Amisnet, Agenzia Radio Comunitaria Campagna Supporto 2005 Amisnet


LA CROCE DELLA DISCORDIA ARRIVA ALLA CORTE SUPREMA

ELEZIONI USA,PERCHE'NESSUNO HA VINTO

LA FLORIDA ESPERIMENTA IL REDDITO DI BASE

USA-IL BLACK FRIDAY NON HA PERSO IL SUO SAPORE

IL SILENZIO DI TRUMP SULLE ARMI

I 100 giorni di Trump e l’ansia dei repubblicani

I SONDAGGI GIUDICANO TRUMP

Trump, si fa presto a dire Impeachment

Dal lavoro luce verde per la Fed

OTTO ESECUZIONI IN DIECI GIORNI 9/3/17

VIOLENZA SESSUALE SOTTO IL TAPPETO NEI CAMPUS USA

DOPO ORLANDO, LA PIAGA AMERICANA DELLE SMALL ARMS

LA LUNGA STRADA DI HILLARY

I CANDIDATI IN CORSA

ALL'ONU SERVE TRASPARENZA

IL CANADA SI SCOPRE VULNERABILE

La sparatoria di Ottawa ha messo in luce le falle di un paese non abituato alla violenza

Gianna Pontecorboli

Venerdi' 24 Ottobre 2014
’Saremo vigili contro coloro che cercano di farci del male. Non saremo mai intimiditi e manterremo il Canada sicuro’’, ha promesso ieri mattina il premier canadese Stephen Harper. Malgrado le parole del premier, la sparatoria che ha terrorizzato mercoledi la hall del palazzo del Parlamento e e’ costata la vita a Nathan Cirillo, il giovane riservista italo-canadese che prestava servizio di fronte al National War Memorial , ha lasciato uno strascico di tensione e di paura nella normalmente tranquilla Ottawa e nell’intero Canada. In Parlamento, i lavori sono ripresi, ma l’ingresso al pubblico e’ stato vietato e la citta’ continua a essere presidiata. Tra gli innocent testimoni, tra l’altro, si sono trovati anche quattordici studenti svizzeri di 18 e 19 anni, accompagnati da due insegnanti. I ragazzi, che studiano al College du Sud di Bulle, vicino a Friburgo, stavano visitando il Parlamento di Ottawa quando la sparatoria li ha costretti a rifugiarsi nella cappella, dove hanno passato nove lunghe ore. I giovani, assistiti dall’Ambasciata svizzera, sono stati poi accolti in un albergo e torneranno in Svizzera gia’ oggi , com’era previsto, ma molti di loro sono ancora turbati dalla drammatica avventura. .
Adesso, per i canadesi come per i responsabili dei servizi di sicurezza di diversi paesi, le domande senza risposta sono rimaste molte,
Ieri mattina, la polizia ha confermato che l’attentatore , che e’ stato a sua volta ucciso dagli spari di una guardia, e’ stato uno solo , e non faceva parte di un commando come si era temuto in un primo momento. ‘’A questo punto siamo soddisfatti che un solo individuo sia stato responsabile della sparatoria’’, ha spiegato il capo della polizia di Ottawa Charles Bordeleau .
Di sicuro, di Michael Joseph Hall, , poi divenuto Michael Zehaf- Bibeau dopo la conversione all’Islam , gia’ si sapevano molte cose anche prima della sua folle sparatoria. Nato nel 1982 in Quebec e figlio di un commerciante di origine libica, il giovane Michael aveva dei precedent penali per possesso di droga e armi illegali e perfino la moschea che frequentava a Burnaby lo aveva pregato di non unirsi piu’ alla preghiera a causa del suo comportamento irrequieto.
La forze di sicurezza canadesi, a cui tra l’altro non erano sfuggite le minacciose immagini che aveva inserito in un sito Internet legato al terrorismo islamico e la sua amicizia con Martin Couture-Rouleau, colpevole di aver volutamente investito lunedi scorso due militari canadesi vicino a Montreal uccidendone uno, non lo avevano pero' inserito nella lista dei ‘’viaggiatori ad alto rischio’’ . Almeno fino a questo momento, le prove precise di una sua appartenenza a uno o piu’ gruppi di terrorismo islamico non ci sono, anche se nessuno esclude che possa essere stato arruolato da qualcuno. “ La sua morte, ora, rendera’ piu’ difficile scoprire la verita’ ‘’, ha ammesso la polizia canadese, che ha raccontato che l'uomo voleva partire per la Siria.
A rendere l’intero Canada, e anche gli Stati Uniti, particolarmente inquieti dopo l’assurda sparatoria, tuttavia, sono soprattutto altri fattori.
Solo martedi scorso, infatti, il governo di Ottawa aveva deciso di inviare otto caccia per partecipare alla missione internazionale contro l’Isis coordinata dagli Stati Uniti . L’invito dei fondamentalisti dell’Isis ad attaccare i paesi ooccidentali che partecipano alla campagna aerea non era sfuggito ai servizi di sicurezza americani, tant’e’ vero che come misura precazionale, gli Stati Uniti avevano gia’ rafforzato tutte le misure di sicurezza dell’Ambasciata americana a Ottawa e quelle di almeno un consolato in territorio canadese .
A Ottawa, invece, gli avvertimenti erano stati almeno in parte ignorati e le misure di protezione non erano stata a quanto pare aumentate.
Adesso, cosi’ , a finire sul banco degli imputati e’ soprattutto il Canadian Security Intelligenc Service , accusato di non aver visto il pericolo e di non aver saputo prevenire l’attacco.
‘’Il Canada e’ probabilmente stato poco attento, perche’ non c’era mai stato prima un attacco terroristico o una minaccia , come invece e’ accaduto negli Stati Uniti. Il Canada e’ stato sorprendentemente al riparo da questo tipo di cose fino a questa settimana e non siamo stati previdenti come avremmo dovuto essere’’, ha spiegato in un’intervista a Al Jazeera l’analista politico Geoff Norquay
‘’Nei prossimi giorni sapremo qualcosa di piu’ riguardo al terrorista e ai suoi eventuali complici , ma gli eventi di questa settimana sono un segnale che il Canada non e’ immune da attacchi terroristici simili a quelli che abbiamo visto in altre parti del mondo’’., ha ammesso il primo ministro canadese Harper, che ha gia’ promesso di aumentare i poteri dei servizi di sicurezza.
In un giro di contatti telefonici con Barack Obama e con il segretario di Stato John Kerry, sia Harper che il ministro degli esteri canadese John Baird hanno garantito alla Casa Bianca che il sostegno del Canada alla missione internazionale contro l’Isis non sara’ messo in dubbio.

anche sul Corriere del Ticino



Powered by Amisnet.org