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Il Washington Post lancia l'allarme sui rischi dei velivoli senza pilota

Gianna Pontecorboli

Martedi' 24 Giugno 2014
Da quando l'esercito americano ha cominciato a usare i droni in maniera massiccia, ha rivelato nei giorni scorsi il Washington Post, oltre quattrocento velivoli pilotati a distanza si sono schiantati a terrra, spesso sfiorando paesi., monumenti e autostrade. Gli incidenti sono avvenuti principalmente nelle zone di guerra, in Afganistan e in Irak, ma anche sul territorio degli Stati Uniti, durante le prove o i voli di addestramento.

La notizia, come era prevedibile, ha suscitato scalpore. Da alcuni anni, l'intera industria dell'aviazione americana ha incominciato a vedere nuovi sbocchi per i velivoli senza pilota, comandati a distanza grazie alle informazioni fornite dai satelliti. I privati, da parte loro, hanno gia' iniziato a utilizzarli per i controlli agricoli, la sorveglianza delle installazioni, e qualcuno, addirittura, per fotografare dall'alto le bellezze naturali dei parchi o controllare con i video il comportamento delle forze dell'ordine. Secondo le previsioni, entro cinque anni vi saranno negli Stati Uniti non meno di 75.000 droni, dai piu' costosi a quelli da poche centinaia di dollari, in mano agli amatori dilettanti. Poche settimane fa, la polizia di Los Angeles ha annunciato di aver acquistato tre nuovi velivoli da usare per controllare con poca fatica le manifestazioni di piazza e gli eventi sportivi e altrettanto hanno fatto diverse altre citta'. Amazon ha fatto sapere di volerli usare in futuro per la consegna a domicilio dei piccoli pacchi.

All'ombra del segreto militare, nel frattempo, anche il Pentagono ha aumentato la presenza dei velovoli senza pilota sul territorio degli Stati Uniti. Secondo I calcoli, migliaia di droni di diverse dimensioni partono e atterrano regolarmente da 110 basi militari di 39 diversi stati.

Di fronte a una crescita tumultuosa e che rivoluziona le prospettive dell'aviazione civile , la legge e' stata fino ad ora abbastanza carente. Pressato dalle richieste dell'industria aeronautica, nel 2012 il Congresso ha sostanzialmente approvato, a partire dal prossimo anno, l'utilizzazione a scopi commerciali e ha chiesto alla Federal Aviation Administration di mettere a puntro entro il 2015 tutte le norme per regolamentare la materia. La FAA , da parte sua, ha gia' emesso una miriade di regolamentazioni confuse e contradditorie. L'ultima, pochi giorni fa, ha imposto ai privati dei limiti nell'utilizzazione degli spazi aerei vicini agli aereoporti e alle rotte commerciali.

Ad aprile , tuttavia, e' arrivato per tutti il primo campanello d'allarme. Un drone militare Shadow, del peso di quasi 200 chili , partito da una base della Guardia Nazionale, e' infatti caduto su una macchina, dopo aver mancato per un soffio la scuola elementare di Lickdale, in Pennsylvania. I piccoli studenti avevano appena finito le lezioni. L'incidente ha messo in luce i rischi che fino a quel momento solo pochi avevano capito. ''Vi confesso, non sapevo che la guardia nazionale ce li facesse volare sulla testa'', ha raccontato sorpreso un senatore dello stato.

Mentre la FAA continua a rassicurare il pubblico che la sicurezza degli spazi aerei e del territorio sottostante non e' in pericolo, l'inchiesta del Washington Post e' certamente destinata ora ad aumentare i dubbi.. Dopo molte inutili richieste alla Federal Aviation Agency e al Pentagono, infatti, il quotidiano ha invocato il Freedom of information act, la legge che garantisce la trasparenza del governo , e si e' fatto consegnare migliaia di pagine di documenti riservati sugli incidenti che hanno coinvolto, a partire dal 2001, centinaia di droni. Il quadro che ne e' venuto fuori, e che il quotidiano di Washington ha descritto in due lunghi servizi, non e' stato rassicurante. Errori dei piloti, problemi tecnici e di comunicazione hanno fatto sfiorare la tragedia molto piu' spesso di quanto il pubblico abbia saputo. Malgrado il severo addestramento dei piloti a terra e le garanzie tecniche fornite dai produttori, i velivoli comandati a distanza hanno talvolta sorvolato totalmente fuori controllo zone abitate e monumenti nazionali o rischiato di invadere gli spazi aerei destinati all'aviazione civile.

anche sul Corriere del Ticino













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