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Il 24eismo anniversario della repressione di piazza Tian'anmen e il dibattito sul costituzionalismo in Cina.

Andrea Pira

Sabato 8 Giugno 2013
Il 4 giugno cadeva il ventiquattresimo anniversario dalla repressione di piazza Tian'anmen. A Hong Kong migliaia di manifestanti hanno partecipato alle commemorazione del massacro. In Cina gli utenti internet si sono ingegnati per bucare la censura che vuole cancellare dalla memoria i fatti del 1989.

Il sogno del 4 giugno è il sogno del costituzionalismo, scrive lo Yazhou Zhoukan parafrasando lo slogan scelto dalla nuova dirigenza della Repubblica popolare: il sogno cinese.

“Costituzionalismo vuol dire usare la Carta per limitare il potere dello Stato e stabilire i diritti dei cittadini. La Cina ha bisogno di un profondo cambiamento politico e sociale”, ha detto Chen Yizi, dissidente in esilio negli Stati Uniti, ma all'epoca della repressione consigliere dell'allora segretario generale del Partito comunista, Zhao Ziyang, caduto in disgrazia perché contrario alla linea dura.

Chen scrive nelle sue memorie di aver presentato nei giorni delle manifestazioni un documento per gestire gli eventi in accordo con la Costituzione. Fu respinto, ma il dibattito se sia più importante il rispetto per la Carta o per il Partito è tornato in voga in questi mesi tra i circoli intellettuali cinesi.


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