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Dopo anni di indebitamento vertigionoso, c'e' un filo di speranza per le famiglie americane

Gianna Pontecorboli

Sabato 22 Novembre 2014
Le famiglie americane si sono indebitate quest'anno meno che negli anni precedenti per pagare l'educazione universitaria dei propri figli.

La buona notizia e' contenuta in un rapporto pubblicato pochi giorni fa dal College Board, un'organizzazione newyorkese che tiene nel mirino i costi dei college e delle universita' pubbliche e private negli Stati Uniti .

Secondo quanto ha affermato il rapporto, che si e' basato sulle statistiche ufficiali e sulle proprie ricerche, per l'anno accademico 2013-14 i prestiti concessi dalle banche e dalle istituzioni pubbliche per finanziare gli studenti sono stati di 108 miliardi di dollari , una cifra ancora enorme, ma che rappresenta comunque un calo dell' 8 per cento rispetto all'anno precedente e del 13 per cento rispetto al 2010-11.

Il problema, non e' certo nuovo. In America, i costi dell'educazione universitaria sono sempre alti, sia per i quattro anni del college che per i master di specializzazione. Per finanziarli, non e' raro cominciare a risparmiare al momento della nascita di un bambino per potergli garantire, vent'anni piu' tardi, un titolo di studio che gli assicuri un lavoro ben pagato. Spesso, pero', i risparmi non bastano e per pagare la retta i genitori, o sempre piu' spesso gli stessi figli, sono costretti a ricorrere a un pesante indebitamento.

Negli ultimi anni, soprattutto a causa delle crisi economica, la situazione era peggiorata di molto. Nei colleges privati, la diminuzione delle donazioni da parte dei benefattori aveva costretto gli amministratori a raddoppiare tutte le rette. In quelli pubblici, di solito molto meno onerosi almeno per i residenti , erano stati i tagli di bilancio decisi dagli stati a farle addirittura triplicare.

Soprattutto per la classe media, gia' penalizzata dalla stagnazione dei guadagni, la situazione era diventata sempre piu' pesante. Cosi', l'indebitamento delle famiglie era salito da poco meno di 40 miliardi all'inizio degli anno '90 a piu' di centoventi miliardi nel 2011. Uscire dalle aule con un debito di oltre 40.000 dollari era una realta' per piu' della meta' degli studenti.

Adesso per fortuna le cose stanno cominciando a migliorare. Quest'anno , le temute ''tuition'' sono ancora salite e hanno raggiunto a una media di 9,139 dollari all'anno per i college pubblici e di 31,231 per quelli privati, senza contare il vitto, l'alloggio e i libri. Gli aumenti , pero', sono stati molto piu' modesti di quelli degli anni passati, in media il 2,9 per centi per le istituzioni pubbliche e il 3,7 per cento per quelle private,

''Quando guardiamo l'intero panorama'', ha spiegato Sandy Baum, una professoressa di educazione pubblica alla George Washington University di Washington e una delle autrici del rapporto,'' vediamo che alcune tendenze che ci avevano spaventato negli anni passati si sono quietate''.

Per i tartassati genitori, e' chiaro, il momento di rilassarsi e' ancora lontano. ''Gli aumenti dei prezzi sono stati moderati ma la gente deve sempre pagare e mettere in conto anche l'accumulazione dei rialzi degli anni passati '', ha messo in guardia Sandy Baum.

In realta' , la boccata d'aria di quest'anno rappresenta probabilmente il primo segno di un cambiamento piu' profondo.. Di fronte alla crisi, sia le universita' private che le istituzioni pubbliche hanno cercato infatti di aiutare i giovani in maniera diversa e ora crediti fiscali, borse di studio e agevolazioni varie finiscono per accollarsi una buona parte della spesa almeno per i meno abbienti.

Le famiglie e gli studenti, da parte loro, sono diventati piu' cauti nelle spese .Le iscrizioni alle costose universita' private sono diminuite e i nuovi iscritti, che un tempo si trasferivano nei campus, adesso continuano spesso ad abitare a casa o si spostano in quegli stati come il Montana dove le rette delle universita' pubbliche sono piu' basse. Cosi', con l'aiuto di una Wall Street di nuovo sorridente, ci si indebita di meno.

Anche sul Corriere del Ticino








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