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I sistemi finanziari avidi e il degrado dell'ambiente strangolano e i piu' deboli e le parole non bastano a difenderli

Gianna Pontecorboli

Venerdi' 25 Settembre 2015

New York - Una piccola Cinquecento nera, ferma giusto all'ingresso del Palazzo di Vetro, quasi schiacciata tra due file di massiccie auto di rappresentanza di capi di stato e ambasciatori e marcata da vicino dai veicoli ingombranti dei servizi di sicurezza. Fuori dalle porte del grande edificio affacciato sull'East River, una folla di persone ansiose di vedere da vicino l'ospite d'onore mescolate alle telecamere e ai microfoni dei media di tutto il mondo. All'interno del palazzo due bambini, Emile e Maxime Laberge, canadesi, figli di un membro delle missioni di pace morto a Haiti nel 2010, con in mano un mazzo di fiori .

Cosi' ,gia' dalle battute iniziali, la visita di Papa Francesco alle Nazioni Unite, prima tappa di una densa giornata che lo ha portato anche a Ground Zero , in una scuola di Harlem e al Central Park, non ha smentito ieri le sue promesse, mescolando un'immagine di voluta sobrieta' alla solennita' di un grande evento pubblico e alla genuina partecipazione di un pubblico interessato e curioso .

Il primo saluto, dopo quello di rito al segretario generale Ban Ki-moon che lo ha ricevuto nel suo studio , e' stato per i dipendenti dell'Onu, segretarie, interpreti, cuochi, che da giorni si contendevano i pochi biglietti disponibili per l'evento, messi in palio con una lotteria. ''Siete un microcosmo dei popoli che questa organizzazione rappresenta e cerca di servire'', ha scherzato il Pontefice.

Poco dopo, prendendo la parola proprio nel giorno in cui i paesi membri dell'Onu hanno approvato l'ambizioso documento che sancisce gli obbiettivi per lo Sviluppo Sostenibile per il 2030, papa Bergoglio ha trovato toni diversi. Nel discorso pronunciato dal podio della grande sala dell'Assemblea Generale appena rinnovata, il Papa ha infatti affrontato da subito i temi che gli sono cari e che aveva gia' toccato, sia pure in maniera piu' sfumata, nel suo discorso di fronte al Congresso riunito a Washington.

Cosi', dopo aver ringraziato l'organizzazione internazionale per i successi ottenuti non soltanto nella composizione di numerosi conflitti ma anche nello sviluppo della legge internazionale e della norme per la tutela dei diritti umani, il pontefice ha messo al centro del suo intervento la necessita' di offrire una tutela anche economica e sociale alle vittime e agli esclusi di ogni tipo. E di rispettare , contemporaneamente, l'ambiente che ci ospita tutti.

Sotto gli occhi dei rappresentanti delle grandi economie mondiali, a cominciare da Angela Merkel, seduta attenta in uno dei seggi riservati alla Germania, il Papa ha chiesto apertamente che agli impegni verbali facciano seguito dei passi concreti . “Le Agenzie Finanziarie Internazionali, ''ha detto,''debbono preoccuparsi dello sviluppo sostenibile dei paesi e assicurarsi che non siano soggette a sistemi di prestito oppressivi che , invece di promuovere il progresso, soggiogano la gente a meccanismi che generano poverta', esclusione e dipendenza''. In un mondo che ha necessita' di trovare una autentica distribuzione del potere , ha spiegato :'' ci sono molti falsi diritti ma al tempo stesso ampi settori sono vulnerabili, vittime di un potere male esercitato''.

''L'esclusione economica e sociale e' la totale negazione della fraternita' umana e un gravissimo attentato ai diritti umani e dell'ambiente'' ha poi aggiunto.

Quando il discorso si e' spostato sulla difesa dell'ambiente, le parole di Papa Francesco sono state severe. L'ambiente, ha sostenuto, e' un diritto degli uomini, che ne fanno parte e possono sopravvivere solo se quello in cui vivono e' favorevole. Il cattivo uso e la distruzione della natura, per desiderio di potere o di denaro , sono per di piu' accompagnati da un processo di esclusione dei piu' poveri e dei piu' svantaggiati. ''

Anche se, ha spiegato, l'Agenda per lo Sviluppo Sostenibile e la prossima conferenza di Parigi sui cambiamenti climatici fanno sperare, le parole rischiano di non essere sufficienti. ''Gli impegni solenni con bastano, anche se sono un passo necessario verso la soluzione'', ha detto.

Nella lunga giornata newyorkese di Papa Bergoglio, d'altra parte, il Palazzo di Vetro non ha rappresentato la sola tappa significativa. Il secondo e piu' intenso appuntamento di un papa che ama il contatto con la gente, infatti, e' stato a Ground Zero. In quello che e' diventato un luogo simbolo della citta' dopo l'attacco del 2001 alle Torri Gemelle, il Pontefice , circondato da un rabbino e da un iman, ha infatti ritrovato un altro dei temi che gli sono cari . ''Qui, in mezzo al dolore lacerante, possiamo toccare con mano la capacita' di bonta' eroica di cui e' capace l'essere umano'', ha detto un commovente incontro con alcune famiglie dei soccorritori caduti dopo l'attacco alle Torri Gemelle.

anche sul Corriere del Ticino






















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