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Conferenza stampa d'urgenza del Ministro degli Esteri russo Lavrov a Mosca sulla Siria. La posizione della Russia.

Lucia Sgueglia

Mercoledi' 28 Agosto 2013
MOSCA
La Russia non farà la guerra con nessuno in Siria. Ma mette in guardia contro un possibile intervento militare nel paese senza l’avallo delle Nazioni Unite, suggerito da Parigi e Londra: una grave violazione del diritto internazionale, un terreno scivoloso e pericoloso. Avanzando ancora dubbi sull’uso di armi chimiche da parte del regime di Damasco, di cui scarica invece la colpa sui ribelli. Così oggi Serghiei Lavrov, il ministro degli esteri russo che ha convocato una conferenza stampa d’urgenza a Mosca sulla crisi siriana. Mentre i venti di guerra crescono: per la stampa britannica, Inghilterra e Stati Uniti sarebbero pronti ad attaccare entro 10 giorni, anche se Barack Obama non conferma, per la Casa Bianca non avrebbe ancora deciso.
La Russia non ci sta, continua a difendere l’alleato Assad, le accuse a lui rivolte da Washington, Gran Bretagna e Francia, dice Lavrov denunciando l’”isteria” dell’Occidente, sono senza prove. Ma Mosca appare sempre più isolata nella sua posizione, costretta ad ammettere che, nella situazione attuale, la progettata Conferenza di pace a Ginevra sulla Siria, prevista a settembre, è ormai “irrealistica”. Lavrov che ieri ha sentito a lungo al telefono il collega americano John Kerry. Ma proprio Kerry ha comunicato nelle ultime ore al segretario generale dell’Onu di avere “molti pochi dubbi” sull'uso di armi chimiche nell’attacco in Siria del 21 agosto, che ha fatto diverse centinaia di morti. Ma un intervento avrà “conseguenze gravi” secondo il capo della diplomazia russa, che ricorda i casi simili, a suo avviso, di Iraq e Libia. Pensare di porre fine alla guerra colpendo le infrastrutture, aggiunge, è un’illusione.

In onda ieri nell'edizione della sera del RadioGiornale della Radio Televisione Svizzera Italiana (RSI)



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