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LA RELIGIOSITA'INFLUENZA IL CERVELLO?

Stanno cercando di scoprirlo, con l'aiuto dei mormoni, due scienziati dell'Utah. E la loro ricerca e' piu' attuale che mai.

Gianna Pontecorboli

Martedi' 13 Gennaio 2015
Che cosa succede nel cervello umano in un momento di religiosita'? Quali geni vengono attivati, quali ormoni rilasciati? Le domande sull'argomento, e' ovvio, sono infinite ed inquietanti. Madre Teresa di Calcutta e i terroristi dell'ISIS, per esempio, mettono in moto gli stessi circuiti cerebrali? E il cervello di chi crede e' in qualche modo diverso da quello di chi non sa o non vuole avvicinarsi a Dio?

Adesso, a cercare di rispondere con un'ambiziosa ricerca sono Jeff Anderson e Julie Korenberg, due neuroscienziati dell'Universita'dell'Universita' dello Utah.

''Mi ha incuriosito il fatto che una delle influenze piu' profonde del comportamento umano non sia stata fino ad ora studiata a fondo. Pensiamo a quanto la religiosita' condizioni il comportamento della gente e non sappiamo neppure dove sia registrata nel cervello, ''ha spiegato al Los Angeles Times Jeff Anderson.

La ricerca non e' stata iniziata per caso in Utah, lo stato dove e' nata la religiosissima setta dei mormoni, la Church of Jesus Christ of Latter-day Saints, e dove ancora adesso vivono gran parte dei seguaci . Per discutere l'idea , i due studiosi hanno convocato una riunione e poi diffuso un annuncio per cercare volontari. Malgrado alcune incertezze i responsabili della chiesa, che ha una tradizione di volontariato e di partecipazione alle ricerche scientifiche, non hanno vietato ai loro fedeli di offrirsi per lo studio, anche se non hanno dato un'approvazione ufficiale..

''Entro una settimana dall'annuncio, abbiamo avuto centinaia di risposte'', ha raccontato Anderson, che tra l'altro e' cresciuto in una famiglia mormona, anche se da tempo ha abbandonato la setta.

Fino ad ora, i volontari selezionati sono stati cinque, e altri quindici saranno analizzati nelle prossime settimane. I pazienti che hanno gia' partecipato sono stati sottoposti a un lungo test di risonanza magnetica e sono stati invitati a concentrarsi sulle immagini religiose trasmesse da uno schermo , mentre fuori dal tubo radioattivo i neuroscienziati hanno studiato minuto per minuto i mutamenti del cervello. Poi, immediatamente dopo la fine dell'esame , i volontari hanno offerto il loro sangue per controllare il loro livello dell'oxitocina, un ormone prodotto dall'ipotalamo e che e' stato gia' associato ai comportamenti affettivi e alla socialita'.

I due studiosi, ora, avranno bisogno di tempo per analizzare e paragonare tutte le immagini cerebrali registrate durante i test e azzardare una prima risposta scientifica alle loro domande. Quello che sperano di scoprire e' non soltanto come la religiosita' influisce sul cervello, ma anche se ci sono differenze tra i vari gruppi etnici o religiosi.

''Quello che ci aspettiamo di trovare e' che l'esperienza religiosa dei mormoni non e' molto diversa da quella degli ebrei o dei musulmani'', ha gia' spiegato Jeff Anderson.

In realta', il settore non e' del tutto nuovo. Da alcuni anni, per esempio, Andrew Newberg ,un professore della Thomad Jefferson University in Pennsylvania ha cominciato a radiografare il cervello delle suore e dei buddisti tibetani dopo aver iniettato un colorante radioattivo . ''Stiamo ancora imparando molte cose sul cervello e sulla natura delle esperienze spirituali. E questo ha delle implicazioni pratiche'', ha raccontato Newberg. Una delle tesi dello studioso e' che la preghiera possa favorire la guarigione dei malati. “Quello che vediamo nellle nostre immagini e' che il cervello a riposo e' tutto rosso, ma alcune parti si colorano di giallo quando una persona comincia a pregare. Vediamo dei cambiamenti non solo nel livello di attivita', ma anche nella chimica e ci sono degli indicatori che mostrano che con la preghiera possiamo provocare tutta una serie di cambiamenti nel corpo e aiutare la guarigione''.

Gli scettici, pero', non mancano. ''Il cervello cambia anche quando mangiamo cioccolatto'', ha reagito duro lo psichiatra Richard Sloan, un'altro degli studiosi che si occupano della questione,''Il cervello cambia con tutto quello che succede, non c'e' niente di speciale nel fatto che cambi quando preghiamo''.

anche sul Corriere del Ticino




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