendono conto.

A rendere ambigua l'intera storia e' la legge. L'US Customs and Border Patrol, l'agenzia federale che ha il compito di controllare le frontiere, infatti, conosce bene l'esistenza dell'Arizona Border Recon e delle altre milizie simili e non le ha certo in simpatia. Sia gli agenti federali che le polizie locali, tuttavia , possono fare poco per bloccare la loro attivita' e sanno bene che le mitragliatri che i membri portano vistosamente a tracolla sono legali.

In base alla legge dell'Arizona, per di piu', anche i privati cittadini sono autorizzati a effettuare degli arresti in caso di reati come il furto o la rapina, anche se resta incerto come devono comportarsi di fronte all'attraversamento illegale di una frontiera internazionale. Cosi', gli agenti preferiscono non muoversi. E spesso sono anche grati per le informazioni che i miliziani trasmettono loro. ''Ci sono certe cose che gli agenti federali non possono fare legalmente, come controllare il traffico radio e in questi casi i gruppi come il Border Recon possono fornire informazioni molto utili'', ha spiegato Milano.

Adesso, grazie all'attenzione che le foto di Johnny Milano hanno ricevuto, sono venuti alla luce altri dettagli. A luglio, tre membri di un'altra milizia sono stati arrestati perche' , si e' scoperto, si tenevano la droga che riuscivano a sequestrare e anche il denaro che sarebbe dovuto andare ai trafficanti messicani. Altri due hanno perso il porto d'armi dopo che la polizia si e' accorta che erano delinquenti comuni.

Tra i candidati in corsa per la Casa Bianca, per ora, di milizie non si e' parlato. Ma sono in molti a pensare che sia venuto il momento.

anche sul Corriere del Ticino




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