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IL MATRINOMIO GAY SCUOTE I NAVAJOS

Gli indiani d'America, che per tradizione erano aperti all'omosessualita', avevano abbracciato il divieto alle unioni gay. Ora pero' c'e' chi protesta

Gianna Pontecorboli

Giovedi' 12 Marzo 2015
Ormai da anni, le polemiche sul matrimonio omosessuale scuotono il mondo politico e la societa' statunitensi. Adesso, pero', la discussione e' arrivata anche in un angolo d'America, quello tribale, che sembrava molto lontano .Da quando, nell'autunno del 2014, anche l'Arizona e il New Mexico hanno votato una legge per rendere legale il matrimonio gay, nella tribu' dei Navajos, il cui territorio si estende tra i due stati , e' cominciata infatti una battaglia che sta diventando di giorno in giorno piu' intensa. E l'argomento e' divenuto parte di una campagna elettorale particolarmente aspra e litigiosa.

Nel 2005 la tribu' ha infatti votato un provvedimento , il Dine Marriage Act ,destinato a ricalcare l'analogo US Defense of Marriage Act del governo federale e a vietare il matrimonio tra persone dello stesso sesso.

Gia' dall'inizio, l'idea e' stato accettata con qualche malumore da parte degli abitanti della riserva. I Navajos, infatti, hanno sempre avuto una tradizione di apertura e di accettazione delle differenze sessuali e addirittura riconoscevano nella tradizione tribale il ruolo dei cosidetti ''nadleehi'', uomini vestiti da donne e destinati ad assumere ruoli femminili. La loro presenza in una famiglia, addirittura, era considerata un segno di fortuna e di ricchezza e solo a partire dagli anni '30, l'arrivo nelle riserve della chiese cristiane aveva cominciato a modificare le antiche attitudini.

''Storicamente la nostra societa' era pronta ad accettare una persona che fosse nadleehi'' , ha spiegato recentemente Jennifer Denetdale, professoressa all'Universita' del New Mexico e membro della Commissione dei Diritti Umani della nazione Navajo.

Recentemente, poi, molte cose sono cambiate. Uno dopo l'altro e sotto la spinta dei movimenti in difesa dei diritti dei gays , infatti, gran parte degli stati americani hanno approvato negli ultimi anni la legalizzazione delle unioni tra due persone dello stesso sesso e entro la fine di quest'anno la Corte Suprema dovrebbe addirittura decidere se i singoli stati hanno il diritto di vietarle. Alcune nazioni indiane si sono adeguate in fretta al nuovo corso. Gia' nel 2009, addirittura prima del voto dello stato, i Coquille dell'Oregon hanno approvato i matrimoni gay per i propri membri. e altre 9 tribu' ne hanno seguito l'esempio. Nel Sud West, pero', ne' i Cherokees dell'Oklahoma ne' I Navajos hanno cancellato i loro divieti, anche se hanno lasciato ai membri delle tribu' il diritto di sposarsi negli stati che li ospitano, al di fuori dei confini della tribu'. E la posizione non dovrebbe necessariamente cambiare neppure dopo la sentenza della Corte Suprema, visto che le nazioni indiane non sono tenute a rispettare la Costituzione.

Cosi', l'argomento e' entrato di prepotenza in una campagna elettorale per l'elezione del nuovo presidente che era gia' particolarmente litigiosa dopo la forzata esclusione di un candidato che non parlava la lingua dei nativi. Pochi giorni fa , la Corte Suprema della Nazione Navajo ha ordinato di votare al piu' presto e ha limitato la scelta a due soli contendenti. E non a caso uno dei due e' Joe Shirley un ex presidente che gia' si era rifiutato di votare il Dine Marriage Act e che ha tra i suoi piu' stretti collaboratori Alray Nelson, fondatore di una coalizione in difesa dei diritti dei gay. “La nostra cultura ci impone accettazione'', ha spiegato Shirley,''Sono la nostra famiglia, I nostri figli, non dobbiamo essere parziali''.

Ai piu' piu' tradizionalisti, a cui l'altro candidato, Russell Begaye, ha promesso prudenza, l'idea di ripudiare la legge non piace pero' affatto. ''Abbiamo altri problemi molto piu' urgenti, come creare lavoro e migliorare le condizioni di vita'', sostengono in molti. '' Ai miei fedeli non interessa , e' un problema della maggioranza anglo'', ha dichiarato al New York Times padre Dale Jamison, parroco di una chiesa cattolica all'interno della riserva.

Per il momento, chi e' deciso a sposarsi finisce spesso per trasferirsi, ma senza convinzione. ''Sarebbe bello poter rimanere nel nostro ambiente'', ha raccontato Nathaniel George, un gay che si e' sposato in Arizona.




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