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Da quando il Colorado ha legalizzato gli alimentari alla droga, i consumi di caramelle e merendine arricchite con il ''pot''sono scoppiati.

Gianna Pontecorboli

Martedi' 4 Novembre 2014
Le merendine alla marijuana spaventano l'America. Durante i primi sei mesi di quest'anno, hanno denunciato i medici del pronto soccorso del Children's Hospital di Denver, in Colorado, nove bambini sono finiti intossicati dalla marijuana ingerita per errore. Dalla fine di maggio ad ora, ci sono stati altri cinque casi. Dopo l'allarme lanciato dai medici, la polizia cittadina e il proprietario di un negozio autorizzato alla vendita legale si sono uniti in un inaspettato sodalizio per mettere in guardia genitori e figli nei confronti di quei dolciumi infarciti di droga, dall'aspetto allettante e dagli effetti imprevedibili, che si vendono con troppa facilita'. In un video, realizzato alla vigilia di Halloween, i poliziotti di Denver e il distributore hanno mostrato alcune foto per provare che molto spesso l'innocuo orsacchiotto di zucchero e la caramella alla droga si assimigliano troppo. ''Non c'e modo di distinguerli'', ha spiegato il proprietario del negozio, Patrick Johnson, '' la cosa migliore da fare se si trovano nella cartella di un bimbo e' gettare il tutto nel cestino della spazzatura''.

In tutti gli Stati Uniti, il movimento per la legalizzazione della piu' popolare tra le droghe leggere sta facendo degli importanti passi avanti. E ben 23 stati ne hanno approvato, sia pure con modalita' diverse, la vendita al pubblico. New York , per esempio, ha gia' varato una legge che ha legalizzato la marijuana per uso medico a partire dall'anno prossimo, ma con molte severe limitazioni per produttori e per i venditori. La liberalizzazione, destinata a aiutare i malati di cancro, di Aids o di sclerosi multipla, e soprattutto a combattere lo spaccio e il contrabbando, ha immediatamente risvegliato l'interesse di investitori e imprenditori alla ricerca di un nuovo e fruttuoso mercato. Solo per lo stato di New York, in una riunione che si e' svolta recentemente al Marriott Hotel di Times Square, i promotori hanno parlato di un probabile giro d'affari di centinaia di milioni di dollari.

Il Colorado e lo stato di Washington , pero', hanno portato la legalizzazione un passo piu' avanti ed hanno approvato l'uso della droga per scopi ricreativi e permesso la vendita sotto forma di prodotto edibile. Nei dispensari autorizzati, cosi' , sono comparsi sugli scaffali cioccolattini, biscotti e orsacchiotti di zucchero infarciti di marijuana e bevande al gusto di mandarino in grado di soddisfare il piu' accanito consumatore. Juley Dooley, una signora di Denver, ha creato con un socio un'azienda, la Julie's Baker Goods, che produce legalmente granola, semi di girasole e cioccolattini arricchiti di droga e li distribuisce a piu' di trenta dispensari in tutto lo stato.

Quello che l' ''Amendment 64'' della Costituzione dello stato, approvato dagli elettori, intendeva come un aiuto ai malati e ai genitori ansiosi di non esporre il proprio consumo di fronte ai figli sta cominciando pero' ora a mostrare i suoi rischi. Due adulti sono morti e a maggio sette persone hanno denunciato di aver ingerito dei cioccolattini alla marijuana al ''Pot Pavillion'' di una una fiera, dopo essere stati rassicurati dal venditore che non ne contenevano . In alcune merendine, la quantita' di allucinogeno e' risultata talmente alta da essere sufficiente per dieci persone.

Trovare un rimedio, tuttavia, non e' facile. Per il momento , le autorita' che regolamentano la vendita in Colorado si sono limitate a imporre di diminuire le dosi di droga contenute nei singoli dolciumi . E da febbraio, tutti gli alimentari alla droga dovranno eassere venduti in confezioni simili a quelle dei medicinali e a prova di bambino. Un'azienda specializzata, da parte sua, ha messo in commercio un kit che costa 15 dollari e permette ai genitori di scoprire con un semplice test se la merendina dei propri figli e' sicura.

Diverse organizzazioni hanno cominciato ora a chiedere insistentemente di vietare tutti gli alimentari alla marijuana o almeno di marcare i prodotti drogati uno per uno con un'.impronta chiaramente riconoscibile. Almeno fino a adesso, pero', le loro richieste non sono andate lontano.

anche sul Corriere del Ticino







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