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Il Wildlife Services ha dichiarato di averne uccisi 4 milioni nel 2013. Ma non tutti sono convinti che fosse davvero necessario

Gianna Pontecorboli

Sabato 14 Giugno 2014
E' giusto uccidere gli animali selvatici quando possono mettere in pericolo la vita o le attivita' umane?
Per anni, negli Stati Uniti, la risposta e' stata una sola, tant'e' vero che il dipartimento dell'Agricoltura ha creato, tra i suoi servizi, anche il Wildlife Services, il cui compito e' proprio quello di sterminare, quando e' necessario, gli animali predatori che mettono a rischio gli allevamenti o gli uccelli che ostacolatno il decollo degli aerei.
Nato negli anni della conquista del West, il servizio ha avuto inizialmente soprattutto il compito di bonificare il territorio per renderlo piu' facilmente sfruttabile per i pionieri. Poi, la battaglia si e' concentrata nel tentativo di evitare la diffusione di diverse specie di animali non nativi americani e potenzialmente pericolosi per la vegetazione o la fauna locali .
Quando pero' il Wildlife Services ha rivelato recentemente in un lunghissimo rapporto di aver ucciso nel 2013 ben 4 milioni di animali, tra cui 75.000 coyote, 12.000 cani delle praterie, innumerevoli scimmie, avvoltoi, e rane e perfino tre aquile che avrebbero dovuto essere protette, le organizzazioni ambientaliste americane e perfino un paio di membri del Congresso hanno cominciato a protestare.
Al di la' del numero degli animali uccisi , hanno spiegato, i rapporti del servizio dicono ben poco e lasciano troppe domande senza risposta. Nessuno , per esempio, ha raccontato il perche' di alcuni errori che hanno rischiato di alterare drammaticamente l'equilibrio naturale. Negli stati del Nordest , solo per citare un caso , sono stati eliminati troppi lupi rossi, ma i coyote che hanno occupato il loro spazio stanno ora facendo una strage di volpi e favoriscono indirettamente la diffusione dei parassiti dei cervi responsabili del Lyme Desease. Altrettanto vaghi sono stati i dettagli sui sistemi utilizzati per le uccisioni e soprattutto sui privati e le agenzie governative che hanno richiesto l'intervento degli agenti. Il Center for Biological Diversity, cosi', ha lanciato una petizione per chiedere al Wildlife Services di giustificare ogni uccisione di un animale originario del territorio americano . ''La loro e' una campagna di uccisioni indiscriminate, finanziata dai contribuenti'', si e' lamentata la rappresentante legale dell'organizzazione, Amy Atwood. Da parte sua, Peter DeFazio, rappresentante democratico dell'Oregon, ha annunciato di voler chiedere dei chiarimenti. ''Questo e' uno dei dipartimenti piu' opachi e ostinati con cui abbiamo a che fare. Non sappiamo che cosa fanno veramente'', si e' lamentato il parlamentare.
''Cerchiamo di risolvere il conflitto tra gli uomini e la vita selvatica in maniera strategica'', si e' difesa Carol Bannerman, portavoce del Wildlife Services. Gli ambientalisti, tuttavia, hanno gia' lasciato capire di volere risposte piu' precise.


anche sul Corriere del Ticino



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