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LA MORTE DI DUE POLIZIOTTI SCONVOLGE NEW YORK

L'assassinio a sangue freddo di due agenti ha messo l'intera citta' in stato di allarme e fatto esplodere le tensioni tra la polizia e il sindaco De Blasio

Gianna Pontecorboli

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Per molti versi, la tragedia avvenuta sabato pomeriggio in un'affollata strada di Brooklyn e' una tragedia tipicamente newyorkese. Wenjan Liu , poliziotto di origine asiatica, in servizio da sette anni, sposato da due mesi, e Rafael Ramos, di origine latino americana, in servizio da due anni e padre di un bamnino di otto anni, era seduti in macchina intenti a perlustrare uno degli angoli piu' trafficati e piu' inquieti della Grande Mela. L'uomo che li ha uccisi a sangue freddo, prima di suicidarsi dopo un'affannosa fuga in una stazione della metrolitana, era un ventottenne di colore, Ismaaiyl Brisley, nativo di Brooklyn, ma gia' ben noto alle polizie della Georgia e dell'Ohio.

E adesso, l'assurdo assassinio ha messo in crisi un sindaco, Bill De Blasio, che gia' da alcune settimane si trova in una situazione delicata, e fatto capire all'intera America e alla Casa Bianca quanto sia difficile risolvere un problema, quello della tensione razziale, che ha molte e inquietanti sfaccettature.

I fatti accaduti a Brooklyn sono relativamente semplici. Brisley , senza alcun dubbio, era un violento e uno sbandato, in Georgia era stato arrestato per furto e possesso di un'arma nascosta, in Ohio aveva a suo carico un tentativo di rapina. Sabato, subito prima di partire per New York, aveva sparato allo stomaco a un'ex convivente a Baltimora, per fortuna senza ucciderla, e poi aveva messo in rete su Instagram un messaggio minaccioso nei confronti della polizia. Le sue parole ''mettero' le ali ai porci'' e il riferimento a Michael Brown e a Eric Garner , le due vittime della brutalita' degli agenti a Ferguson e a Staten Island, non erano sfuggite alla polizia di Baltimora, che aveva avvisato alle due del pomeriggio i colleghi newyorkesi. Per una beffa del destino, pero', la nota trasmessa dalla centrale ai colleghi a rischio e' arrivata troppo tardi. Con la pistola in mano Brisley aveva gia' freddato, sbucando inaspettato dal nulla, i due ignari poliziotti seduti in macchina.

Per l'intera citta' , gia' scossa dalla brutale uccisione di Eric Garner e, solo due giorni fa, da un assurdo video che documentava il pestaggio, da parte di un poliziotto, di un diciassettenne disarmato, il drammatico episodio ha rappresentato un segnale in piu' di quanto sia difficile, anche un una citta' multietnica e diversificata come New York, trovare una vera pace razziale.

Dagli anni ottanta, quando la violenza e la criminalita' legata al traffico di droga terrorizzavano molti quartieri della citta', la presenza della polizia nelle zone a rischio e' aumentata e i suoi metodi sono diventati progressivamente piu' duri, anche perche' le esigenze di bilancio hanno costretto a tagliare la presenza degli agenti di quartiere incaricati di mantenere un contatto costante e pacifico con i residenti. . Contemporanemente , pero' ,sono anche diminuiti gli omicidi, che quest'anno hanno raggiunto il minimo storico.

Adesso, ad essere nel mirino delle critiche e' soprattutto il sindaco. Da quando sono cominciate le proteste per il fatti di Ferguson, infatti, De Blasio, che ha una moglie di colore e un figlio birazziale, ha infatti cercato di mantenere un tono equilibrato e ha raccontato di aver avvertito perfino suo figlio di stare attento nei suoi incontri con la polizia.

Il suo atteggiamento, condiviso tra l'altro da una parte consistente della popolazione newyorkese, non e' pero' piaciuto alla polizia cittadina, che si e' sentita abbandonata da un primo cittadino che dovrebbe difendere il suo difficile lavoro. ''Non farti vedere ai nostri funerali'' aveva intimato gia' alcuni giorni fa un messaggio diffuso su internet.

''Sindaco De Blasio,'' ha rincarato ieri Edward Mullins presidente della Benevolent Association, la piu'

importante associazione di poliziotti a New York,''il sangue di questi agenti e' nelle tua mani''.

''L'uccisione di un agente e' un attacco a tutti noi'' si e' difeso il sindaco, che ha invitato a non infuocare la retorica in un momento di tragedia.

Dopo l'inutile sacrificio di un asiatico e un latino americano, pero' ritrovare la pace sociale e razziale sara' sempre piu' difficile. E proprio ieri mattina, l'uccisione di un altro agente a Tampa, in Florida, ha fatto temere l'effetto a catena anche lontano da New York.

Anche sul Corriere del Ticino









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