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IL MESSAGGIO DEL MULLAH OMAR

In occasione delle celebrazioni per la fine del Ramadan, il leader dei Talebani diffonde un comunicato importante, rivolto agli afghani, all'intera comunità islamica e agli americani. Un discorso da futuro capo di Stato

Giuliano Battiston

Venerdi' 9 Agosto 2013

Rivendica una politica unitaria, moderata e trasparente. Ammonisce gli americani a evitare una prolungata presenza militare nel paese. Sbandiera i successi strategici della campagna di primavera Khaled Bin Waleed. Rassicura le etnie minoritarie del paese. Apre sull’educazione “moderna”, definita “un bisogno fondamentale di ogni società nei tempi attuali”. Chiude sul negoziato di pace con gli americani, alludendo ai loro tentativi di comprarlo con benefici materiali. Ringrazia i sostenitori del movimento e chiama a raccolta nuovi combattenti. E’ un discorso politico a tutto tondo, da futuro capo di Stato, quello del barbuto mullah Omar, che in occasione delle celebrazioni per la fine del Ramadan ha inviato un messaggio al popolo dei mujaheddin afghani e all’intera Ummah (comunità) islamica.
Affidato alla propaganda virale del sito dell’Emirato islamico d’Afghanistan, il discorso del leader talebano è rivolto a una platea sia domestica che internazionale: internamente, il mullah Omar ribadisce che i Talebani “non hanno intenzione di monopolizzare il potere”, parla di un “sistema inclusivo”, garantisce che, dopo il ritiro degli stranieri, “non ci saranno rappresaglie”.
All’esterno, manda a dire che il teatrino dei negoziati di pace è inutile, perché l’unico vero obiettivo è “la fine dell’occupazione”; contesta i tentativi stranieri di dividere il paese e spaccare il movimento dei Talebani. Invita a boicottare le prossime elezioni presidenziali – “una perdita di tempo decisa dagli americani” – e rinnega i pur labili e passati legami con l’universo jihadista, ribadendo “la nostra consueta politica: non intendiamo danneggiare nessuno, né permettere a nessuno di danneggiare gli altri dal nostro suolo. Allo stesso tempo, non possiamo tollerare di essere danneggiati dagli altri”. Per questo, la guerra continua.

anche sul manifesto di venerdì 9 agosto



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