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Il difficile lavoro dei servizi di sicurezza per la visita di un Pontefice che non vuole ''stare in una bolla''

Gianna Pontecorboli

Mercoledi' 26 Agosto 2015
All'Onu come a New York, a Washington e a Filadelfia, gli esperti di sicurezza stanno rivedendo mille volte ogni dettaglio per proteggere un personaggio pubblico che non vuole essere isolato dalla gente, A Filadelfia, diecimila volontari sono gia' pronti per ricevere e aiutare i pellegrini. A pochi chilometri da New York, in un anonimo garage, i tre carpentieri latino americani che stanno completando la poltrona bianca su cui l'ospite si siedera' al Madison Square Garden sono diventati dei piccoli eroi.

La prima visita di Papa Francesco negli Stati Uniti e' ormai a meno di un mese di distanza. Il Pontefice arrivera' infatti il 22 settembre a Washington, dove incontrera' il presidente Obama e parlera', primo Papa nella storia, di fronte al Congresso riunito. Poi la visita proseguira' a New York e al Palazzo di Vetro, prima di concludersi con il grande Raduno Mondiale delle Famiglie a Filadelfia. Tappa sopo tappa,il Papa affrontera' tutti i grandi temi del suo pontificato.

Della visita del Pontefice negli Stati Uniti, I media americani hanno parlato fino ad ora relativamente poco.

Eppure, la visita gia' si annuncia come un grande evento mediatico, diverso da tutti i precedenti .Dietro le quinte, protetta da un muro di discrezione, la preparazione e' frenetica e spesso non priva di dubbi e di incognite..

A raccontarlo sono soprattutto I dettagli che trapelano in questi giorni da molti angoli degli Stati Uniti, a cominciare da New York. In una citta che non e' certo impreparata ad accogliere i visitatori importanti, il Vaticano, il dipartimento federale della Homeland Security, il Secret Service , la Polizia cittadina e I servizi di sicurezza dell'Onu stanno lavorando a tempo pieno per risolvere tutta una serie di problemi.

''La storia dei viaggi internazionali di questo Papa,'' ha raccontato alla CBS il commissario della Polizia newyorkese Bill Bratton,''e' differente da quella di tutti i suoi predecessori, diversa da quella a cui siamo abituati da un punto di vista della sicurezza''.

Dimenticati il ''Papamobile'' blindato che passava velocemente lungo le strade , dimenticati gli sbarramenti per tenere lontani i curiosi, cosi', gli agenti si sono messi a cercare soluzioni diverse con il suggerimento del cardinale di New York ,Timothy Dolan,.

''Noi vorremmo tenerlo continuamente in una bolla, ma il Papa ci ha fatto capire chiaramente che non vuole stare in una bolla,Quindi stiamo cercando un terreno comune, in cui lui possa essere a suo agio e noi possiamo essere sicuri di poterlo proteggere'', ha spiegato Bratton. Tutto questo ha significato sostituire la tradizionale vettura blindata che lo stesso Papa Francesco aveva definito ''una scatola di sardine'' con una J eep Wrangler della Chrysler aperta ai lati simile a quella gia' utilizzata in Ecuador . Il Secret Service la sta ora esaminando in segreto. I programmi e gli itinerari , poi, sono cambiati molte volte. “Solo la settimana scorsa abbiamo fatto dei cambiamenti importanti in uno degli eventi'', ha raccontato il capo della polizia newyorkese. Incerto, ancora adesso, e' un evento al Central Park, mentre gia' si sa che alla Messa al Madison Square Garden potra' entrare solo chi e' in possesso di un biglietto.

Anche a Washington, attesa e precauzioni si mescolano. Il senatore Charles Schumer, ha annunciato che mettera' all'asta nei prossimi giornini cento paia di biglietti per entrare nel grande prato del Campidoglio, dove uno schermo gigante permettera' di seguire in diretta il discorso del Papa. E lo stesso faranno altri parlamentari.

A Filadelfia, i nomi dei diecimila volontari provenienti da tutti gli Stati Uniti sono stati gia' in gran parte scrutinati con una spesa di circa 300.000 dollari a carico di alcune organizzazioni benefiche.

Saranno loro a occuparsi, in divisa e con un berretto di riconoscimento, del milione di fedeli attesi per il Raduno delle Famiglie che concludera' il viaggio. Per agevolarli e non correre rischi, nella zona sono gia' stati vietati i droni.

Anche sul Corriere del Ticino




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